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I giorni dell'ira  -  sceneggiatura

SCENA             1

CLIFTON. STRADA PRINCIPALE — (Esterno Aurora)

 La luce rosata del primo sole del mattino gioca sui col li trasparenti delle bottiglie di whisky accatastate sul fianco del Saloon. Alcune sono gettate alla rinfusa, altre infilate nelle apposi­te cassette.

 DIN! DIN! DIN!

 Con leggeri suoni argentini, delle pietruzze, lanciate da nano maestra, centrano uno dopo l’altro gli stretti col li delle bottiglie, infilandosi in essi con una preci­sione davvero notevole.

 Intento al singolare eserci­zio è un uomo dall’età indefinibile, lacero, sporco, con la barba incolta che gli scende incrostate. di sudiciume sul petto. Porta uno strano paio di occhiali formato da una lente sbrecciata di grande spessore e da un vetro affumicato, Il vetro nero gli nasconde il cavo di un occhio deturpato da una cicatrice. che scende oltre il vetro, sul la guancia. L’altra lente in­grandisce in modo assurdo l’altro occhio, dandogli un che di mostruoso e bestiale. E’ Bill, detto il Cieco. L’uomo siede su un mucchio di letame appoggiato sul lato di una piccola stalla che si apre dalla parte opposta alla strada.

 Raspa di tanto in tanto con le dita nel letame alla ricerca di nuove pietruzze con cui continuare il suo tiro a se­gno. Un cigolio di carro lo fa voltare.

 Lungo la strada scende, tirando un grosso bigoncio montato su ruote, un ragazzo di vent’anni, alto di statura, di bell’aspetto, ma anche egli vestito di panni miseri e con un grembiule, ricavato da un vecchio sacco, legato al­la vita.

 E’ Scott.

 Nell’interno del bigoncio dai bordi sudici sciacqua qualco­sa di innominabile.

Clifton si sta svegliando lungo la strada qualcuno sta aprendo bottega.

In alto, a cavallo, di una scala doppia, un vecchio con i basettoni e il camice da barbiere, sta lucidando un grosso piatto di ottone che pende sulla sua bottega a mo’ di insegna.

 Scott passa sotto di lui ti­rando il suo carro e grida al vecchio.

 SCOTT

Signor Corbitt, avete niente da darmi stamattina?

 Il vecchio gli dà un’occhia­ta e poi si chiude il naso con le dita come colpito da un odore nauseante.

 SAM

No, Scott! E porta via quella roba! Mi fa venire la nausea...

 Scott si rimette in moto ti­rando il carro e con una smorfia amara risponde.

 SCOTT

E tutta roba dei rispettaBill cittadini di Clifton!

 Bill, il Cieco, ride con una risata sgangherata e intanto raspa nel letame, trova un sassolino e lo scaglia verso le bottiglie, infilandone una.

 BILL

Hai visto, Scott? E poi dicono che non ci vedo! Vorrei vedere chi sa fare altrettanto qui a Clifton, e in tutta l’Arizona!

 ricentra una bottiglia e si pulisce soddisfatto le mani sporche di letame nei peli luridi della barba.

 Scott si ferma davanti al saloon e sorride a Bill.

 SCOTT

Bravo Bill! Sei il più grande tiratore del West! 

Bill ghigna soddisfatto e sta per lanciare un altro sassolino quando dalla porta a battenti liberi del saloon, esce un uomo sulla quarantina, grande e grosso, pelato con un po’ di pancia.

Tiene in mano un vecchio fucile da caccia ed appare infuriato. E’ Able Murray, il padrone del saloon. E’ vestito ancora soltanto per metà.

 MURRAY

Maledetto schifoso! Quante voi te ti devo dire di non insozzarmi le bottiglie! Poi le devo adoperare di nuovo, lo sai sì o no!

e punta il fucilone contro Bill, il Cieco che nel tentativo di scappare in fretta sta annaspando sul mucchio di letame.

 Ti cavo anche quel maledetto occhio che t’è rimasto!

 e Murray preme il grilletto del fucilone che spara con gran rombo e una rosa di pallini crepita intorno a Bill che urla e saltella penosamente, terrorizzato. Poi riesce a prendere una ra­pida fuga saltando oltre uno steccato.

 Al rombo dello sparo, tutta Clifton, sembra aver avuto un soprassalto.

Gente esce sulle porte, semi­nuda, e col tovagliolo della colazione infilato al colletto.

Qualcuno si affaccia alle finestre.

 Intanto Scott ha afferrato il braccio di Able Murray per impedirgli di sparare il secon­do colpo. 

SCOTT

Bill il Cieco, non è cattivo, signor Murray. Le laverò io le bottiglie.

 Murray fissa con rabbia Scott e picchia col calcio del fucile sulla mano del giovane.

 MURRAY (cattivo, per offendere)

 Non toccarmi mai più, brutto figlio di puttana!

 Scott si tiene la mano colpita e guarda con odio, ma sen­za reagire, il prepotente Able Murray mentre dalle case, dalla strada, dai balconi si intreccia­no le domande.

 I° UOMO

Che è stato?

 DONNA AL BALCONE

Chi ha sparato?

  I° UOMO

Cos’è successo? Erano anni che non si sentiva una schioppettata così...

 Scott fissa sempre, da sotto in su, con odio trattenuto, Able Murray che lo sovrasta. col fuci­le e gli grida.

 MURRAY

Via! C’è il bidone da vuotare!

 Scott, a capo chino, trasci­nando un poco i piedi si av­via verso l’ingresso del saloon ma Murray gli grida ancora dietro.

 Non da quella parte! Vuoi appestarmi il locale? Passa da dietro!

 

Scott obbedisce, senza più al­zare lo sguardo e gira dietro il saloon,

Intanto da una casa di fronte esce un uomo anziano, vestito da pastore, col colletto bianco ancora slacciato.

 PASTORE

Chi ha sparato: un pazzo o un ubriaco?    

MURRAY (ridendo)

Ho impallinato il sedere a quel vecchio maiale di Billy il cieco. Niente che richieda un’assistenza spirituale, padre!

 A lui fanno coro alcuni di quelli che si erano affacciati alle porte e alle finestre delle case adiacenti e che adesso rientrano.

Scott intanto spunta da dietro il saloon portando un grosso bidone sporco e pieno di merda e orina. Lo versa nel bigoncio sollevando uno spruzzo nauseante.

 Able Murray fa una smorfia di schifo e torna verso l’ingresso principale del saloon, mentre Scott, sempre a capo chi­no, umiliato, torna sul retro col bidone vuoto per rimetterlo a posto.

 Dal fondo della strada avanza con la fretta permessagli dai la sua notevole pancia, un uomo dagli occhi porcini, fronte bassa, e capelli a spazzola. E’ di complessione molto robusta, ma evidentemente non troppo pronto né di riflessi, né di intelligenza. 

Sulla camicia, aperta sul davanti, ha la stella da sceriffo, appeso alla pancia un cinturone da cui gli ciondola sul la coscia una grossa fondina vuota: è il Marshal di Clifton. Con finto interesse, gli fa:

NIGEL

Mi sbaglio o qualcuno ha sparato?

 Murray sorride dalla soglia del saloon.

 MURRAY

Sono stato io, Jim. (agita il fucile)

Giusto per pulire le canne. Dovresti farlo anche tu, di tanto in tanto, se riesci ancora a trovare la pistola...

 Nigel si porta la mano alla fondina vuota e poi la guarda un attimo. Leva gli occhi sorridendo.

NIGEL

Qui sono la legge. (si batte un dito sulla stella e conclude)

Questa a Clifton conta più di un ferro vecchio alla cintura..

 Intanto Scott è tornato al suo carro e riprende a tirarlo verso il fondo della strada e passa accanto a Nigel che arriccia il naso, scansandosi di un passo.

 SCOTT

Buongiorno, marshal...

 Nigel non risponde neppure e guarda verso l’altro lato della strada dove sta risalendo un calesse guidato da un uomo dai capelli bianchi: il dottor Culman,

NIGEL

Buongiorno, dottore.., da dove venite così presto?

CULMAN

E’ stata una nottataccia! Prima un parto e poi una brutta diarrea.

NIGEL

Nessuna complicazione, spero...

 Nigel ride con tutti e due i pollici infilati nel cinturone.

 Intanto Scott, tirando il bigoncio, svolta in una traversale.

 CULMAN (sorride)

Per il parto bisognerà chie­derlo alla moglie di Perkins: gli ha scodellato due gemelli! Quanto alla diarrea ce l’ha una delle giumente del giudi­ce Kutscher.

 

SCENA  2

STRADA TRASVERSALE - (Esterno Aurora)

 

Scott, a capo chino, tira il bigoncio che cigola, lungo la strada che in fondo sbuca nei campi.

Da una finestra si affaccia un uomo che sta facendosi il nodo alla cravatta e grida a Scott.

 MILLER

Scott! Quando hai finito il tuo giro, prendi la scopa e va a dare una pulita davanti alla casa di Vivian Skull! Ieri sera m’ha detto che sono tre giorni che non passi di lì..

 Scott alza il volto e risponde, umile

 SCOTT

Va bene, signor Miller...

 Miller rimette dentro la testa senza dire altro e Scott tira il bigoncio fino in fondo alla strada, piegando, poi verso una grande stalla.

  

SCENA    3

STALLA A NOLEGGIO — (Interno Giorno)

 Un’ondata di acqua putrida scende dal bigoncio inclina­to per perdersi nella profondità di un pozzo nero.

 Il suono dell’impatto con la melma sottostante fa biascicare qualcosa a un vecchio rinsecchito, piccolo di statura, coperto di stracci che dorme gettato nello strame di uno degli otto box della stalla.

 Scott raddrizza il bigoncio e lo spinge con rabbia in un angolo. Cinque box sono occupati da cavalli e al sesto c’è un mulo.

 Scott guarda per un momento il vecchio che muove le labbra nel sonno e poi riprende a russare via via più deciso e profondo. E’ Murphy Allan, avrà sessant’anni. Indossa anch’egli, su di un vestito consunto, un grembiule ricavato da un sacco. Abbandonato sullo strame sembra un burat­tino dai fili spezzati.

 Scott scavalca il corpo del dormiente badando di non pestarlo e poi allunga la mano verso una grossa corda intrecciata che pende da un trave. Alla corda è attaccata una vecchia fondina di pistola da cui spunta un rozzo manico dl legno.

 Scott prende la corda e se la lega in vita lentamente,  coscienziosamente. Poi con uno scatto rapidissimo e inaspettato porta la destra sull’impugnatura di legno ed estrae:

per un attimo intravediamo nella mano di Scott una pista la di legno coi contrappesi di piombo. Un attimo perché l’arma sembra tornare da sola nel fodero.

 Il mulo guarda e scalpita, sembra applaudire con gli zoccoli.

  Scott gli sorride mentre si leva la corda con la fondina e la riappende a un chiodo.

 SCOTT

Tu te ne intendi eh, Sartana?

gli batte una pacca sul deretano e afferra il nodoso manico di una grossa scopa di saggina selvatica. Se la mette a spalla, come un fucile ed esce dalla stalla, fischiettando un motivetto western.

 

SCENA     4

PIAZZA DI CLIFTON — (Esterno Giorno)

 La casa di Vivian Skull è una costruzione a due piani, pro­prio sulla piazza principale di Clifton, di fronte alla banca, all’ufficio del marshal e all’emporio.

 Una bella ragazza bruna, dalla pelle ambrata come le creo le e i grandi occhi a mandorla, si sta pettinando davanti la finestra del piano rialzato che dà sulla veranda,

 Forse è nuda poiché si vedono le sue spalle e l’attaccatura del seno spuntare dal davanzale, senza che si indovini l’inizio di un indumento. E’ Gwen Satcher. La ragazza si pettina lentamente, poi si ferma a me­tà del gesto.

Fermo, sul marciapiedi, di legno che corre intorno la casa, c’è Scott con la scopa di saggina in spalla. Scott si scuote e la saluta,

 SCOTT

Salve, Gwen. 

prima che la ragazza possa rispondere il manico di una elaborata canna di bambù aggancia il legno della tenda del­la finestra e tira verso il basso. Davanti al bel volto di Gwen la tenda cala come un sipario.

 A chiudere è stata Vivian Skull, la maitresse. Una don­na sulla cinquantina, un po’ abbondante, vestita di trine e di stoffe chiassose, bella di una bellezza sfiorita e rovinata dal vizio, ma ancora battagliera ed energica, come se il suo passato di prostituta le desse ora una specie di sostenuta dignità. Fuma un lungo sigaro, di quelli sottili e se lo passa continuamente, con grande perizia, da un angolo all’altro della bocca, senza mai toccarlo con le dita. Se lo toglie di bocca solo per sputare, con la vol­garità e la sfacciataggine di un bovaro.

 Vivian tuttavia sorride a Scott e nel suo sguardo per lui c’è qualcosa di materno,

 Scott alza gli occhi a una finestra del piano superiore: li alza anche Vivian e vede,..

 Vance Dokker, una bionda tutta sesso che si sta infilando una calza, tenendo il piede appoggiato al davanza­le e mostrando tutto quel che si può mostrare in tale posizione.

 Vivian fa un gesto secco con la canna di bambù.

 VIVIAN

Chi mostra troppo non vende!

 

Vance si ritira di scatto, obbedendo, mentre Vivian punta la canna contro Scott

 VIVIAN

E tu! Sei venuto per guardare? Datti da fare con quella sco­pa. Quando hai spazzato, chiamami. Ti darò un quarto di dollaro.

 Scott comincia subito a scopare il marciapiedi di legno che circonda la casa e che ora è ingombro di cartacce, due bottiglie rotte e fango secco.

 SCOTT

Grazie lo stesso, Vivian!  Lo sai che non voglio denaro da te. Hai già fatto troppo per…

 Vivian tronca entrando in casa.

 VIVI AN

Allora eri un marmocchio.

 Scott guarda la porta chiusa da Vivian, sorride e ripren­de a scopare con gran lena, ma qualcosa attira la sua attenzione:

dal fondo della strada princi­pale si sta avvicinando a ca­vallo uno straniero. Si avvicina lentamente: un uo­mo stanco su un cavallo stanco.

 Lo straniero porta un cappello Stetson scuro e abiti grigi. Il suo vestito ricorda un poco quello dei giocatori di professione, ma è coperto della pol­vere del deserto, una polvere fine, equamente distribuita sull’uomo e sul cavallo.

Lo straniero tiene la testa un poco chinata, il viso nell’om­bra della tesa del cappello.

 Scott fissa la figura che si avvicina appoggiandosi alla scopa, interessato.

 L’uomo è immobile sul cavallo e sembra guardar fisso davan­ti a sé. Ma non è così; pur non muovendo il volto, i suoi occhi scrutano continuamente la strada, passando da una finestra all’altra, da una porta all’altra, senza sosta.

 Il cavallo, a passo stanco, avanza nella piazza, proprio dritto contro Scott,

 Scott fa per scostarsi e cede­re il passo quando il cavallo si ferma...

 Lo straniero che lo cavalca non ha fatto alcun movimento visibile.

 Ma ora il suo sguardo è fisso su Scott: i suoi occhi grigio chiaro sono limpidi e freddissimi.

 Scott per poco non si lascia sfuggire la scopa di mano, sotto il gelo di quello sguardo.

 SCOTT

‘Giorno! Cercate qualcosa?

 si raschia, la gola e si sposta da un piede all’altro, ma senza osare andarsene.

Lo straniero, Talby, continua a fissarlo e gli chiede con voce stranamente bassa, quasi morbida:

 TALBY

Una stalla...

 Scott fissa per un attimo l’uomo, perduto in quel suo sguar­do glaciale e poi si scuote

 SCOTT

Oh, sì... sì... c’è quella del signor Miller in fondo alla traversa di sinistra.., dieci case più in giù...

 indica con la mano la strada della stalla che già conosciamo.

Talby non guarda dove indica Scott, ma continua a fissare il ragazzo. Chiede:

 TALBY

E dove posso mangiare? Mangiare bene, intendo...

SCOTT

Lì, nel saloon Gila. L’avete appena passato. E’ albergo, sala da gioco, bar e ristorante.

TALBY

Vuoi guadagnarti un dollaro?

 Scott annuisce senza rispondere e Talby continua:

 TALBY

Porta il mio cavallo nella stalla.

 e con movimenti agilissimi e rapidi, Talby si lascia scivolare di sella e tende le bri­glie con la mano sinistra a Scott.

La mano destra di Talby resta sempre ciondoloni sulla sua coscia destra, quasi fosse para­lizzata.

Scott prende le briglie.

 SCOTT

Sì, signore...

 Talby resta ancora a fissare Scott e gli chiede:

 TALBY

Come ti chiami?

SCOTT

Scott.

TALBY

E poi?

 Scott si stringe nelle spalle. Distoglie per un attimo lo sguardo dagli occhi troppo acuti di Talby ma subito torna a guardarli, come magnetizzato

 SCOTT

Solo Scott, perché mia madre...

TALBY

Come si chiamava?

SCOTT

Si faceva chiamare Mary..

TALBY                                                                                               

 Mary... un nome buono come tanti altri Perché tu non ti fai chiamare Scott Mary? 

 Il cavallo di Talby scalpita e Scott lo deve tirare per la briglia:

 SCOTT

Tutti riderebbero di me, se dicessi di chiamarmi Scott Mary...

TALBY

 E allora? 

poi gira la testa intorno e mormora  fra sé

 TALBY

Chissà poi se riderebbero ve­ramente... (cambia tono)

Quando hai sistemato il cavallo vieni al saloon a prenderti il dollaro.

 si allontana, lasciando Scott in ammirazione, con l’animo in subbuglio, poi si volta e dice sorridendo, ma con un sorriso che non arriva a scaldare il gelo dello sguardo:

 TALBY

Io mi chiamo Talby.

 

SCENA     7

STALLA A NOLEGGIO — (Interno Giorno)

 Lo zoccolo di un cavallo urta il vecchio Murph Allan che dorme sulla paglia del secondo box, con la bocca semiaperta e i capelli bianchi in disordine,

Il vecchio spalanca gli occhi e si scosta di scatto, vedendosi sovrastato dal cavallo.

Il cavallo è quello di Talby e lo guida nel box. Scott che fissa sorridente il vecchio: 

SCOTT

C’è lavoro, Murph... 

Murph si mette a sedere, appoggiandosi alle zampe del caval­lo e si libera con una mano del la paglia e dello sporco: 

MURPH

Se non sono ancora sbronzo, questo è il più bel cavallo che sia mai entrato in que­sta stalla..

 e mentre parla, si alza accarezzando il cavallo impolverato, con ammirazione, da esperte.

 SCOTT

Trattalo bene, Murph.  Mi sono guadagnato un dollaro solo per portarlo fin qui.

MURPH

Un dollaro intero? 

e strizza gli occhi, muovendosi verso Scott, poco saldo sul le gambe. Gli sfugge un rutto e Scott ride, Murph scuote il capo e aggiunge parlando con la lingua un po’ spessa, come gli alcolizzati:

MURPH

Dovresti darmelo, figliolo. Ho una tale sete..

e qui sbatte insieme le labbra ricavandone alcuni schiocchi aridi

 ...che potrei anche pensare di bere dell’acqua. Terribile, vero? 

Scott gira intorno al cavallo e gli scioglie il sottopancia, Sorride a Murph che si è chinato per aiutarlo:

 SCOTT

Per l’acqua, certamente! 

Scott sputa sul cuoio della sella e poi strofina con la manica finché il cuoio intagliato torna a brillare di in bel bruno scuro:

 SCOTT

Guarda che sella! Cuoio di prima qualità è tutta lavorata...

 Murph dà un’occhiata distratta alla sella, passando dalla stessa parte di Scott, poi torna a dire:

 MURPH

Che ci farai con quel dollaro?

 Scott continua a sciogliere i finimenti:

 SCOTT

Lo risparmio. Con questo sono otto. Ancora altri dieci dollari e potrò comprarmi una delle Colt dell’emporio.

Murph strizza gli occhi e scuote il capo per snebbiarsi la testa:

 MURPH

E per farne cosa, figliolo? Sono passati i tempi delle pistole rapide. Una volta una buona pistola valeva più di un conto in banca. Quando morì Doc Hollyday, quello dell’OK Corral, ci fu una carneficina per impadronirsi del la sua pistola...

SCOTT

Doc Hollyday era il più veloce tiratore del West. Lui, non la sua pistola...

MURPH

Lui e la sua pistola, figliolo. Ci può essere l’esperienza di una vita in una pisto­la. Non basta saper estrarre più in fretta di un altro se l’altro conosce un trucco che tu ignori... E ai miei tempi  o imparavi il trucco o davi lavoro al becchino.

 Murph va a sistemare ai ganci i finimenti del cavallo di Talby

 SCOTT

Io comprerò una Colt e la porterò. Voglio vedere se qualcuno avrà ancora il coraggio di chiamarmi bastardo...

 Gli occhi di Scott sono duri, cattivi mentre la sua mano stringe il calcio della pistola di legno appesa alla corda intrecciata. Eccitato esclama:

 ... questa si impugna meglio che il manico di una scopa, non ti pare?

 Murph guarda Scott strizzando gli occhi, come fa sempre quando si concentra:

 MURPH

Certe volte mi chiedo se non sono stato maledettamente stupido a insegnarti ad estrarre…

SCOTT

Pulisci bene il cavallo. Può darsi che Talby dia un dollaro pure a te.

Murph trasale e strizza gli occhi

 MURPH

Talby?

SCOTT

E’ il nome dello straniero.

 Murph Allan raggrinzisce  il volto  nello sforzo di ricordare: un ricordo lontanissimo e mor­mora tra sè:

 MURPH

Talby... mi sembra di averlo già sentito.

Scott si avvia verso l’uscita mentre Murph continua a spremersi in­vano e mormora:

 SCOTT (sarcastico)

Dove Murph? Qui nella stalla o nella città?

MURPH

Non in questa città... Non in questa città...

 e intanto prende una spazzola e comincia a strigliare il cavallo, continuando a biascicare:

 MURPH

Talby... Frank Talby... forse…

.

SCENA       8

STRADA TRASVERSALE — (Esterno Giorno)

 Un cespuglio di magnifiche ro­se sboccianti al primo sole del mattino. 

Una delicata mano femminile ne afferra un gambo con cautela e poi con un paio di grosse cesoie lo recide, porgendo il fiore a un grosso negro in tuta da giardiniere.

 La donna intenta a recidere le rose è una bella ragazza di vent’anni, molto elegante, petti­nata con cura. Si chiama Eileen ed è la figlia del giudice Kutscher.

Si china a tagliare una rosa proprio vicino al basso steccato che circonda il giardino davanti alla casa di mattoni rossi.

 VOCE SCOTT

Tra due giorni saranno morte eppure sono così belle...

 Eileen alza la testa di scatto e fissa coi suoi occhi purissimi, il volto di Scott che la guarda dallaltra parte dello steccato.

Scott abbassa gli occhi a disagio, per timidezza e cerca di portare avanti il discorso:

 SCOTT

Ti ricordi quando fu pianta­to quli cespuglio? Eravamo ragazzi e andavamo...

 Eileen si erge a guardare di nuovo Scott e con gelida fermezza risponde:

 EILEEN

Mio padre non vuole che parli con uno come te...

 si volta e se ne va, seguita dal negro che regge le rose e Scott ha uno scatto di rabbia:

  SCOTT

 Eileen! 

si addossa allo steccato, qua si volesse seguirla, ma poi non ne fa niente.

 Dalla veranda un uomo dalla figura distinta fissa Scott con la fronte aggrottata. E  il giudice Kutscher e sta facendo colazione. Serra il tovagliolo a quadri, si alza e scende dalla veranda venendosi a trovare proprio sulla strada di Scott, che ha ripreso a camminare, avvilito,con la testa bassa e le mani sprofondate nelle tasche dei pantaloni.

 Il giudice si pianta davanti a Scott che vede per prima cosa i suoi lucidi stivali. Il giudice lascia cadere a terra il tovagliolo a quadri.

Scott guarda il tovagliolo e poi alza gli occhi sul giudice:

 SCOTT (deferente)

 Oh, buongiorno, giudice Kutscher.. . io... ecco io...

 non sa continuare e il giudice continua a guardar­lo girando e rigirando in bocca un boccone della colazione interrotta.

Scott si china e prende il tovagliolo per porgerlo al giudice.

Kutscher allunga una mano e la passa fra i capelli di Scott che si ferma a mezzo gesto mentre si sta rialzando col tovagliolo in mano.

Il giudice parla con uno stra­no tono, ambiguo, dolce eppur carico di un cinico disprezzo che fa più male dell’ira:

 GIUDICE

Sei un bravo ragazzo, Soott, ma sei un bastardo. Tua madre era una delle donne di Vivian Skull e tuo padre... chissà chi era tuo padre, quella è sempre stata una casa molto frequentata…

 Scott tenta di alzarsi ma la mano del giudice si fa pesante sulla sua testa e lo costringe a star giù, mentre egli dice:

 GIUDICE (sempre con dolcezza)

Non devi alzare gli occhi su mia figlia, bastardo, non de vi parlarle, bastardo, e non devi più fermarti qui, bastardo.

 rialza Scott tirandolo su per i capelli e gli dice con un ultimo sorriso:

 GIUDICE

Mi sono spiegato, bastardo? 

e gli leva il tovagliolo dalle mani. Senza aspettarsi risposta il giudice volta le spalle a Scott e torna sulla veranda do­ve fa capolino una cameriera e Scott lo sente dire con lo stesso tono dolce:

 GIUDICE

Ancora un po’ di tè, Anna..,

 Dalla casa esce sulla veranda e si siede accanto al padre, dopo avergli sfiorato una guancia, con un bacio convenzionale, Eileen che getta una rapi­da occhiata a Scott e poi si volge in modo da dar­gli la schiena.

 EILEEN

Ciao, papà... Come sta la giumenta?

 Scott si avvia triste, umiliato senza più alzare gli occhi, mentre il giudice commenta:

 GIUDICE

Come deve stare! Con quel dottor Culman che scappa dai Perkins ogni momento.

 

Scott allunga il passo, tiene la testa incassata fra le spalle. Cammina in fretta, quasi corre, svoltando nella strada principale.

  

SCENA       9

SALOON GILA — (Interno Giorno)

 Su uno sfondo scuro, vagamente distorto, spicca il volto chiaro di Talby.

L’uomo è seduto a un tavolo del saloon: alza la faccia e guarda,

 La CAMERA si muove inquadrando per un attimo Able Murray, il padrone del saloon, che sta passando uno straccio sul bancone e rivelando l’origine riflessa della prima immagine per finire poi sulla porta a doppi battenti: Scott, ansante, più per la umiliazione appena subita che per la corsa, fissa Talby.

 Talby lo guarda pensieroso: sul tavolo davanti a lui c’è un bicchiere mezzo pieno e la sua ma­no sinistra riposa inerte sul piano del tavolo, La destra ri­posa come sempre lungo la co­scia, a pochi centimetri dal calcio della Colt.

Murray alza un sopracciglio e guarda Scott come fosse stupito di vederlo esistere.

Talby resta impassibile.

Qualcuno ride sul fondo del saloon: ci sono tre uomini un po’ brilli. Due battono qualche pacca sulle spalle del terzo e si sentono le loro esclamazioni: 

 VOCI

Bravo signor Perkins!  Due Perkins in un colpo! Bravo! Beviamo alla salute del­la tua doppietta!

e sghignazzano. Talby fissa sempre Scott e di­ce: 

TALBY

Ecco il tuo dollaro.

 scopre la mano sinistra e lascia sul piano del tavolo una moneta che copriva con essa.

Scott si sente a disagio. Esita prima di entrare nel saloon e dirigersi al tavolo di Talby. Prende il dollaro e il suo sguardo va alla mano destra di Talby posata accanto alla pistola, come se fosse incollata lì, Talby porta la pi­stola molto avanti, quasi sul­la coscia.

 

TALBY (sempre sullo stesso tono)

Ti andrebbe un whisky, Scott Mary?

 Scott da un’occhiata a Murray che si è fermato con lo straccio in mano sorpreso da ciò che ha sentito.

Scott si siede sullo sgabello di fronte a Talby, lentamente, guardando Murray con aria di sfida.

Talby sposta il proprio sgabello con un gesto rapido, rimet­tendosi in modo da poter domi­nare la porta attraverso lo specchio. Scott guarda Talby e poi si volge a guardare lo specchio. Sorride.

Talby alza la sinistra e fa schioccare due dita.

Murray fa il giro del banco e si avvicina a Scott, Gli dice  a brutto muso:

 MURRAY

Cosa fai qui?

 Talby risponde per lui, fissando Murray con i suoi occhi ge­lidi. Farla con quella sua voce sussurrata

 TALBY

E’ mio ospite. E vuole bere il  suo whisky.

 Murray fissa Talby, già gonfiandosi di rabbia, si domina e spiega:

 MURRAY

Voi non siete di qui. Lui pulisce i cessi scopa i marciapiedi e qualche volta anche questo saloon.  Non può star seduto qui. Se vuole bere deve andare in cucina. Sono i clienti che non...

 Talby, senza alzare la voce, più freddo che mai ripete:

 TALBY

Un whisky...

 Scott si scansa un po’ sullo sgabello, aspettandosi lo scoppio di rabbia di Murray. Ma non viene, Murray fa un mezzo pas­so verso Talby che continua a fissarlo impassibile, si ferma, i suoi occhi si stringono un poco e poi d’un tratto cede

 

 MURRAY

E va bene... 

afferra un bicchiere e lo riempie, andandolo a posare davanti a Scott.

Dal fondo si sente la voce stentorea di Hart Perkins, poi lo si vede:

 PERKINS

Sbattilo fuori, Able! O ci penso io! Non vorrai farci bere con quel portamerda!

Murray si tira indietro, si stringe nelle spalle e si passa l’indice sul labbro inferiore, appoggiandosi al banco, completamente passivo.

Dal fondo si alza Perkins: è un omaccione grande e grosso, vestito da cowboy, con una vec­chia Colt a canna lunga infilata alla cintura:

Perkins è brillo ma non ubriaco,  guarda Murray sorpreso e poi ordina a Scott, minaccioso:

 PERKINS

Non hai sentito!? Via da qui!

 Scott d’istinto alza il sedere dallo sgabello, ma poi si domina e si risiede, sfidando Perkins che lo guarda infuriato, Talby parla a Perkins, senza scaldarsi:

 TALBY

Scott Mary è mio ospite,  e i miei ospiti bevono con me finché piace a loro e a me.

 Perkins allontana uno sgabello con un calcio: 

PERKINS

Signor rompiscatole! Clifton è la nostra città e non vo­gliamo gradassi! Se non stai buono ti faccio saltare i denti e ti butto fuori!

Talby è  immobile. Il suo tono è sempre freddo, quasi gentile:

 TALBY

Allora dovrai servirti del tuo revolver, ragazzo mio.

 per un momento Perkins resta sconcertato, poi la sua mano piomba sulla Colt che porta alla cintura:

 PERKINS

Te la farò vedere io!

 Able Murray fa un gesto con la mano, come a pregare Perkins a non estrarre, ma il cowboy tira fuori la sua vecchia colt e la punta contro Talby col dito sul grilletto.

 Talby non sembra muoversi ma un grande rombo scuote il saloon. Colpito in mezzo agli occhi Perkins si blocca come se avesse sbattuto contro un muro invisibile. I suoi occhi si spalancano come per uno stupore incredulo, le sue ossa sembra­no trasformarsi in gomma. Crolla all’indietro.

 Scott volge la testa a guardare Talby e lo coglie nell’atti mo in cui rinfodera la pistola con la mano destra, che subito torna a posare lungo la gamba, nella stessa identica posizione di prima.

 TALBY

Voi testimonierete che ho sparato solo dopo che lui mi aveva puntato contro la pistola.

MURRAY

Perkins era uno spaccone, ma non avrebbe mai sparato...

 Scott guarda Talby che parla senza cambiare tono di voce

 TALBY

Non potevo saperlo.

 I due uomini che stavano con Perkins si dirigono lentamente verso l’uscita. Non guardano Perkins, fissano le mani di Talby, pieni di paura.

  Quando sono fuori, Talby beve il suo whisky, senza mai staccare lo sguardo dallo specchio in cui vede la porta del saloon.

 TALBY (a Scott)

Bevi, che ce ne andiamo. Non si sta bene vicino a un uomo morto.

Scott è sconvolto. Guarda Perkins stecchito ai suoi piedi e poi ingoia d’un fiato il bicchiere di whisky. Tossisce e gli vengono le lacrime agli occhi. Talby sorride: 

TALBY

Era il tuo primo, Scotty?

 Scott guarda Perkins e annuisce.

 

SCENA   10

SALA TRIBUNALE - (Interno Giorno)

 Il martello del giudice batte colpi rabbiosi per ottenere il silenzio:  è il giudice Kutscher che siede dietro il tavolo del tribunale e al suo fianco c’è il marshal Nigel,

Il pubblico stipa l’aula dietro le transenne. Riconosciamo fra gli altri il pastore, il medico Culman, Vivian Skull, Eileen e Ron Miller, e Murph Allan.

Talby siede su una sedia davanti al giudice, nella positura che gli è consueta, con la mano destra posata sulla gamba a pochi centimetri dall’impugnatura della Colt,

 Di lato ci sono i testimoni Able Murray e Scott

GIUDICE

Silenzio! (poi con voce ufficiale)

Avendo ascoltato i testimoni, noi giudice Kutscher, in nome degli Stati Uniti decretiamo che il signor Hart Perkins morì nel corso di un atto di aggressione, durante il quale il signor Talby esercitò la legittima difesa. 

La gente mormora, Scott sorride contento e guarda Able Murray che lo fissa con disprez­zo e gli sibila

 MURRAY

Poi t’ insegneremo a stare al tuo posto... 

Talby è rimasto indifferente come se la cosa non lo riguardasse. Nigel fissa Talby e gli chie­de:

 NIGEL

Ancora una domanda!

 si piazza davanti a Talby e chiede con sarcasmo

 E’ il primo uomo che avete ucciso Talby? Intendo dire, per legittima difesa... 

Talby guarda Nigel, poi risponde con quel suo tono falso dolce

 TALBY

No, Non era il primo, marshal.

Qualcuno fra il pubblico ride, Il giudice batte tre colpi col martello

 TALBY

…ma non faccio tacche sulla pistola...

GIUDICE

Posso chiedervi che avete intenzione di fare qui a Clifton? E’ una città pacifica, non c’è nulla da prendere per uomini come voi.

 TALBY

Riposare, signor giudice. Riposare.

 La gente sfolla rumoreggiando, Talby si mescola ad essa andando verso l’uscita. Si fanno di lato per farlo passare. Con rispetto. Talby passa indifferente.

 GIUDICE

La seduta è chiusa!

 Scott fa la mossa di scavalcare la transenna per raggiungere Talby ma Murray lo afferra per il fondo dei calzoni.

 MURRAY

Aspetta tu...

  Scott si volta e vede Murray che si sta arrotolando le maniche della camicia. Le sue intenzioni sono evidenti. Il giudice Kutscher guarda e sogghigna

 GIUDICE

Aspettate che sia uscito. Ciò che la legge non vede, non può punire... 

e se ne va, mentre il primo pugno di d abbatte sul la faccia di Scott

  MURRAY

Questo per farti abbassare la cresta! (poi lo colpisce al ventre)

E questo per avermi appestato  il saloon con la tua lurida presenza!

 Scott cerca di difendersi ma Nigel lo afferra da dietro e gli dice

 NIGE L

Hai bisogno di una lezione, ragazzo,  per il tuo bene:

 Murray martella Scott dicendo con rabbia

 E questi sono per il povero Perkins che proprio ieri aveva avuto due gemelli...

 Scott boccheggia e si piega sulle ginocchia mentre Murray continua a picchiarlo.

 Da dietro, a sorpresa, una mano armata del martelletto del giudice cala bel colpo sul capo di  Murray. L’ uomo vacilla stordito e si porta le mani sulla testa e smet­te di picchiare  Scott.

E’ il  vecchio Murph Allan che ha colpito Murray e  guar­da Nigel con aperta disapprovazione

 MURPH

Il ragazzo non c’entra. Vieni Scott.

Scott si sta rimettendo in piedi da solo e rifiuta la mano del vecchio. Guarda in cagnesco Nigel e Murray e poi senza dire nulla corre via, asciugandosi col dorso di una mano il sangue che gli cola dalla bocca.

MURRAY (a Murph)

Tornatene nella stalla vecchio balordo.

 e dà uno spintone a Murph che se non si aggrappasse al tavolo del giudice crollerebbe a terra, Murph si rialza e se ne va. 

 

SCENA   11

STRADA TRASVERSALE - (Esterno Giorno)

 Scott corre in mazzo alla strada, verso la stalla.

Dalla soglia della propria oa sa Ron Miller gli grida:

 MULLER                                                                        

Fai bene a correre, Scott!  Quando arriveranno gli uomi­ni di Hart Perkins non andranno tanto per il sottile con te e il tuo amico Talby! 

Scott continua a correre e qualcuno gli ride dietro. Entra nella stalla, con una grande ansia dipinta sul volto,

 

SCENA   12

STALLA A NOLEGGIO — (Interno Giorno)

 Scott irrompe nella stalla e il suo sguardo va subito al box in cui aveva messo il cavallo di Talby: ilbox è vuoto. Il cavallo non c’è più.

Scott si appoggia a un trave e guarda il box vuoto con gli occhi che si riempiono di lacrime.

 SCOTT

E’ andato...

 resta un po’ così abbattu­to, vinto. Poi una nuova idea gli balugina in testa, e si guarda intorno, vede il mulo che lo fissa e gli sorride, Corre verso di lui e gli getta sulla groppa una vecchia sella sdrucita  

SCOTT

Sartana, vecchio mio, noi lo raggiungeremo!

corre a una grande cassa pie­na di paglia e tira fuori uno strac­cio, lo svolge. Dentro ci sono sette dollari, fiammeggianti.

Si fruga in tasca e ci aggiunge quello di Talby.  Richiude con cura il suo tesoro nello straccio e se lo ficca in tasca.

Salta in groppa al mulo e gli dà una pacca sul sedere: il mulo obbediente trotterella fuori, 

 

SCENA   13

CANON GILA - (Esterno Giorno)

 La CAMERA partendo dal letto quasi asciutto del fiume Gila scopre un paesaggio da mozza­re il fiato:

 da un lato una parete del caňion si leva ripida, a vista d’occhio, striata dalle formazioni geologiche di lontane ere e rotta qua e là da crepacci vertiginosi. La glabrità della roccia rossastra è rotta nei punti in cui un po’ di terra è riuscita a fermarsi, dai gialli carnosi fiori delle opunzie.

Dall’altro lato il caňion termina a taglio netto sull’altipiano sconfinato, assolutamente piatto. Contro l’uniformità dei l’arida creta gialla si stagliano, come assurdi giganti in at­tesa, imponenti formazioni roc­ciose dalle linee squadrate e assurdamente geometriche. Ef­fetti delle grandiosi erosioni provocate dal tempo, dai venti dalle piogge.

 

Un paesaggio dove tutto è gi­gantesco. Ciuffi di erbe dure e spinose riescono ad aprirsi un varco di tanto in tanto nel la dura scorza della terra bruciata dal sole.

Lo sfondo intensamente blu di un cielo senza nubi fa un contrasto non meno irreale, completando il maestoso scenario,

Abbacinati dallo spettacolo naturale, dalla sua maestosa grandiosità, non si nota nep­pure quel piccolo punto nero che galoppa oltre le prime formazioni rocciose, sull’altipiano.

 ZOOM di avvicinamento: l’ingrandirsi rapido del piccolo punto che ci mostra Talby che galoppa sul]”altipiano, dà il vertiginoso senso delle proporzioni con l’immensità del paesaggio.

 Talby galoppa con gli occhi socchiusi, indifferente a quanto lo circonda, eppure nelle fessure delle palpebre luccica sempre quel suo sguardo gelida mente attento.

Tiene con la sinistra le bri­glie e la destra è sempre ab­bandonata inerte sulla coscia, a pochi centimetri dalla pistola.

 Talby rallenta il galoppo,fin quasi a fermarsi. Non si vol­ta ma per un attimo, in PP vediamo i suoi occhi socchiudersi, con la felinità di quelli di un gatto, per poi tornare nella posizione di prima.

Il vento che gli fischia da dietro gli porta un vago rumore.   Talby allenta di nuovo un poco le briglie e il cavallo riprende il galoppo. Talby esce di campo, per un attimo la CAMERA è di nuovo piena di drammatico paesaggio naturale.

 All’orizzonte, ai piedi di una colonna rocciosa alta trecento metri, si muove qualco­sa.

 ZOOM in avanti: è Scott a cavallo del mulo. L’animale ha la bava alla bocca ma Scott continua a incitarlo 

 SCOTT

Forza, Sartana! Forza!

 il mulo trotterella affatica­to in avanti, cercando invano di arrivare a strappare coi denti qualche ciuffo d’erba,

 Il mulo raggiunge e sorpassa una seconda formazione roccio­sa che si leva a piramide contro il cielo. Scott si alza sulle staffe fissando l’orizzonte nel tentativo di vedere Talby che galoppa davanti a lui.

Ma Talby sembra scomparso. Non può essersi allontanato tanto, forse ha svoltato dietro alcu­ni bastioni rocciosi che dise­gnano arcate spigolo se riverberando i raggi cocenti del sole.

Il mulo si impunta. Scott esasperante lo colpisce con un pugno in testa

 SCOTT

Maledizione! L’abbiamo perdu­to! Avanti! Avanti, stupida bestia!

 

Distintissimo, il clic di una pistola.

Scott trasale e resta con le mani a mezz’aria cominciando a girarsi lentamente. Da die­tro viene la voce morbida di Talby, morbida eppure piena di minaccia.

 VOCE TALBY

Odio chi maltratta i suoi simi­li...

 Scott si volta del tutto e ve­de Talby tranquillamente appoggiato sul collo del suo caval­lo con la Colt in mano. Non la tiene puntata contro di lui, ma  ci giocherella col cane alza­to. Sorride con ironia.

 Scott lo guarda e poi dà un’occhiata in avanti, dove credeva fosse scomparso Talby, torna a guardare Talby sconcertato.

 SCOTT

Ma...

TALBY

Trucchi del mestiere. Perché mi segui? Inventa una scusa valida o è la tua ultima scu­sa.

 Scott si illumina, comincia a parlare, ma poi balbetta e si confonde.

 SCOTT

Talby, la scusa è che voglio diventare come te.

 Talby lo guarda un momento e poi scoppia a ridere: una risata breve, secca, amara ma che manda Scott su tutte le furie. Ignorando la pistola di Talby, gli grida

 SCOTT

Io già estrarre. -ma non ho mai avuto una vera pistola... se voi mi insegna­te, imparerò presto... potrei esservi utile, guardarvi le spalle...

  Talby lo guarda e ammette.

TALBY

Forse. Bene. Prima lezione: non pregare mai un altro uo­mo.

 SCOTT (speranzoso)

Mi prendete con voi?

Talby sorride  e non risponde, poi tornando serio, chiede.

 TALBY

Hai del denaro?

 Scott, con entusiasmo, tira fuori il suo gruzzolo. Svolge lo straccio e mostra i suoi otto dollari

 SCOTT

Otto dollari.

TALBY (annuendo)

Dammeli. Serviranno per la seconda lezione.

 Scott guarda Talby, esita un attimo poi glieli tende. Talby li prende con cura e se li mette in tasca, poi a tradimento colpisce Scott con un pugno in faccia.

Scott cade di sella e rotola sulla terra secca. Guarda Talby con occhi sgranati, stupe­fatti, addolorati.

Talby lo guarda da cavallo. E’ molto serio e dice

 TALBY

Seconda lezione. Non fidarti mai di nessuno.

 e sprona il cavallo allontanandosi al galoppo.

 Scott artiglia la terra rossiccia per la rabbia e guarda Talby galoppare verso l’orizzonte. Si rialza e apre le dita: la terra asciutta gli scivola di mano lentamente. Balza con un salto in groppa al mulo ed esclama.

 SCOTT

Forza Sartana! Andiamo a senti­re la terza lezione!

 il mulo trotterella nella stessa direzione presa da Talby.

  .

SCENA   14

BOWIE — (Esterno Giorno)

 Talby, coperto di polvere ros­sa, cavalca lentamente lungo l’unica strada di Bowie, un villaggio isolato nella parte sud dell’Arizona.

 E’ questo uno strano villaggio molto diverso da Clifton che  ha già pretese cittadine.

 Qui le case sono per lo più basse e incalciate di stile vagamente messicano e addos­sato le une sulle altre come per un colpo di vento.

Sono una ventina di catapecchie  dai brevi tetti piatti e spioventi.

Lo stesso tracciato della strada è irregolare come se le ca­se fossero state gettate ai suoi lati senza una linea pre­cisa. La polvere della strada è la stessa del deserto.

Talby viene, avanti in sella, immobile ma i suoi occhi col­gono ogni particolare, sempre con la destra posata sulla co­scia.

Una porta sgangherata e inchiodata reca una scritta sarcastica:

 CHIUSO PER LA MORTE DEL PROSSIMO SCERIFFO.

Talby ferma il cavallo davanti al saloon. Scende di sella e passa le briglie intorno a un palo di legno. Poi lentamente, senza fretta, spinge l’unico battente rimasto della porta che dà nel saloon. 

La strada resta quasi deserta, sotto il sole a piombo.

 Addossati a un muro due messi­cani immobili, seduti a terra, avvolti nei loro poncho sbia­diti e con gli immensi sombreri in testa.

  

SCENA   15

SALOON BOWIE — (Interno Giorno)

 Talby si ferma subito dopo la soglia: l’aria è piena di un vapore denso e dolciastro.

 Su due cavalletti ricavati da tronchi d’albero grezzi, un lungo asse funge da bancone di mescita.

In fondo sotto un enorme tino di zinco arde un grosso braciere. Dal tino si leva il vapore che riempie la taverna, sopra il tino una rudimentale storta che la raccoglie in un’enorme botte. 

Seduti su alcuni sgabelli una decina di uomini, tutti arma­ti. Siedono attorno a dei ta­voli scheggiati e sporchi. Alcuni bevono tequila da bic­chieri di terracotta. Altri giocano d’azzardo gettando sul tavolo una manciata di strani ossicini dipinti. 

Il padrone della taverna è accoccolato accanto al braciere, immobile, sudando copiosamente.

 

Tutti alzano gli occhi su Talby ma subito tornano ad inte­ressarsi dei propri affari, tuttavia qualcuno si muove un poco: piccoli movimenti ma che non sfuggono a Talby: Uno distende di più una gamba in modo che l’impugnatura dei la pistola gli venga a porta­ta di mano, un altro scosta la falda della giacca, un ter­zo che dava le spalle alla porta, si sposta in modo da aver­la di sbieco.

Talby osserva tutto senza pa­rere e va a sedersi a un tavolo d’angolo, in modo di avere ai due lati, la muraglia grezza e incalciata come protezione. la sua mano destra è sem­pre incollata alla coscia.

Il padrone della taverna attizza il braciere e poi si al za. Riempie un boccale di tequila, spillandola dalla gran de botte e si avvicina a Talby, Gli posa il boccale davanti. Talby lo guarda e chiede.

 TALBY

Cos’è?

 l’altro lo fissa un attimo e risponde.

PADRONE

Tequila, seňor. Non abbiamo altro, ma lava la gola dalla sabbia del deserto meglio di qualunque altra cosa. Ne be­vono tutti una tazza prima di riprendere il viaggio.

Talby risponde dolcemente. 

TALBY

Il mio viaggio finisce qui. Andate a dire a Wild Jack che sono arrivato.

Il padrone sposta il proprio peso prima su un piede e poi sull’altro, indeciso, poi guarda verso un tavolo dove tre uomini dalla facce patibolari stanno bevendo.

Uno di essi annuisce, senza neppure guardare. Il padrone della taverna di­ce a Talby.

 PADRONE

Subito, senor! Gli amici di Wild Jack sono nostri amici.

 Ed esce in fretta.

  

SCENA   16

BOWIE — (Esterno Giorno)

 Dal fondo giallo del deserto, avanza Scott. E’ a piedi e tira il mulo per le briglie. L’animale lo segue di malavoglia.

 Scott guarda il villaggio si­lenzioso con un senso di ap­prensione. Poi vede un uomo correre lungo la strada e lo chiama.

 SCOTT

Ehi, voi? Dove siamo qui? 

L’uomo che corre è il padro­ne della taverna. Guarda ap­pena il ragazzo e poi brontola

 PADRONE

A Bowie... per adesso...e bussa a una delle case del villaggio.

Scott guarda incuriosito, si avvicina col mulo e ribatte.

 SCOTT

Per adesso?!,.. Perché?...

 l’uomo bussa ancora più forte e risponde.

Scott fa una smorfia e tira il mulo verso la porta della taverna sormontata da una ru­dimentale insegna.

 Intanto qualcuno ha aperto la porta a cui bussa il padrone della taverna, l’uomo entra e si sbatte la porta alle spal­le.

Scott guarda ancora incuriosi­to e poi lega il mulo accanto al cavallo di Talby. Accarez­za il cavallo e varca la so­glia della taverna.

 PADRONE

Perché tra un po’ saremo tut­ti all’inferno... Wild!

 

SCENA   17

SALOON BOWIE — (Interno Giorno)

 

Talby sta bevendo la tequila, dal grosso boccale di coccio, con la faccia seminascosta in esso.

 Non può vedere Scott che si avvicina esitando a lui, tut­tavia la sua voce suona ovat­tata nel boccale.

 TALBY

Terzo: mai mettersi fra una pistola e il suo bersaglio...

 Scott trasale, Esita impaccia­to, dà un’occhiata alla porta e poi si sposta in fretta di lato. Cerca con l’occhio uno sgabello: l’unico libero è quello accanto al fuoco.

 Scott va verso di esso per prenderlo. Lo afferra e tira: ma si accorge che è inchiodato al pavimento di legno.

 Qualcuno ridacchia. Scott al­za la testa di scatto per ve­dere: tutti sono seri e continuano a fare gli affari loro.

 Scott si siede sullo sgabello. Talby appoggia il boccale sul tavolo.

 La luce accecante del sole en­tra dalla porta della taverna munita solo di un battente sgangherato.

Adesso però la luce del sole è diminuita, come se qualcosa si fosse frapposto fra essa e la porta.

Nessuna ombra si disegna sul pavimento ma basta questo a Talby per fargli dire a voce alta.

 TALBY

Salve Wild. Sono arrivato.

La porta vuota, Poi lentamen­te il battente si muove aprendosi verso l’interno. Dopo un altro attimo appare un uomo è un biondo allampanato, col volto segnato da un’ustione. Porta doppio cinturone con due pistole. Le mani gli ciondolano inerti davanti ai calci dei le pistole. Fissa dalla porta Talby. 

WILD JACK

Facevi meglio a non venire, Talby,

TALBY

Non essere pessimista, non si può mai dire.

 Wild fissa Talby con odio, poi guarda gli altri. Al tavolo accanto a Talby i tre uomini dalle facce patibolari conti­nuano a sorseggiare tequila come non si sentissero mini­mamente toccati da quanto sta accadendo.

L’uomo sorride ed entra. Si avvicina al tavolo di Talby. 

WILD JACK

Dicevo per te, naturalmente.

TALBY

Io non sono vendicativo: dam mi i miei cinquantamila dol­lari e amici come prima.

Wild fissa Talby poi dice.

 WILD JACK

Puoi credermi o no, però io e i miei uomini non abbiamo un dollaro. Lo sai che sono scappato di prigione da appe­na venti giorni.

TALBY

Lo so. Sono dieci anni che aspettavo di poterti presentare il conto.

WILD JACK

Maledizione Talby! Tu hai pe duto i tuoi soldi ma io mi con fatto dieci anni di gale­ra!

TALBY

Quelli sono affari tuoi.

WIID JACK

OK. Sono affari miei, ma è meglio che tu li sappia. Per fare il colpo mi misi con certa gente di Clifton....

 Scott aguzza le orecchie stando seduto sulla punta dello sgabello, a ridosso del braciere.

Gli altri continuano a bere e a giocare.

 TALBY

Se vuoi raccontarmi la sto­ria della tua vita è bene che ti sieda...

 e da sotto il tavolo allunga con un calcio uno sgabello che ci stava nascosto.

 Il gesto rapido e improvviso di Talby fa trasalire Wild che porta le mani sui calci delle pistole.

 

Anche i tre che stanno al ta­volo di fianco trasalgono e portano le mani sulla Colt. Talby sogghigna e dico a Wild,

 TALBY

Sei sempre stato tremendamente lento… e dì a quelle tre tartarughe di metter giù le zampe .

 Wild Jack si siede lentamente e fa un cenno del capo ai tre che levano le mani dalle armi. Riprende a guardare Talby:

 WILD JACK

Avevamo combinato un gros­so colpo ad Abilene... quel­la di Clifton era gente con le mani pulite, passava solo le informazioni e avrebbe do­vuto testimoniare per me a cose fatte... un affare perfet­to, senza rischi... poi si sa­rebbe fatto a metà,,.

TALBY

E invece quelli con le mani pulite ti hanno fregato...

WILD JACK

Già,maledizione! Hanno testi­moniato contro di me e hanno fatto sparire il malloppo! Cosa potevo fare io? la mia parola contro quella di un giudice, di un banchiere e di altri onesti schifosi ricconi?

 Talby è immobile, ci pensa su. Poi chiede.

 TALBY

E anche i miei cinquantamila son finiti in quelle tasche?

WILD JACK

Proprio così.

 Scott continua ad ascoltare, immobile. Talby annuisce.

 TALBY

Allora vai a Clifton, prendi quello che ti spetta e saldi il conto.

WILD JACK

Un giorno, forse. Non ora. Ho una taglia sulla testa e mi braccano per tutta l’Arizona. Sto qui a Bowie, con un pie­de nel Messico.

Talby fissa Wild e ci pensa su,          poi dice.

 TALBY

Facciamo così. Tu mi dici i nomi di quelli di Clifton e te ne vai nel Messico. Per sempre.

WILD JACK

Che vuoi fare?

TALBY

Diciamo che compro la tua giusta vendetta per cinquantami­la dollari, D’ora in poi quel li hanno un debito con Frank Talby. Ci stai?

 Wild guarda Talby corrucciato

 WILD JACK

Altrimenti?

TALBY (dolce come il miele)

Tu devi pagare... in qualche modo.,.

 Wild non regge quello sguardo e abbassa gli occhi, dà un’occhiata ai suoi tre uomini seduti al tavolo accanto e poi sorride

 WILD JACK

D’accordo Talby. Come vuoi tu. Sei troppo rapido con la pi­stola perché possa discutere...

 poi batte una mano sul tavolo e grida.

 WILD JACK

Da bere per tutti! Veglio fe­steggiare il ritorno di un amico!

 

dalla porta entra di corsa il padrone della taverna, che si era nascosto fuori e guarda un po’ stupito Wild, Talby e tutti gli altri e poi corre alla botte della tequila.

 Scott si alza e lo stesse fan­no rumorosamente tutti gli al­tri uomini che sono nel locale, eccetto Talby.

 Il padrone spilla dalla botte un bicchiere dopo l’altro e gli uomini se li fanno passa­re di mano in mano.

 Uno dei tre uomini di Wild po­sa sul tavolo di Talby due bicchieri pieni. Wild, che sta in piedi davan­ti a Talby, prende il suo bicchiere. Talby invece non si muove.

 WILD JACK

Non bevi? 

Talby scuote il capo. Scott ha anche lui un bicchie­re di tequila in mano che sta portando alle labbra: si fer­ma, guardando Talby.

 TAIBY (a Wild)

Non ancora, Wild. Forse la tua storia è vera e forse no.  For­se vado e torno ma... se tut­to va bene, berrò alla tua salute... A Clifton.

 Wild stringe forte le mani in­torno alla coppa. Si vede che è infuriato. I suoi tre uomini stanno all’erta, mentre gli al­tri indietreggiano prudentemen­te. Scott guarda i due col bicchie­re a mezz’aria. Wild preferisce ridere

 WILD JACK

Ti senti spiritoso, eh, Talby? Okay! Beviamo noi ragaz­zi! Alla mia salute!

 e leva la coppa sedando la tequila. Tutti gli altri be­vono tranne Talby e Scott che versa la tequila sul braciere traendone una fiammata.

Wild si volta a guardare Scott che lo fissa con aria di sfi­da. Wild si muove verso Scott col bicchiere in mano.

 WILD JACK

Tu non bevi?

SCOTT

No, io sono con lui...

 Wild dà un’occhiata a Talby che giocherella col bicchiere disinteressandosi a quel­lo che sta avvenendo.

 Wild torna a guardare Scott, poi tende il suo bicchiere vuoto al padrone della taver­na.

 WILD JACK

Riempi..

 Scott si prepara ad affronta­re Wild e intanto dà un’occhia­ta a Talby che sembra aver tro­vato qualcosa di molte curioso sull’orlo del proprio bicchie­re.

 Il padrone della taverna tende a Wild il bicchiere pieno di tequila. Wild annuisce e poi di scatto getta la tequila in faccia a Scott esclamando con rabbia.

WILD

Ora vediamo se bevi...

 Il liquido brucia gli occhi di Scott, che colto alla sprovvista, urla portandosi le mani agli occhi e piegan­dosi in avanti. Ne approfit­ta Wild per colpirlo con un tremendo pugno al viso. Scott crolla all’indietro col sede­re contro il pentolone che sta sul fuoco e spalanca gli occhi per il dolore della scottatura, scatta in avanti.

Wild le aspetta per colpirlo con un altro pugno che lo rimanda contro il pentolone.

Scott, pazzo di dolore, par­te a testa bassa contro l’avversano che lo evita. Scott porta in un paio di colpi, di cui uno di sinistro che raggiunge con buona forza il petto di Wild mandandolo in­dietro di un passo.

Wild afferra une sgabello e gliele spezza addosso. Scott fa appena in tempo a riparar­si con un braccio, ma ne resta stordito.

Tutti gli uomini hanno fat­to cerchio intorno ai due contendenti. Solo Talby è rima­sto seduto al suo tavolo e assiste allo scontro come se avesse pagato un regolare bi­glietto.

Wild colpisce selvaggiamen­te Scott che tenta di difen­dersi senza riuscirci. Scott sanguina dal volto e gli ultimi colpi di Wild so­no tremendi,

Scott incassa vacillando e finendo per crollare ai pie­di di Wild che solleva une stivale con l’intenzione di schiacciargli la testa.

Una mano si pesa su una spal­la di Wild e la vece di Talby gli sussurra

 TALBY

Il troppo guasta, Wild!

 Wild resta col piede alzato e Scott riesce a rimettersi sulle ginocchia.

Wild fissa Talby con odio. Ma non reagisce, abbassa il pie­de e senza più una parola, fa un cenno ai suoi tre amici. Esce seguito da loro. Scott si rialza a fatica.

 Il primo schiaffone di Talby lo coglie mentre si asciuga il sangue col dorso della ma­no. Talby lo colpisce di nuovo con due manrovesci, fortissimi. Solo la voce di Talby è calma come sempre.

 TALBY

Quarto: i pugni sono come i colpi di pistola. Se sbagli i primi, sei finito.

 Scott barcolla sotto la nuova gragnuola di colpi.

 Vede Talby che le sovrasta pronto a colpirlo di nuovo, raduna tutte le sue forze e scatta in avanti con un un­cino di sinistro che colpisce Talby al mento.

Talby viene scagliate all’in­dietro, contro un tavolo a cui si aggrappa per non cade­re.

Scott lo fissa, stravolto, su­dato, insanguinato, frastornato, pronto a tutto.

Talby si rimette in piedi len­tamente. Nessuno si muove. Talby si tocca il mento e di­ce col suo solito tono.

TALBY

Hai un buon sinistro, ragaz­zo. Ma se non lo  tiri fuori subito ti farai sempre am­mazzare di botte...

 Scott fissa Talby senza capi­re, poi un sorriso si fa lar­go sul suo volto sfigurate e gli occhi gli brillano,

 SCOTT

Me lo ricorderò.., grazie..

 poi le forze gli mancano e si affloscia a terra.

Talby getta una moneta al pa­drone della taverna,

 TALBY

Fagli fare una buona dormita.

  

SCENA  18

BOWIE — (Esterno Giorno)

 Gli uomini di Wild Jack sono intenti a sellare i cavalli; c’è nei loro gesti qualcosa di convulso che fa pensare ad una fuga.

 WILD JACK (basso e concitato)

Presto! Dovete precederlo!

 Uno degli uomini che abbiamo visto claudicare nel saloon, investe Wild Jack con violenza.

 PIEDE EQUINO

La galera ti ha rimbambito? Facciamolo fuori, quel rompiballe...

WILD JACK

Ci proverò se ne avrò l’occasione... Ma voi adesso andate ! Presto!

 Estrae la Colt e fa cadere i colpi nel palmo della destra. Piede Equino le guarda stupito e poi i tre si allontanano al galoppo.

 Wild Jack con la coda dell’occhio scorge Talby che è apparso sulla soglia della taver­na. Saluta con entusiasmo i t:’c uomini, che si allontanano al galoppo, poi con indif­ferenza si appoggia al muret­to e comincia lentamente a ricaricare la pistola.

Talby lo guarda e gli va incontro.

 TAIJBY

I nomi, Wild. Da chi devo riscuotere a Clifton?

WILD JACK

Il giudice Kutscher che doveva fornirmi l’alibi, Turner, il banchiere che sapeva dell’oro, Able Murray che guidava il treno e Bill farrow che comandava la guarnigione e ora sta in un ranch sulla strada per Stafford.

 Talby chiude le dita con cui Wild Jack ha contato e gli volta le spalle andando verso il suo cavallo che ha lasciato lega­to davanti alla taverna.

Talby allunga le mani per sciogliere le briglie. 

Wild fissa la schiena di Talby e poi col pollice fa ruotare il            tamburo della pistola.

Talby si china, prende le briglie. Wild alza la pistola e gli spara alla schiena.

 Ma Talby è ancora più rapido: non si riesce a vedere come e quando estrae. Talby vola di lato mentre la pallottola di Wild spezza una delle briglie e prima che Talby tocchi ter­ra la sua pistola spara due colpi talmente consecutivi che i rombi si confondono.

Wild crolla in avanti con un grido, cadendo pesantemente sulla pancia. Geme nella poi vere, scosse da un tremito, con una mano che graffia la terra e l’altra nascosta set­te la pancia.

Alza il volte verso Talby che si è rimesso in piedi e, freddamente, sta alzando di nuovo la Colt per sparargli il col­po di grazia. Wild supplica. 

WIID JACK

No, Talby... no.., ti pre­go... non uccidermi...

 Ma Talby prende la mira con calma e tremenda freddezza,

 WIID JACK

Non voglio morire. Andrò in Messico, Talby... non mi vedrai mai più...  Dieci anni in galera... sono fuori da poco...

il dito di Talby è sul grilletto.

Con un grido, Scott si interpone fra i due, dando la schiena a Wild.

 SCOTT

No! Non potete ucciderlo!

 Wild approfitta dell’attimo in cui Scott impalla la pi­stola di Talby per tirare fuori la mano che teneva sotto la pancia: impugna la pi­stola e preme il grilletto.

Il suo sparo si confonde con quello di Talby che con grande prontezza s’è lasciato ca­dere sulle ginocchia e ha sparato attraverso le gambe divaricate di Scott. 

Il colpo di Wild lascia una traccia rossa su una mascel­la di Talby, ma il colpo di Talby apre un foro in mezzo agli occhi di Wild che si abbandona sulla terra, immo­bile per sempre.

 Scott si volge a guardare Wild, morto con la Colt anco­ra in pugno. Fissa quell’uo­mo che gli ultimi spasimi dei la morte scuotono ancora di tanto in tanto ma sempre più debolmente.

Da dietro la voce di Talby, calma come sempre.

 VOCE TALBY

Quinto...

 Scott si volta: Talby è die­tro lui, già in groppa al suo cavallo, freddo e distaccato come quando l’ha visto la prima volta, con la mano destra abbandonata sulla coscia a pochi centimetri dalla pistola. I suoi occhi hanno la pu­rezza gelida dei laghi montani, la sua faccia è senza particolare espressione, la sua voce ha la solita ambigua dol­cezza.

 TALBY

.. quando spari a un uomo de­vi sempre ammazzarlo, o prima o poi lui ammazzerà te.

 Ciò detto Talby volta il cavallo e si allontana, prima lentamente e poi a un trotto che si cambia in galoppo quando il cavallo è fuori dal villaggio.

Scott si avvicina al mulo e lo scioglie. Dalla soglia del la taverna, il padrone gli grida.

 PADRONE

Eh tu! Talby dice che devi dormire qui!

 Scott fa il gesto di montare sul mulo ma il padrone acchiappa da dietro la porta un vecchie archibugio e lo punta contro di lui.

PADRONE

Un uomo disarmato obbedisce sempre... o disobbedisce una volta sola...

Scott esita un attimo, ma poi lentamente torna a smontare dal mulo e lega le briglie. Il padrone sorride contento e posa l’archibugio, accennando alla taverna.

 PADRONE

Ti troverai bene chico: la paglia più pulita e le pulci più mansuete dell’Arizona..

 Scott sorride suo malgrado e accetta l’invito. Entra nella taverna trascinando i pie­di per la stanchezza.

  

SCENA   19

DESERTO ARIZONA — (Esterno Alba)

 Il disco solare sta spuntan­do oltre la linea netta del­l’orizzonte,

 I primi raggi accendono le ci me delle grandi monumentali formazioni rocciose che sembrano gigantesche fiaccole fiammeggianti sul mare ancora scuro della pianura.

 Talby sta sellando il cavallo, alla base di una delle piramidi roccia dove ha passato la notte.  Tutto è pace e silenzio.

Talby salta in groppa e sprona il cavallo puntando verso est.

 Il sole si leva di più sull’orizzonte e il deserto vive in un’infernale sinfonia di rosso e di bruciato.

  

SCENA   20

FAZENDA FARROW — (Esterne Giorno)

 Il deserto, coi suoi ciuffi d’erba spinosa, cede rapida mente il passo a una verdeggiante pianura bagnata da un torrente.

Talby galoppa lungo il torrente giungendo in vista di una bassa fazenda, intorno alla quale ci sono grandi campi coltivati.

 Talby fa rallentare il cavallo fino a fermano a una trentina di metri dalla fazenda

 Talby guarda coi suoi occhi attenti: tutto è tranquillo, addormentato. Non si vede anima viva.

 Talby incita il cavallo a muoversi e, tenendole al passo, si avvicina all’aia.

 Talby scende di sella  La sua mano destra è sempre incollata alla coscia  a pochi centimetri dalla pistola.

 Si avvicina alla porta d’ingresso e bussa. Nessuno risponde.

 TALBY (chiama)

Bill Farrow!

 Nessuno risponde. Talby spinge la porta che si apre senza rumore. L’interno è in penombra. Talby chiama di nuovo

 TALBY

Bill Farrow!

 Tutto è silenzio. Talby entra, teso, pronto a tutto.

  

SCENA   21

FAZENDA FARROW — (Interno Giorno)

 Talby entra nel vasto soggiorno cucina, immerso nella penombra.

Le imposte sono chiuse e la luce del giorno filtra dalle fessure.

Tende l’orecchio: l’uni­co rumore è un lento gocciolare vischioso.

Avanza al centro della stanza e si guarda intorno: si sente sempre un lento gocciolare da qualche parte.

 Talby si avvicina ad una por­ta e la spalanca di colpo:

 ZOOM violente ad inquadrare nella stanza attigua un uomo sporco di sangue, attaccato al lampadario, Il sangue goc­ciola sul pavimento dopo aver intriso le scarpe del disgraziato, ormai privo di vita.

Talby guarda il corpo senza emozione

 TALBY

Bill Farrow!

 Tre canne di winchester, con effetto completamente a sor­presa, spuntano dal nulla e premono centro la pancia e la schiena di Talby. Una voce sgradevole, raschiante, esclama:

 PIEDE EQUINO

Proprio lui amico!...

TALBY

E’ il primo sciacallo che Wild Jack si è portate nella tomba!

 I tre uomini di Wild si guar­dano e stringono ora Talby tra le canne dei loro facili.

 PISTOLERO

E tu sarai il secondo!

 e colpisce Talby alla testa col calcio de un revolver.

Talby crolla svenuto e viene trascinato fuori come un sacco di patate.

 

 SCENA  22

FAZENDA FARROW (Esterno giorno)

 I tre pistoleri trascinano fuori Talby ancora svenuto. Uno gli sfila il revolver e lo getta lontano, gli altri due gli legano le mani.

PISTOLERO

Fallo rinvenire che ci divertiamo un po’.

 Una secchiata d’acqua sporca viene gettata in faccia a Talby che si riprende.

Il suo gesto istintivo è di portare le mani alla fondina della pistola che trova vuo­ta, sollevando le risatacce dei tre  pistoleri. 

PISTOLERO

Dov’è la tua boria, amico?Adesso ti faremo fare un bel balletto forza ragazzi!

 e lega il capo della corda che tiene le mani di Talby al pomo della sella del suo cavallo.

 Tutti e tre balzano in sella.

 PIEDE EQUINO

Una bella corsa ti sgranchirà le gambe e ti schiarirà le idee!

 I tre pistoleri lanciano i cavalli al galoppo verso il de­serto.

 VOCI TRE PISTOLERI

Yuuuupìfl!

 Talby, trascinato dalla corda, è costretto a correre dietro i tre cavalieri.

 La velocità dei cavalli aumenta e Talby è costretto a gran di balzi e a una corsa verti­ginosa per non cadere.

 PIEDE EQUINO

Forza Talby! Adesso sì che sei il più veloce pistolero del West!

 gli altri due ridono.

 Talby inciampa  non riesce a reggere il passo dei cavalli e cade viene trascinato per terra dai tre cavalli.

 Il gruppo si allontana di qualche centinaio di metri, facendo un giro intorno alla fazenda

Il corpo di Talby, trascinato per terra, rimbalza contro le asperità del terreno.

 D’un tratto da dietro una delle più vicine balze esce caracollando un mulo: è Sartana. I tre pistoleri tirano le briglie dei loro cavalli, fermandoli

 PISTOIERO

Ehi, guarda lì... Non è il mulo dell’amico di Talby?!?

 e indica il prigioniero che si sta rialzando a fatica: le mani e la faccia sono coperte di sangue

 Uno dei pistoleri visto che Talby si rialza dà uno strattone alla corda facendolo cadere ancora, con una capriola che loro trovano buffa. Ridono.

Talby si puntella ostinatamente sulle ginocchia. Nel suo volto insanguinato i suoi oc­chi lucidi come lame d’accia­io brillano di un odio feroce.

I tre ridono ancora e non ve­dono una colt che lanciata da mano maestra da qualcuno na­scosto dietro la balza, dopo una perfetta traiettoria finisce proprio tra le mani lega­te di Talby.

Per Talby stringerla e spara­re è tutt’uno.

Tre colpi “accarezzando il cane” e i tre pistoleri crolla­no di sella morti prima anco­ra di capire quello che è successo.

 Da dietro la balza spunta la faccia di Scott. Il giovane sorride soddisfatto e va verso Talby che si rimette in piedi, tenendo sempre la pi­stola con entrambe le mani.

 TALBY

Sesto: la pallottola giusta al momento giusto! Bravo, Scott Mary... pare che ti debba la vita...

 SCOTT (sorride)

Non mi dovete niente... se mi prendete con voi, Talby...

 Talby gli porge i polsi lega­ti e Scott si affretta a scioglierlo, senza levargli di mano la pistola.

Quando ha le mani sciolte, Talby sorridendo, punta la pistola contro Scott

 TALBY

Settimo: prima di scioglie­re un uomo, disarmalo...

 Scott reagisce appena, poi sorride e allunga una mano costringendo il pistolero a premere il grilletto della pistola puntata contro di lui.

Il percussore batte a vuoto e Scott fa il verso a Talby, sorridendo:

 SCOTT

Ottavo: non dare a nessuno più pallottole di quanto gliene servano...

 Anche Talby stavolta sorride: è la prima volta che il suo sorriso raggiunge il suo sguardo, scaldandoglielo un po’,

Talby alza una mano e arruffa i capelli di Scott, con affetto e subito la ritira come se si vergognasse per aver mostrato un sentimento. Gli volta le spalle andando verso la fazenda.

 TALBY

E va bene. Vieni con me. Però non farti illusioni. E’ una sporca vita.

 Scott scoppia dalla gioia, guarda Talby che si china su Piede Equino e gli cava di tasca un pacco di dollari, si volge a guardarlo e Scott corre verso di lui, con entusiasmo

 SCOTT

Mai come quella che ho fat­to finora, signor Talby! Mai come quella...

 I due camminano fianco a fianco verso la fazenda.

 TALBY

Farrow ha pagato il suo debito. Ora andiamo a riscuo­tere il resto. dai rispettabili cittadini di Clifton.

  

SCENA  23                                                

CLIFTON. STRADA PRINCIPALE   (Esterno Giorno)

 Il sole è alto nel cielo. Le bottiglie di whisky accatasta te sul fianco del Saloon di Murray, brillano con barbagli acce canti.

 DIN! DIN! DIN!

Con leggeri suoni argentini, delle pietruzze, lanciate da mano maestra, centrano una dopo l’altra gli stretti colli delle bottiglie, infilandosi in essi con una precisione assoluta.

E’ Bill il Cieco, che standosene sdraiato sul mucchio di le­tame secco, col cappello cala­to sull’occhio cieco, lancia con aria distratta le sue pie­truzze.  Si volta e vede:

Talby e Scott che avanzano verso di lui a cavallo, impolverati dalla sabbia rossa del deserto.

Scott sta ritto in sella a uno dei cavalli dei pistoleri uccisi, ma non ha ancora pi­stola. Cerca di imitare Talby ma non riesce a non guar­darsi intorno, felice di far si vedere da tutti.

Talby ferma il cavallo davanti all’emporio. Fa un cenno a Scott che scende di sella. Subito dopo scende anche Talby.

 Da dietro ai vetri, dell’emporio, Jimmy Walker, il garzone, sta spian­do le mosse dei due. Dalla sala da ballo Vivian Skull e le ragazze os­servano incuriosite.

Talby entra nell’emporio e Scott lo segue, ma non riesce a non dare un’occhiata alla piazza prima di entrare.

  

SCENA  24

EMPORIO (Interno Giorno)

 Due donne con la sporta del la spesa che stanno alle spal­le di Jimmy che ora arretra per l’ingresso di Talby, si fanno di lato, timorose.

 Jimmy passa dietro il bancone ingoiando a vuoto la saliva e guardando Scott come per cer­care aiuto, ma Scott ha assunto di distaccata superiorità

 JIMMY (a Talby)

Che…  che... cosa deside­rate, signore?

TALBY

Mostrami tutte le pistole che hai,  ragazzo.

JIMMY

Pi.. pistole?... Si, si­gnore. Subito, immedia­tamente.

 inciampa dietro il bancone e si affretta verso lo scaffale, dove le quattro pistole stanno coperte di polvere.

Jìmmy le prende tutte e quattro, con mani tremanti. Una gli sfugge e la ripesca quasi al volo, poi le scarica tutte sul bancone, Le due donne allungano il collo ma un’oc­chiata di Talby le fa rientra re immediatamente nella loro falsa riservatezza.

 Talby scarta con la punta di un dito la più antiquata pistola ad avancarica e prende una delle più moderne colt. La bilancia sul dito, ci soffia su, le fa fare due rapi­di volteggi e poi la tende a Scott

 TALBY

Prova come ti sta nella mano.

 Scott la impugna, emozionato. Trangugia saliva e riesce solo ad annuire. Talby chiede a Jimmy

 TALBY

Il cinturone...

Jimmy annuisce e va a pescare un cinturone che porge a Talby, che a sua volta lo porge a Scott il quale lo prende e se lo stringe intorno alla vita. Infila la Colt nella fondina e la estrae: un sorriso infantile gli illumina il volto.

Talby chiede a Jimmy

 TALBY

Prendo tutto più cento pallottole. Quanto fa?

JIMMY

La pistola e il cinturone fanno 50   dollari. Per i colpi... ecco, ne ho solo tre scatole da dodici...

TALBY

Dammele e dì al tuo padrone che ne faccia provvista. Credo che sarà un genere che an­drà tra qualche giorno...

Le due donne sgranano gli oc­chi ma non fiatano. Scott è ancora tutto preso dal cinturone e dalla pistola, co­me un bambino con un giocatto­lo lungamente sognato. E balbetta

 SCOTT

Sono... sono proprio miei... la pistola... mia 

Talby gli mette la mano sini­stra sulla spalla

 TALBY(sorridendo)

Certo, Scott Mary. E adesso andiamo a  vedere se ne valeva la pena.

Talby prende le scatole dei colpi e lascia sul banco un biglietto da cento dollari.

 JIMMY

Il resto, signore.

TALBY

Mettilo in conto. Mi serviranno altre  pallottole...

  

SCENA   25

STRADA PRINCIPALE DI CLIFTON — (Esterno Giorno) 

Il piatto del barbiere Sam Corbit brilla al sole.

 Trenta passi più in giù camminano Talby e Scott. Talby fa cenno al ragazzo di fermarsi e gli allenta il cinturone.  Ora la pistola è più bassa sulla coscia di Scott,

 

TALBY

La pistola è troppo in alto. Deve essere all’altezza della mano, così!

 e allarga di più il cinturone facendo allungare la cinghia

 TALBY

Sei pronto? Cerca di colpire  quel piatto d’ottone.

Scott annuisce fa due passi in avanti, divarica le gambe e fissa il piatto che brilla al sole.

E’ molto teso. Sgranchisce le dita della mano destra già vicino al calcio della Colt. Poi estrae rapidamente e spara schiaffeggiando il cane.

 Il piatto d’ottone, colpito dalla grandine di proiettili, esegue un pazzo balletto appeso al ferro dell’insegna e suona come un gong. quando si ferma si vedono sei buchi a rosa, più sei bordi che sul centro. Al centro invece c’è un grosso buco, una specie di fiore a sei petali. Talby indica il piatto a Scott

 TALBY

Sei pronto? Tira a quel piatto d’ottone.

 Scott avanza di un passo, divarica le gambe, sgranchisce le dita della mano destra e poi estrae e spara sei colpi uno dietro l’altro schiaffeggiando il cane della pistola.

Anche Talby estrae e spara sei colpi.

 Il piatto di ottone  ballonzola appeso all’insegna e suona come un gong. 

Talby si avvicina al piatto e lo ferma: ci sono i ei buchi delle pallottole di Scott e al centro un buco a sei petali: sono i colpi di Talby.

TALBY

Bravo. Non hai sprecato un colpo. 

Scott con la bocca aperta dalle stupore, indica il foro centrale. 

SCOTT

Ma… come avete fatto? 

Talby sorride e dice a mò di proverbio:

 TALBY

Si possono centrare sei colpi facendo un solo buco!Un cane accarezzato è più do­cile di uno schiaffeggiato...

Scott non capisce

 SCOTT

Che volete dire?

 Corbit esce dal negozio e guarda con rabbia i due. Indica il piatto rovinato

CORBITT

Era lì da ventisei anni...

VOCE NIGEL

Che succede qui? Perché  tanto baccano? 

Talby si volge, mentre Scott abbassa lo sguardo a disagio, comincia a ricaricare la pi­stola una pallottola per vol­ta.

Nigel con in pugno un fucile da caccia, si ferma davanti a loro,

NIGEL

Prendete il vostro cavallo e sparite. Ci sono i ragazzi di Perkins che hanno giurato di farvi la pelle...

TALBY

Allora chiedo la vostra prote­zione. Ne ho diritto, come cit tadino di questo stato...

NIGEL

Prima uccidete e poi chiede­te protezione quando l’affa­re diventa brutto?

TALBY

Io ho tentato. Ricordatevelo, dopo.

 Nigel sbuffa irritato, e si guarda intorno, beffardo.

 NIGEL

Avrete la protezione della legge, quando sarete minac­ciato. Sono pagato per que­sto.

 e si batte una manata sulla stella da marshal, Talby sorride.

 TALBY

La mia gente la pago da me. Diciamo cento dollari  per una sera.

NIGEL

Sono sicuro che non trovere­te nessuno…

SCOTT(facendosi coraggio)

Volete provare con me, signor Talby?

NIGEL

Vattene Scott, prima che per­da la pazienza e ti prenda a pedate.

TALBY

Io non ci proverei, marshal. E’ cominciato proprio così con Hart Perkins...

 Nigel alza il fucile in un gesto di rabbia. Talby è im­mobile con la mano destra inerte lungo la coscia. Nigel la vede, si domina a stento e riabbassa il fucile.

 NIGEL

E’ una minaccia?

TAL BY

Solo un avvertimento. Ma se voi tentaste di spararmi addosso... beh, stel­la o non stella, è sempre legittima difesa...

NIGEL

Forse un giorno lo farò  ma non vi darò il tempo di voltarvi...

TALBY

Comincia a diventare inte­ressante! Alloggerò al saloon Gila...

 tira fuori di tasca due ban­conote e le infila in un taschino di Scott.

 TALBY

Sono cento dollari. Vengano o         non vengano gli uomini di Perkins.

 Scott si guarda il taschino da cui spuntano le banconote. E’ emozionato.

 Nigel scrolla la testa.

 N IGEL

Hai venduto la tua vita per poco, ragazzo!

poi volta le spalle e se ne va.

 Talby sorride e dà una mana­ta sulla spalla di Scott.

 TALBY

Mettiti un po’ elegante, eh? Io vado in banca a far rifornimento.

strizza l’occhio a Scott e gli volge le spalle andando ver­so la banca in fondo alla piazza.

 Scott resta a guardarlo e poi tira fuori le banconote stirandole, emozionato.

Da dietro i vetri rotti del negozio la faccia di Sam Corbitt spia, tesa in una smor­fia di rabbia,

  

SCENA   26

BANCA TURNER — (Interno Giorno)

 Dal DETTAGLIO delle mani di un cassiere che conta bigliet ti con la rapidità tipica di un esperto alla faccia di Turner che sorveglia la cassa, mentre altri due impiegati so no intenti al deposito del contante.

 VOCE TALBY

Mister Turner?

 Turner si volge a guardare, Dietro le transenne c’è Talby, sorridente, gelido.

 TURNER

Oh, ben tornato…  a che debbo l’onore?

TALBY (sorridendo)

Una questione di soldi.

TURNER (gentile)

Dovete fare un deposito?

TALBY

No, Un prelievo...

 Turner lo guarda stupito, in­certo.

 TURNER

Ma voi non avete un conto aperto, mister Talby.

 Talby guarda Turner fisso ne­gli occhi e il banchiere comincia a sudare. Dà un’occhiata a due uomini armati che stanno di guardia ai lati dei la cassaforte.

I due uomini se ne accorgono e prendono i loro fucili, pronti a intervenire.

 TALBY

Io no. Ma Wild Jack sì!

TURNER( ansimando un poco)

Io non... non capisco...

TALBY

Wild Jack è morto, Ma il con­to è rimasto aperto. Sono ve­nuto a saldarlo...

TURNER

Non so di che state parlando.

TALBY

Come volete, Turner.  Anche Bill Farrow è morto ma prima ha firmato una bella confes­sione con tutti i nomi dei suoi complici. Forse a Nigel interesserà sapere che gente siano i suoi tanti stimati concittadini.

 Talby fa il gesto di andarse­ne ma Turner lo richiama.

 TURNER

Signor Talby... quanto... quanto sarebbe il prelievo?

TALBY

Ch, una sciocchezza. Mille dollari, per cominciare...

 Turner guarda Talby e balbetta.

 TURNER

Mille... mille dollari?

e fa segno al cassiere di pas­sargli una mazzetta di banco­note. Subito conta dieci ban­conote da cento e li porge a Talby.

 TURNER

Ecco, ecco, adesso potrei avere quel... quel documento?

TALBY

Per così poco? Ma per chi m’a­vete preso?

 e si avvia alla porta lascian­do il banchiere sull’orlo di un colpo apoplettico

 TALBY

A presto! Con voi i miei sol­di sono al sicuro. ..

 ed esce.

Turner si aggrappa al banco. Uno dei due uomini armati chiede,

 GUARDIA

Qualcosa non va, mister Turner?

TURNER

Andate a chiamare Able Murray e il giudice Kutscher... pre­sto!

 l’uomo corre alla porta e la spalanca. Anche Turner si fa sulla so­glia e afferra il suo uomo per un braccio fermandolo,

 TURNER

Un momento!

  

SCENA   27

CLIFTON. STRADA PRINCIPALE — (Esterno Giorno) 

Come visto dalla banca: Talby sta entrando al saloon Gila. 

 

SCENA   28

BANCA TURNER — (Esterno Giorno) 

Sulla soglia della porta principale della banca, Turner guarda fisso davanti a sé. Lascia il braccio dell’uomo di guardia e dice disperato.

 TURNER

Per Able Murray è troppo tardi. Vai a chiamare il giudice! Che venga immediatamente!

e mentre l’uomo corre giù ver­so la piazza, Turner attacca alla porta il cartello.

CLOSED

e chiude il pesante uscio.

 

SCENA   29

SALOON GILA — (Interno Giorno) 

Able Murray passa uno straccio sulla sbarra d’ottone che circonda il bancone del saloon.

 DETTAGLIO: accanto alla sua mano, un’altra mano passa un foglio di carta e dieci banconote da cento dollari.

 Able alza gli occhi. Incontra quelli di Talby.

 MURRAY

Che significa?

TALBY

Che siamo soci. Metà e metà.. tutta la baracca... 

e accenna al locale, Murray  trangugia a vuoto e guarda il denaro. 

MURRAY

Per mille dollari?

TALBY(annuisce ironico)

Lo so, sono generoso. Pago per quello che è già mio...

MURRAY

Talby se è uno scherzo…

TALBY (dolce, ambiguo)

Non ho il senso dell’humor. Ho ereditato la metà di Wild Jack. Sono qualcuno a Clifton: ho un conto in banca, mezzo saloon e la bilancia della giustizia penderà dalla parte che dico io.

 Murray fissa Talby terrorizza­to che  gli indica il foglio di carta.

 TALBY

Firma.

MURRAY

Cos’è?

TALBY

Il contratto di vendita...

MURRAY

Ma…

TALBY

Bill Farrow ha parlato.  O firmi o vai sulla forca, Do­mani stesso,

 Murray trema, prende una penna e firma alla svelta. Talby prende la carta e la guarda compiaciuto.

 TALBY

Perfetto. Preparami una stanza. Sono il padrone adesso.

 Murray sgrana gli occhi e fa per riprendere la carta.        

 MURRAY

Che cosa m’hai fatto firmare? 

Talby si allontana verso la scala che porta al piano su­periore.

 TALBY

Una bella, completa, dettagliata confessione.

 Murray cerca di protestare ma gli mancano le forze e si affloscia, su uno sgabello.

 Talby sale tranquillamente intascando la carta firmata da Murray.

  

SCENA   30

STRADA PRINCIPALE. CLIFTCN — (Esterno Tramonto)

Il sole si sta spegnendo ol­tre le montagne di Clifton.

Il paese è stranamente deser­to. Non c’è nessuno in stra­da. Nessuna luce. Nessun rumore.

 Scott si guarda intorno impressionato. Sale sulla veranda per entrare nel saloon.

La grande sedia a dondolo si muove e la voce di Talby di­ce, calma:

 TALBY

Verranno, Scott Mary. La gen­te si è già chiusa nelle ca­se.

 Scott si volta. Talby gira un poco la sedia a dondolo su cui sta seduto, nella posizione a lui consueta. Indica il lato nord della strada.

 TALBY

Il ranch di Perkins è a nord. indi arriveranno da lì. Un uomo a cavallo deve dividere la sua attenzione fra il cavallo e la pistola e ne soffrono tutt’e due le cose. Quindi non dovremo lasciarli montare.

Scott  ascolta emozionato.  Talby gli in­dica il colonnato della Ban­ca, sull’altro lato della strada, un po’ spostato dalla li­nea del saloon

 TALBY

Tu ti metti laggiù. Nessuno ti vedrà...

SCOTT(annuisce)

Dovrò sparare? 

TALBY

No, se prima non lo faccio io. Ma dopo spara svelto e cerca di colpire. Ti devi guadagnare lo stipen­dio.

 Scott scende in strada e va a mettersi sotto il colonnato di legno della ban­ca. E’ già quasi scuro.

  

SCENA   31

CLIFTON. ESTERNI VARI — (Esterno Notte)

 

(con tre o quattro quadri pre­si da punti di vista il più possibile drammatici, si dà l’atmosfera di tensione e di attesa che grava su tutta la cittadina.)

Nessuna luce, pochi rumori. 

 

SCENA   32

STRADA PRINCIPALE. CLIFTON — (Esterno Notte) 

L’ombra della notte si sta addensando cupa nella stra­da principale.

La strada è deserta.

Talby dondola tranquillo sul la sua sedia che ha spostato fuori dalla veranda, sul marciapiedi di legno. Fuma un sigaro.

 Scott è defilato dietro una delle colonne, con gli occhi sgranati sulla strada. Da dove sta lui vede solo il movimento ondeggiante della rossa del sigaro di Talby. La brace si ravviva di tanto in tanto e allora si intravede il volto di Talby illuminato da quella luce rossa. 

Da qualche parte una porta viene chiusa con violenza. Un galoppo di cavalli: ma si perde a sud, allontanandosi.

Scott si rilascia. Pesca nel­la tasca un fiammifero e si fioca in bocca un sigaro. Fa il gesto di accendere. La vo ce di Talby gli giunge chiara.

 VOCE TALBY

Accendilo sotto la giacca...

 Scott si immobilizza: non riesce a vedere che la punta del sigaro di Talby ma evidentemente questi ha una vista migliore. Scott getta il fiammifero senza accenderlo e si rimette in tasca il sigaro. 

Dal fondo della strada, poco rischiarata da lanterne, avanza un’ombra di uomo. Ha in mano un fucile. Solo quando è vi­cino si riconosce il marshal Nigel.

 La sedia a dondolo stride e Talby dice

 TALBY

La legge vigila!

 Nigel si guarda intorno a scrutare il buio fra le co­lonne.

 NIGEL

Dove avete piazzato il vostro galoppino?

 TALBY

Andateci piano, Nigel. Forse a Soott non piace essere chiamato ccsì. Maneggia la Colt dieci volte meglio di voi.

 Nigel continua a guardarsi intorno ma non vede nessuno.

Scott invece lo vede distinta mente perché si staglia in mezzo alla strada.

Dal fondo della strada si sen te un galoppo di cavalli. Scott guarda da quella parte.

TALBY (a Nigel)

Scostatevi un poco, stanno arrivando.

Nigel si volge verso i cava­lieri che si stanno avvicinando al galoppo. Sono parecchi ucmini a cavallo. In testa la massiccia mole di Peter Friskie, il factotum della fatto ria Perkins.

Peter Friskie accosta il ca­vallo al saloon e grida.

 FRISKIE

Talby, sappiamo che ci sei! Vieni fuori!

 Gli uomini si ammassano intorno a Friskie, che alza una gamba per smontare di sella. La voce di Talby, dalla sedia a dondolo, lo blocca.

 TALBY

Perché strilli tanto? Vi stavo aspettando... Cosa volete?

 Scott fissa teso, sudato, la scena e vede Friskie riabbassare la gamba e rimanere in sella. Gli altri non fanno neppure il gesto di smontare. Le loro mani sono già sui calci delle pistole che portano alla cintura.

 Nigel si fa avanti col fucile e grida ai cowboy 

NIGEL

Ascoltate, ragazzi! Vi state mettendo dalla parte del tor­te. C’è stato un Frank Talby è stato assolto Non potete fare la legge per conto vostro. Tornate a casa o vi dovrò mettere tutti dentro! 

Friskie risponde con scherno.

 FRISKIE

Tu, Jim? Da quando proteggi un assassino con la tua stella?

 Nigel alza il fucile, minac­cioso e implorante a un tem­po.

 NIGEL

Non fate sciocchezze! Non pia­ce neppure a me, ma è così. Sapete benissimo com’era Hart. Gli è capitato l’uomo sbaglia­to e ci è rimasto. Tornate a casa!

 uno dei cowboy grida

 COWBOY

Perché perdi tempo con questo stupido, Priskie? Siamo venu­ti per ascoltare le chiacchie re balorde di Jim Nigel o per far ballare questo Talby?

 e alza una grossa corda con un nodo scorsoio già pronto. 

NIGEL (urla)

Piantatela! Ha distribuito i suoi uomini sulla strada! Siete in trappola.

 Friskie risponde tirando fuo ri la Colt e facendo scarta­re il cavallo.

 FRISKIE

Va all’inferno, Nigel!

 Scott stringe il manico del­la pistola, tutto teso, pronto, ma non estrae.

 NIGEL (urla)

Via le armi o sparo! 

Friskie spara contro Nigel: un rombo e una fiammata. Nigel urla qualcosa e cadendo scarta il fucile verso ter­ra.

Scott resta rigido, immobile, con le dita strette sul cal­cio della Colt.

 I cowboy sparano tutti in­sieme. Un fuoco d’inferno. Vampate e scoppi si susseguo­no  Alcuni aggirano il saloon per prendere Talby alle spalle. 

Dalla sedia a dondolo su cui sedeva Talby volano via schegge. Ma Talby non c’è più. Si è gettato di lato e spara un colpo dagli scalini del saloon.

Friskie si gira sulla sella, la pistola gli cade dalle ma­ni, si aggrappa al pomo della sella. Il cavallo nitrisce e sgroppa facendogli fare un vo lo sulla strada. Crolla e re­sta immobile

 I cowboy sparano verso Talby ma l’uomo è già dietro le colonne della veranda del saloon e risponde ai colpi con calma e precisione  I cowboy faticano a tener buoni i ca­valli. 

Un altro cowboy colpito in pieno stramazza in strada, mentre un terzo si sposta sul lato per prendere Talby tra due fuochi

TALBY (grida)

Scott Mary! Cos’aspetti!

 Scott guarda la scena incantato, sudato, la voce di Talby lo scuote ed estrae rapido la colt.

Un cowboy forse indovina la sua posizione perché gli spara un colpo che rintrona nel legno della colonna dietro la Quale sta nascosto.

 Il cowboy galoppa per spo­starsi e sparare di nuovo

 Scott spara, senza neppure mirare. L’uomo fa un salto sul­la sella. Sembra crescere di una spanna. Alza la pistola, ma poi non ce la fa e spara sugli zoccoli del cavallo, scivolando a terra, di lato. Cade con un tonfo cupo nella polvere della strada. Tenta ancora di raddrizzare il torso ma le sue braccia cedono e crolla per terra bocconi,

 Una grandine di colpi sibila intorno a Scott che riprende a sparare e poi si getta a terra per ricaricare. Ma quando ha finito, non ser­ve più . 

Due cavalieri galoppano in fuga verso nord. Un paio di cavalli corrono loro dietro senza cavalieri. Dei due fug­gitivi uno sta tutto storto da un lato sulla sella

 Scott esce in strada: c’è un gran fumo e polverone, L’im­provviso silenzio è più assordante della sparatoria. Scott si aggrappa a un mancorrente per non cadere.

Un cavallo nitrisce in modo stridente, lamentoso.

Porte si aprono. Voci confuse. Finestre tintinnano.

 Scott mette via la pistola, a terra ci sono diverse sagome scure, Una di esse si alza e si dirige barcollando verso il saloon.

Le altre tre sono immobili, per sempre. 

Scott alza gli occhi verso il saloon: appoggiato a una delle colonne c’è Talby. Ha ancora la pistola in pugno:perde sangue da una spalla

Soott attraversa la strada, malfermo sulle gambe. Dalla polvere la faccia gelata nel la morte del cowboy che lui ha colpito per primo sembra accusarlo. Scott si porta una mano sullo stomaco.

 VOCE TALBY

Bravo Scott! Stai bene?

 Scott si scuote e alza gli occhi su Talby:

 SCOTT

Non sono ferito ma...

 Talby gli va incontro e gli sorride:

 TALBY

E’ stato troppo per comincia­re. Ma ti sei comportato be­ne. Adesso nessuno oserà più farti torto.

 Dalla strada la voce di Nigel, che, sporco di sangue, si regge in piedi appoggiando il fucile per terra come una gruccia:

 N I GEL

Sei morti e quattro feriti in pochi minuti. E’ questo l’inferno che volete, Talby?

TALBY

Ho sparato solo quando vi avevano già buttato giù, marshaJl. Forse il secondo col­po vi avrebbe spappolato il cervello se gli avessi dato il tempo di tirarlo.

 Scott interviene.

SCOTT

E’ vero, marshal . Hanno spa­rato prima Friskie e gli al­tri, poi Talby ed io per ul­timo.

 Nigel fissa Scott e lo guarda a lungo come se lo vedes­se per la prima volta. Scott distoglie lo sguardo da gli occhi del marshal, così patetico appoggiato al suo fucile e guarda di nuovo Talby

 SCOTT

Ma voi siete ferito, è grave?

TALBY

No. E’ la sinistra...

 intanto la strada si sta riempiendo di gente e dal saloon è uscito, Able Murray che dice a Talby e Scott, con grande cortesia:

 MURRAY

Venite, venite... dovete bere qualcosa...

Talby sorride a Scott che guarda Murray un po’ stupi­to dal cambiamento nei suoi riguardi.

 TAL BY

Te l’ho detto Soott Mary. Ora la città è nostra.

 Talby si appoggia a Scott ed entrambi entrano nel saloon.

Nella strada la folla sta au­mentando. Fanno cerchio intorno ai morti.

 COMMENTI( BRUSIO)

Ha sparato dopo anche stavolta... Non è un uomo quello, è un demonio. Due pistole contro dodici e hanno vinto loro.

Bisognerebbe eleggerlo marshal: Nigel non è più all’altezza...

 Tra la folla si fa largo Culman il medico, con la sua borsa da lavoro:

 CULMAN

Fatemi passare!

 si china sul primo cowboy. Gli ascolta il polso e subito lo abbanona. Passa al secondo.

La faccia di Sam Corbit china su Culman: 

CORBIT

Quelli han bisogno del prete. Non dovevano affrontare quel demonio a viso aperto.. una bella scarica nella schiena, ecco Quel che ci vuole...

 Culman passa a esaminare il terzo cowboy, quello ucciso da Soott:

 CULMAN

La gente come Talby ha occhi anche di dietro.

   Bill il Cieco indica uno dei cowboy morti e dice con entusiasmo:

 BILL

Quello l’ha fatto secco il mio amico Scott!

 Culman si alza di scatto:

 CULMAN(spingendolo via)

Levati dai piedi, imbecille! 

Culman va verso il salocn e sulla scala incontra il giu­dice Kutscher che arriva in fretta:

 GIUDICE

Una cosa tremenda! Tremenda!

 CULMAN

Già. E lo dovrete assolvere ancora, giudice...

 I due entrano nel saloon.

  

SCENA   33

SALOON GILA — (Interno Notte)

 Scott ingolla un bicchierone di whisky tutto d’un fiato. E’ sudato e ha gli occhi lucidi per l’emozione e per l’alcool.

Murray e un barista si fanno   in quattro per servirle. Talby beve mentre una signora, gli sta  tagliando la camicia all’altezza della ferita.

In fondo, su un tavolo, geme il cowboy ferito. Perde sangue dal ventre, che si tiene con entrambe le mani. Nessu­no ci bada.

 Entrano il giudice e il dottore. Scott afferra Culman per un braccio.

 SCOTT (brillo)

Ce ne avete messo di tempo! Il  mio amico è ferito! 

Culman guarda Scott senza paura e poi si stacca da lui con rabbia muovendosi per andare verso il cowboy ferito. 

CULMAN

C’è chi sta peggio. Poi se avrò tempo penserà a lui. 

Scott resta talmente stupito da non reagire subito. Vede il dottore che si china sul cowboy.

Guarda Talby che sorride ed estrae la pistola. Grida al dottore.

 SCOTT

Questa è una Colt calibro 45, dottor Culman! Oggi ha già sparato, ma non ha fat­to clienti per voi! Solo per il becchino! Medicate Talby! Quell’uomo laggiù è uno di quelli che ci hanno aggrediti!

 Culman alza gli occhi a guar­dare Scott senza paura ma sorpreso.

Il giudice tenta di intromettersi.

 GIUDICE

Su, Scott, hai bevuto...

SCOTT (gelido)

Non mi date del tu, bastar­do! Non verrò più a spazza­re la strada davanti a casa tua! Bastardo! Sono sta­to chiaro, bastardo?

 Il giudice vede lo scintillio negli occhi di Scott e non ribatte.

Culman sospira e si avvia verso Talby. Lo fissa negli occhi e gli chiede.

 CULMAN

Che gli avete fatto? Ha gli occhi di un lupo idrofobo...

 Talby sorride a Culman

 TALBY

Un lupo lo è di nascista. Idrofobo l’avete fatto diventare voi, non io...

 Culman fissa Talby e poi dice lentamente.

 C ULMAN

Già. Questa volta devo darvi ragione. Peggio per noi...

 e comincia a curare la ferita, mentre Scott torna al banco del bar e dice con voce rauca.

 SCOTT

Ho sete!

 subito Able Murray gli riempie un bicchiere.

 MURRAY

Bravo, Scott Mary.  T’aveva­mo sempre sottovalutato, Sono il primo a riconoscerlo e a chiederti scusa.

 Scott fissa Murray che sorri­de. Ma Scott non sorride.

 SCOTT

La scopa, Able Murray.

MURRAY

Cosa?

SCOTT

Ho detto: la scopa! Quella che mi davi per pulire il tuo lercio locale!

 Murray esita e poi scompare oltre una porticina che dà sul retro.

 Nigel avanza nel locale, reggendosi al fucile come a una gruccia.

Il giudice gli porge una sedia e lo aiuta a sedere.

 Il medico sta fasciando Talby. Nigel guarda Scott che beve un altro bicchiere. 

NIGEL

Ti senti bene, ragazzo?

 Scott lo guarda di traverso.

 SCOTT

Sapete cosa potete fare, marshal? Andare al diavo­lo!

 Nigel alza il fucile contro Scott: è pallido, sofferen­te, ma deciso.

 NIGEL

Adesso torni alla tua stalla. 

Scott si scosta dal banco. La mano destra gli cade iner­te lungo la gamba e scoppia a ridere.

Talby in disparte non dice nulla. Culman è di nuovo al capezzale del cowboy che geme sul tavolo in fondo.

 SCOTT

Avanti, marshal! Portatemici voi... 

Nigel mette il dito sul grilletto ma il giudice gli posa una mano sulla spalla.

 GIUDICE

Gli animi sono ancora troppo caldi. Non fate sciocchezze.

 Nigel abbassa il fucile e dice a Scott.

 NIGEL

Avresti bisogno di un basto­ne... di un buon bastone...

 intanto Murray è tornato con la scopa e la regge con la destra, incerto. Scott lo vede con la coda dei l’occhio e grida a Nigel!

 SCOTT

Un bastone, eh? Ne avevo uno una volta! Guardalo!

 Scott si volta fulmineo. La sua mano destra estrae la Colt alla velocità del lampo e spara, “schiaffeggiando il cane”, cinque colpi.

 Il bastone della scopa che l’atterrito Murray non ha la forza di mollare, viene scheggiate, spezzato, distrutto dai cinque precisi colpi di Scott. 

Tutti nel saloon hanno un’esclamazione di stupore e di ammirazione. La distanza tra Scott e il manico di scopa è di almeno quindici passi.

 Talby osserva intensamente. Una profonda ruga gli solca la fronte. Non sembra contento della bravura di Scott, ma preoccupato

 Tra le esclamazioni degli altri Talby si alza e dice a Scott, con un sorriso che non gli scalda lo sguardo.

 TALBY

Sei maledettamente svelto. Bravo. 

Scott è raggiante e Talby, con una smorfia di dolore cer­ca di muovere la sinistra ma non ci riesce. Scott rioarioa il tamburo dei la Colt.

 TALBY

Carica anche la mia. Non posso farlo... 

Scott guarda la destra di Talby che va alla pistola, la sfila e gliela porge tenendola per il ponticello, calcio in avanti. Scott tende la destra per prenderla e Talby con un colpo del dito fa ruotare spianandola contro Scott che resta per un attimo senza fiato.

 TALBY

La velocità non è tutto, Scott Mary. Anche l’esperienza con­ta. Ricordatelo.

 Scott annuisce senza essere si curo di capire bene. Prende la Colt che ora Talby gli porge di nuovo e comincia a caricar la: è una pistola dalla canna segata e senza mirino. Il cane è stato limato in senso oriz­zontale. Scott la ricarica pia no, osservandola.

Una voce fa voltare tutti. 

VOCE MURPH

Frank Talby che dà la sua pi­stola a un marmocchio! Il tempo passa per tutti!

 Talby strappa la pistola dal­le mani di Soott. Da dietro al giudice e agli altri fa capolino Murph Allan.

 TALBY

Chi sei!?

MURPH (scrollando le spalle)

Un vecchio ubriacone... 

Scott nel vedere il vecchio gli va incontro festoso.

 SCOTT

Murph ! Vieni qui! Offro io!

 Murph guarda Scott e gli dice

 MURPH

Vieni via, ragazzo.

 Scott lo guarda e dice con rabbia.

 SCOTT

Mi vuoi portare di nuovo nella stalla?

MURPH(triste)

Non era questo che avo sognato per te, Scott.

 e gli posa una mano sul braccio destro. Ma Scott reagisce costando bruscamente il vec­chio che si deve aggrappare al bancone del saloon per non cadere.

 SCOTT

Dagli da bere, Murray! Pago io!

 Ma  il vecchio respinge il bicchiere.

 MURPH

Non voglio niente da te. Non da te come sei ora.

 e se ne va, dritto a passo si­curo come non lo abbiamo mai veduto.

 SCOTT

Ma… Murph, perché?

poi fa un gesto di rabbia e ingolla sia il proprio whisky che quello che Murray aveva destinato a Murph.

Scott ansima e strizza gli cc chi, come chi vede tutto girargli intorno, si aggrappa al bancone e chiude gli occhi per un attimo.

Li riapre perché Talby gli sta chiedendo.

 TALBY

Era il tuo amico? Quello che ti ha insegnato a estrarre?

 SCOTT

Sì, Era lui. Murph Allan.

 Talby ci pensa su un attimo e poi chiede

 TALBY

Murph Allan… chi è? 

Scott alza le spalle, minimizzando, per la rabbia che ha ancora in corpo per il compor­tamento del vecchio.

 SCOTT

Un vecchio che si occupa della stalla a noleggio di Ron Miller.

 TALBY

Forse ha ragione lui. Dovrei levarti la pistola e rimandar ti nella tua stalla. Ci saranno sempre più marciapiedi da pulire e meno uomini per far­lo. Avresti un avvenire assicurato... Ti dovrei mandare al diavolo.

SCOTT (un po’ impastato)

Talby... non lo tentate. E’ troppo tardi.

TALBY

Già. Troppo tardi. A domani, Scott Mary.

Scott lo guarda andar via. Si volge e batte una manata sul bancone,

 SCOTT

Da bere! E’ la mia notte questa! Voglio che tutti se la ricordino! Tutti! Da bere per tutti quanti!

 e batte colpi sul bancone men­tre Murray e il barista riem­piono bicchieri per tutti.

Scott prende il suo bicchiere e lo alza per bere, ma si sente male. Gli viene da vomita­re e barcollando si precipita fuori, urtando senza riguardo il giudice Kutscher.

 

 SCENA   34

STRADA PRINCIPALE — CLIFTON — (Esterno Notte)

 Barcollando, con una mano premuta sullo stomaco e il bicchiere colmo di whisky nell’altra, Scott esce dal saloon Gila. Nella strada, alcuni uomini stanno caricando i morti su un carro. Scott rantola.

 SCOTT

L’avete voluto voi! Voi!

 e poi si piega su uno stecca­to scorso dal vomito.

Il bicchiere gli sfugge di ma­no e cade nella polvere versandosi e insudiciandosi,

  

FINE DEL PRIMO TEMPO

 

SCENA  35

CLIFTON. STRADA PRINCIPALE E PIAZZA — (Esterno Giorno)

 

Dal fondo della strada principale dove le case dirada­no in mezzo ai campi colti­vati, viene avanti la gros­sa diligenza trainata da quattro cavalli della linea Phoenix—Florence—Christmas—Staffcrd—Clifton.

La diligenza percorre tutta la main street di Clifton diretta in piazza.

Precedente la diligenza con un lungo ZOOM si vede di sfuggita la gente di Clifton che si ferma lungo la strada a guardare la diligenza.

Tutti quelli che vediamo portano ora mia pistola alla cintura. Anche la strada sem­bra più affollata del solito.

La diligenza si ferma in piazza davanti alla casa di Vivian Skull sotto la trazione vigorosa delle briglie di uno dei due vetturini seduti a cassetta 

VETTURINO

Looooooo!

 Qualcuno si fa incontro al la diligenza.

 VIVIAN

E’ arrivata la mia merce?

VETTURINO

Credo di sì, miss Vivian! Tutta roba fine che viene direttamente da Phoenix! 

e indica il portello della diligenza che l’altro vetturino sta aprendo, Si affac­cia dalla diligenza una gran rossa, truccata, od vestito di seta spiegazzato dal viaggio. Dietro a lei una biondona, Non c’è dubbio sulla loro professione.

Tra i curiosi qualcuno fischia e Vivian si avvicina alle due donne osservandole con aria da intenditrice,poi grugnisce discretamente soddisfatta e si presenta.

 VIVIAN

Sono Vivian Skull.  Venite, vi mostrerò le vostre stanze.

Intanto il vetturino si è arrampicato sull’imperiale del la diligenza e sta scarican­do alcune casse e grossi fa­sci di cinturoni. Getta giù un grosso cestone, ai piedi di Jimmy Walker che sta rit­to accanto a una donna gras­sa e decisa, la signora Dar— ton, la padrona dell’emporio.

 VETTURINO

Ecco, signora Darton! Sono altri diecimila colpi cali bro   ! Un articolo che va forte a Clifton da qualche settimana!

 La signora Darton fa cenno a Jimmy di caricarsi sulle spalle il cestone e mentre il ra­gazzo obbedisce, lei si piega a raccogliere e esaminare il cuoio del fascio di cinturoni,

Il vetturino dà un’occhiata a una nuova costruzione che si sta innalzando in fondo alla piazza e su cui c’è un cartello

 NEW SALOON

 VETTURINO (mormora e sputa dalle labbra riarse)

E con le pistole aumenta anche la sete...

 Afferra un astuccio stretto e lungo, nero, chiuso da una doppia cinghia e fa per gettarlo giù, ma una voce lo ferma 

VOCE KILLER

Quella è roba mia...

 Il vetturino abbassa lo sguardo: mezzo dentro e mezzo fuori dalla diligenza, col piede sul predellino c’è un uomo vestito di scuro. Il suo abito pesantemente borchiato, il suo sguardo senza espressione, le due pistole che gli pendono dal cinturone lo classificano come un pistolero.

Il vetturino gli passa l’a­stuccio e il Killer lo prende con cura e se lo mette sotto il braccio sinistro.

Il cerchio dei curiosi indietreggia per lasciarlo passare. Tutti lo guardano in silenzio,

Il Killer dà un’occhiata cir­colare e le sue labbra si stirano in un sorriso sarcastico.

Dalla casa in costruzione esce Talby, spolverandosi il vesti­to con la sinistra, Sembra in forma e perfettamente guarito.

TALBY (al capomastro)

Allungatevi più che potete per il saloon. Voglio un banco di almeno dieci me­tri.

CAPOMASTRO

Sì, signor Talby...

 Talby si ferma nel suo gesto di spolverarsi perché il suo sguardo ha incontrato quello del killer dall’altro lato della piazza. Il killer distoglie gli occhi e Talby si incammina lenta­mente sul lato della piazza.

Appoggiato alla veranda de la casa di Vivian Skull, Scott conversa con Gwen e Vance. Il suo atteggiamento è sicuro, quasi strafottente

 VANCE

Dicono che tu sia più bravo di Talby con la pistola...

 Scott alza le spalle, il suo sguardo è su Talby che cammina piano dall’altra parte della piazza. Si stacca dalla veranda e sorride alle due donne.

 SCOTT

Che importa. Io e Talby siamo una cosa sola..

 si avvia dietro a Talby che gli lancia un’occhiata e poi guarda il killer che cammina pigramente con il suo astuccio sotto il braccio, verso la strada principale, nella stessa direzione di Talby,

 Scott fissa il killer e la sua mano si va a posare sul calcio della colt. Carnmina lentamente dietro il killer, pronto a interveni­re.

Vance dice a Gwen.

 VANCE

Hai mai visto un ragazzo crescere più in fretta, Gwen?

 Gwen non risponde e continua a fissare Scott che si allontana, con andatura dinoccolata e la mano sul cal­cio della pistola.

 Talby cammina lentamente sul la destra della strada prin­cipale, dalla stessa parte dove, trenta passi più in giù c’è la bottega di Sam Corbit, il barbiere.

Dal lato opposto cammina il killer, ostentando indifferenza guardando le case come chi ammira per la prima volta l’architettura di un insieme di costruzioni.

D’un tratto negli occhi del killer si accende una fiammella di curiosità: ha visto affacciarsi da un abbaino Sam Corbit con in pugno un grosso fucile ad avancarica di marca “Hawken”, Sam dà un’occhiata verso Talby che si sta avvicinando camminando piano.

Il volto di Sam è illuminato per un attimo da un brutto   sorriso e versa dentro la canna del fucile un po’ di polvere da sparo da un appo­sito corno

Il killer si ferma divertito. Alle sue spalle, dieci passi più indietro si ferma Scott.  Talby si volge fingendo di guardare la vetrina di una bottega.

 Il killer con la coda dell’occhio controlla le mosse di Scott. Torna a sorridere men­tre il suo sguardo si rialza verso Corbit passando lungo la facciata della casa dove, sopra la porta della bottega da barbiere, dondola al vento il piatto di ottone bucato da Scott e Talby, Il piatto è opaco, bucato, sporco.

Sam Corbit infila nella canne. del suo “Hawken” una pal­la di piombo e batte il cal­cio del fucile contro la pa­rete per farla scendere bene, poi si fruga in un taschino e tira fuori una capsula, appoggia il fucile sul davanzale, alza il cane e sistema la oapsula sul luminello, con cura.

Il killer attraversa la stra­da, andando dritto verso Talby che lo vede venire rifles­so nel vetro della vetrina della bottega.

La destra di Talby è sempre incollata alla coscia, a due centimetri dalla Colt e le sue dita si muovono di un centimetro verso il calcio della pistola.

Scott si ferma dall’altra par­te della strada, divarica un po’ le gambe per piazzarsi so­lidamente, pronto a sparare.

Talby si volta quando il killer gli è quasi accanto. Il killer sorride,

 KILLER

Vi siete fatti molti nemi­ci, signor Talby...

 gli sussurra e dà un colpo d’occhi verso l’alto, verso l’abbaino dal quale, terminata la complicata operazione del caricamento, Sam Corbit sta puntando il fucile contro Talby.

 Talby non alza gli occhi, non dice nulla. Si sposta un poco verso il centro della strada e riprende a camminare.

Sam Corbit lo inquadra nel mirino del fucile attraver­so il buco nel piatto porta il dito al grilletto

 Talby cammina, bersaglio ma­gnifico, passando quasi sot­to l’abbaino di Sam Corbit che lo segue col fucile tenendolo ben centrato.

 Soott guarda Talby e poi il killer che ora è tornato dal suo lato e ha ripreso a cam­minare verso il saloon Gila. Talby cammina senza fretta quasi in mezzo alla strada.

 Dall’abbaino viene il tuono dello sparo

 Talby si tuffa a terra e velocissimo estrae la pistola e spara verso Corbit tenendo la canna con la sinistra e accarezzando il cane con il pollice destro.

 Talby piomba illeso a terra sulla spalla sinistra e Scott non vede altro che i tre lampi consecutivi partire dalla pi­stola di Talby, che la copre col proprio corpo

   Con un urlo Sam Corbit molla il fucile che cade dal davanzale, scivola sul tetto spiovente e cade in strada, subito seguito dal povero barbiere che è rimasto pencolante per qualche secondo contro il vetro della finestra dell’abbaino. Poi il vetro cede, si rompe e Sam crolla sul tetto, ci rotola su e con un cupo tonfo finisce per precipitare accanto al suo fucile e resta immobile in una posizione rattrappita.

 Scott corre verso Talby che si alza, con la pistola già nella fondina. 

SCOTT

Maledizione! Vi siete fatto niente?

 Talby muove la spalla sinistra con una smorfia di dolore.

 TALBY

La vecchia ferita alla spalla... non è ancora ben guarita.

 Talby dice questo distrattamente e guarda verso il killer che adesso è davanti al saloon Gila.

Il killer ricambia lo sguardo.

 Talby fa un piccolo cenno col capo, come per ringraziare e il killer sorride un poco da dosi un colpetto alla tesa del cappello. Entra nel saloon.

 Talby resta a fissare pensoso. Un movimento di una finestra del primo piano, sopra al saloon, attira la sua at­tenzione. Riesce a scorgere per un attimo il volto del giudice Kutscher e quello di Able Murray prima che si ritraggano di scatto.

 Talby è colpito da un pensiero. Torna a guardare la porta del saloon dove è entrato il killer, poi guarda il corpo di Corbit e infine sorride.

Intanto Nigel appare facendo si largo fra alcuni curiosi. Guarda Sam Corbit a terra e poi Talby, 

NIGEL

Legittima difesa, vero Talby?

TALBY (gelido)

Mi ha sparate davanti a tutta la città...

NIGEL

E vi ha mancate.

TAL BY

Già.

 i due restano a fissarsi con ostilità. Nigel porta due pistole alla cintola e un cinturone pieno di colpi.

  

SCENA   36

SALOTTO ABLE MURRAY — (Interno Giorno)

La porta si spalanca e appare il killer con l’astuccio nero sotto il braccio.

KILLER

Signori...

 In piedi, furiosi, vicino al la finestra ci sono il giudice Kutscher, Able Murray e il banchiere Turner.

 MURRAY

Maledizione, Owen! Avete salvato la vita a quel bastardo!

GIUDICE KUTSCHER

Vi abbiamo fatto venire per ucciderlo!

Il killer guarda tutti fred­damente.

 KILLER

Ho fatto cinquecento miglia per venire fin qui. Non potevo permettere a un barbiere di rubarmi il lavoro,

 TURNER

Allora sapevate che quello era Talby! E l’avete salvato per…

KILLER

Per i miei diecimila dollari. 

e tende la mano per averli.

I tre si guardano e poi Turner tira fuori di tasca un pacco di banconote e lo stesso fanno Kutscher Murray.

 Turner raccoglie i tre pacchi e li sfoglia con le dita. Pci ne mette uno solo in mano al killer 

TURNER

Se siete così sicuro di riuscirci, un terzo subito e il resto dopo...

 Il killer intasca il mazzo di banconote e sorride malvagio.

 KILLER

Forse così vi costerà un po’ di più...

 si tocca la tesa del cappello ed esce dalla stanza.

 I tre restano a fissarsi per­plessi.

 

SCENA  37

SALOON GILA (Interno Giorno)

 Dal DETTAGLIO delle mani del barista che tenendo una bottiglia per mano riempie una diecina di bicchieri passando rapidamente da uno all’altro, a inquadrare l’insieme del saloon.

 Talby e Scott sono appoggiati al banco e intorno a loro fanno ressa una dozzina di persone.

Per la maggior parte sono facce nuove, facce di gente senza scrupoli, tutti armati fino ai denti

 VOCI

Alla salute di chi ha porta­to un po’ di vita a Clifton!

VOCE MURPH

Un po’ di vita e molta morte.

 Scott si volge e invita il vecchio che sta sulla soglia:

 SCOTT

Vieni a bere!

 Murph scuote la testa.

 MURPH

Preferisco bere con Hart Perkins, con Peter Friskie e i suoi ragazzi, con Sam Corbit e tutti gli altri. 

Talby si stacca dal banco e si avvicina a Murph che regge il suo sguardo freddo. Talby si ferma a tre metri dal vecchio. Mormora

 TALBY

Murph Allan Short! Adesso mi ricordo! Il rapido Short! Sei riuscito a diventare tanto vecchio da non poter più portare una pistola?

 Scott guarda Talby e il vec­chio Murph sorpreso. Inter­viene.

 SCOTT

Davvero lo conoscete?

TALBY

Ma sì! Era il marshl di Abilene... e una volta mi hai cacciato via con un fucile puntato nella schiena, vero? Short, è passato tanto tempo ma non l’ho mai dimenti­cato.

 Murph sputa per terra e dice

 MURPH

Dovevo premerlo quel grilletto, ma allora ero sicuro che qualche altro bastardo come te prima o poi l’avresti incontrato...

 Talby diventa freddo, come quando sta per sparare. Scott se ne accorge e si mette tra lui e Murph,

  SCOTT

Lasciate perdere, Talby. Non ne vale la pena. Se una vol­ta è stato un marshal  rapi­do con la pistola, l’ha di­menticato da molto tempo adesso è solo un vecchio ubriacone,

 Murph fissa Scott e abbassa la testa sospirando,

 MURPH

Hai ragione, Scott, sono vissuto troppo.

 si volta ed esco dal saloon, Scott lo guarda andar via, co­sì vecchio, a capo chino e gli fa pena. Vorrebbe richiamarlo ma si trattiene.

Ancora lievemente claudicante per la ferita alla gamba, Nigel entra nel saloon con il fucile di Sam Corbit in mano.

 TALBY

Un bicchierino alla mia salute, marshal?

 Nigel posa il fucilone davanti a Talby.

 NIGEL

E’ un buon fucile. Quand’ero ragazzo vidi Owen Macken zie buttar giù undici bufa­li cavalcando per un miglio.

Nigel sospira e scuote il ca­po

 NIGEL

Povero Corbit, era bravo solo col rasoio.

 TALBY (minaccioso)

Nigel,attento, l’arma che mi butterà giù non è ancora stata inventata...

 da dietro una voce ironica esclama

 VOCE KILLER

Chissà!

 Talby si volta.

A metà della scala che porta al piano superiore c’è il killer con l’astuccio nero sotto il braccio. Sorride a Talby e indica il fucile di Corbit.

 KILLER

Ho sentito dire che siete molto lesto con la pistola e non voglio metterlo in dubbio, signor Talby,.. ma chissà se vi sentireste di af­frontare un vero duello…

 TALBY

Che volete dire? Una di quel buffonate in cui si contano i passi?

 Il killer scende di due gradini e sorride mentre dall’alto della scala appaiono Kutscher, Murray e Turner.

 KILLER

Quas,i però a cavallo e col fucile ad avancarica…

 Talby fissa calmo il killer e poi chiede.

 TALBY

Fosse sapere il perché della proposta?

KILLER (alzando le spalle)

Ve l’ho già detto una volta :vi siete fatto molti nemici.

 e guarda verso Kutscher, Murray e Turner che avrebbero l’stinto di nascondersi ma ormai è tardi.

 E’ guardando i tre che Talby risponde al killer.

 TALBY

Va bene. Vi ammazzerò come volete voi, domani, all’alzar del sole.

  

SCENA   38

STRADA PRINCIPALE DI CLIFTON — (Esterno Aurora)

 Dal DETTAGLIO di un grande arco di sole rosso che si leva da un orizzonte viola, ZOOM indietro a inquadrare sul fondo della strada, il killer a cavalle coll’astuccio nero sotto il braccio.

Lo ZOOM conti­nua ad aprire il C. la stra­da è deserta, ma da dietro le finestre si pigiano tutte le facce di Clifton.

 ZOOM sempre indietro fine a portare in P.P. di quinta Talby, anch’egli a cavalle con il fucile di Corbitt sulle gambe. Accanto a lui stanno Nigel e Scott, Nigel prende il fucile di Talby e lo controlla: è scarico. Il cane batte a vuoto. Il marshal dà a Talby un corno con la polvere, una palla di piombo e una capsula per il luminello, poi senza una parola si avvia verso il fondo della strada, dov’è il killer. 

SCOTT (a Talby)

Perché accettare quest’assurdità?

TALBY

Nona lezione Scott: chi non accetta una sfida ha perdu­to nel modo peggiore. Quando avremo convinto tutti che siamo i più forti,  Clifton sarà nostra...

 Intanto il killer ha aperte il suo astuccio: dentro c’è un fucile ad avancarica accuratamente oliato e smontato in due pezzi.

 Il killer innesta la canna sul calcio e bilancia l’arma con cura. E’ calmo, sicuro di vincere.

 Nigel lo raggiunge e il killer gli porge il fucile. Nigel fa scattare a vuoto il cane e poi gli porge corno, palla e capsula

NIGEL

Sei della sua stessa razza ma spero che l’ammazzi...

KI LLE R

E’ la prima volta che ho gli auguri di un marshal. Contaci.

 Prende gli oggetti che gli porge il marshal e si tie­ne pronto.

 Il marshal va a mettersi davanti al saloon Gila e tira fuori la pistola. Punta in aria. Scott si scosta di due passi.

Talby ha ancora corno, capsula e palla di piombo in mano.

 Il killer lo guarda sogghi­gnando e si passa il corno nella destra mentre tiene la palla con le prime dita del­la sinistra e la capsula con l’anulare e il mignolo.

Tutta Clifton guarda.

Da dietro una finestra del saloon, le facce di Murray, Turner e Kutscher.

Nigel spara in aria.

 NIGEL

Via!

 Il killer sprona il cavallo e intanto con grande abilità e versa la polvere dentro la canna del fucile.

Talby parte con un attimo di ritardo e si caccia la palla di piombo in bocca mentre con la destra versa la polvere nella canna del fucile.

Il killer infila la palla di piombo nella canna.

Talby invece innesta la capsula nel luminello, Ma perde attimi preziosi.

I due cavalieri galoppano uno verso l’altro ma il killer ha un lieve vantaggio. Mette anch’egli la capsula.

I due cavalli, non guidati, galoppano l’uno contro l’al­tro.

 Talbiy volta di scatto il fucile, si porta la canna in bocca e sputa nella canna con violenza la palla di piombo.

 Intanto il killer batte il calcio del fucile contro la sella per far andar giù bene la palla.

Sono distanti dieci metri qua do il killer alza per sparare, ma Talby volta direttamente il fucile dalla sua bocca a 180  gradi spianandolo contro il killer e facendo fuoco.

 Colpito alla bocca dal tremendo colpo il killer crolla di sella morto, mentre Talby evita il cavallo d’un soffio.

Frena il suo e scende tranquillo mentre Scott corre giù per la strada gridando

 SCOTT

Siete stato meravigliose! Meraviglioso!

 Talby sorride, guarda Nigel e va verso l’ingresso del saloon.

 TALBY (a Nigel)

Un bicchierino alla mia salute?

 Nigel abbassa il capo e Talby grida a tutta Clifton che spia da dietro le finestre.

 TALBY

Siete tutti miei ospiti, amici di Clifton!

 Ed entra nel saloon, mentre qualche finestra si apre. Scott è il primo a seguirlo e mentre Nigel va verso il killer caduto, qualcuno si affretta ad entrare.

 Uomini si dirigono al saloon commentando e ridendo. Tra essi anche Bill, il Cieco, nessuno lo ferma ed entra.

  

SCENA   39

SALOON GILA — (Interno Giorno)

 Able Murray si asciuga il su­dore sul volto con un fazzoletto a quadri. Balbetta

 MURRAY

Non è stata un’idea mia, ve le giuro...  

Davanti a lui c’è Talby con un bicchiere pieno nella mano si­nistra 

TALBY (gelido)

Certo, socio, certo...

 e beve.

 Il saloon è pieno di gente. Molti sono tipi dall’aria equivoca, gente non di Clifton. Qualcuno spazza un tavolo con un braccio e tira fuori le carte. Cominciano una partita a poker.

 Un altre gruppo esplode in grandi sghignazzate.

Scott, che vigila sempre alle spalle di Talby, si volge a guardare quattro pistoleri hanno preso in mezzo Bill, il Cieco.

Uno gli mette un bicchiere di whisky in mano e mentre Bill lo alza per bere, gli strap­pa gli occhiali, mettendo a nudo la sua faccia devastata. Bill manca di un occhio e al suo posto c’è un orribile cratere dai contorni ustiona­ti. 

LOU

E adesso come fai amico per trovare la bocca? La cerchi con le dita?

 e scoppia a ridere torcendosi in avanti. Anche gli altri tre fanno eco, divertiti. 

Il povero Bill tenta invano di mettere a fuoco i quattro con il suo unico occhio.

Per lui, senza occhiali, tut­to non è che ombra evanescente.

 

Bill trema per la rabbia. Scaglia il bicchiere in direzione delle risate. I quattro si scansano e il bicchiere colpisce Ron Miller sulla schiena. Ron si volta seccato e grida:

 RON MILLER

Maledizione! Da un po’ di tempo non c’è straccione puzzolente che non si senta padrone di Clifton!

 Scott fissa Ron Miller con rabbia parandoglisi davanti. Ron impallidisce e indietreggia balbettando:

 RON MILLER

Non dicevo per te, Scott... sei sempre stato un bravo ragazzo,  io… io non ti ho mai maltrattato… 

e continua a indietreggiare sotto lo sguardo scintillante di Scott., finché inciampa in uno sgabello e cade all’indietro a gambe levate.

 Intanto Bill si scaglia cen­tro le ombre che si vede in­nanzi. Lou e i suoi tre amici si scansano, ridono e scagliano bicchierate di whisky sulla fac­cia di Bill che brancola penosamente nel vano tentativo di acchiapparne uno

BILL

Vigliacchi! Bastardi! Figli di puttana!

e più si affanna, più Lou e gli altri ridono. Il whisky gocciola sul volto deforme di Bill che continua a brancolare con le mani te­se e le dita adunche come ar­tigli. Bill sbatte contro un tavolo. Lou sghignazza:

LOU

Forza, occhio d’aquila! Sono qui davanti a te! 

e mentre parla allunga con un piede uno sgabello ponendolo davanti ai piedi di Bill che parte come un bisonte furibondo alla carica, Inciampa nel­lo sgabello e crolla rovinosa mente davanti a Lou che alza una bottiglia di whisky e ri­de:

 LOU

Hai due bocche amico! Dove lo vuoi il whisky?

 I suoi tre amici sghignazzano mentre Lou versa il whisky dal la bottiglia ne]. cavo dell’oc­chio mancante di Bill che urla per il dolore portandosi le mani al volto.

 Lou ride e continua a innaffiare Bill finché una mano non gli afferra il polso. Lou si volge appena in tempo per ricevere in piena faccia un tre­mendo sinistro di Scott.

Lou finisce fra le braccia dei suoi tre amici e Scott si vol­ta verso Talby.

SCOTT

Di sinistro, come piace a voi...

 Talby sorride un poco e resta a guardare con la consueta fredda indifferenza per ciò che non lo riguarda immedia­tamente.

 Due dei tre pistoleri amici di Lou balzano su Scott da dietro, ma il ragazzo si piega in avanti, evita i loro colpi e poi li serve subito con due tremendi diretti.

 Lou si è rialzato, tiene anco­ra la bottiglia di whisky in pugno. Assale Scott vibrandogli una tremenda bottigliata. Scott para col braccio e non riesce a trattenere una smor­fia di dolore. Con rabbia omicida, Scott sferra una ginocchiata al ventre di Lou e un uncino al mento. Lou va a sbattere fragorosamente centro una parete del saloon : la sua bottiglia si spezza: ora ne tiene in pugno il troncone, ancora più pericoloso della bottiglia intera.

Mentre Scott sistema il quar­to pistolero e dà il colpo di grazia ai primi due che stan­no riprendendosi, Lou tenta di sventrarlo con un terribi­le colpo di bottiglia.

Scott evita per un pelo il colpo. Il vetro gli squarcia il giubbotto. Scott afferra Lcu per il colle e per il polso. I due uomini restano per avvinghiati, poi lentamente Scott ha la me­glio e torce Lou verso il bas­so.

Il volto di Lou è madido di sudore, le vene del sue collo sono turgide per le sforzo.

Scott piega inesorabilmente il volto del pistolero verso l’occhio infuocato di una lampada a petrolio, Lou vede la fiamma avvicinar­si. Urla:

 LOU

No! 

ma crudelmente Scott con un ultimo colpo lo costringe a poggiare l’occhio sul cerchio della cannula di vetro del lume. Un lieve fumo si alza da sotto la faccia di Lou che urla spaventosamente.

Uno dei tre pistoleri tira fuori la pistola ma Talby spara per primo, La pistola schizza via di mano al pistolero e quando guarda Talby questo ha già rinfoderato.

Bill ha ritrovato i suoi oc­chiali a tastoni e li inforca. Guarda verso Lou e Scott che lo tiene ancora contro la lam­pada. Lou si contorce e urla ancora.

 Bill guarda con il suo unico occhio, affascinato, Tutti nel saloon sono agghiacciati.

 Scott lascia Lou che si alza di scatto: è orribile a veder­si. L’occhio che ha posato sul collo della lampada è completa mente nero, carbonizzato, fumante, L’altro lacrima copiosa mente.

Lou mette mano alla pistola, folle di dolore e di rabbia ma Scott lo disarma con un cal­cio.

 Bill fissa Lou e ghigna.

 BILL

Ti sta bene Lou. Adesso chiameranno anche te, Lou il Cieco!

 Lou barcolla verso l’uscita dei saloon, seguito dai suoi tre amici.

 SCOTT

Andatevene da Clifton. Qui non c’è più posto per voi!

 i quattro escono e un attimo dopo si sente il galoppo dei cavalli che si allontanano.

 Bill mette una mano sui brac­cio di Scott e io fissa com­mosso, vicinissimo, col suo unico occhio dall’espressione bovina

 BlLL

Grazie Scott. Tu sei un vero amico.

 Scott sorride con affetto a Bill e gli batte amichevolmente una mano su una spalla

 SCOTT

Vieni Bill. Andiamo a bere...

 Bill lo segue, tirando su col naso per la commozione.

 

SCENA   40

CLIFTON. STRADA PRINCIPALE — (Esterno Nette)

 Dai saloon Gila escono cinque o sei uomini, brilli, eccita­ti.

 HELMER CROSS  

E adesso tutti alla casa di Vivian Skull! Ci sono stati dei nuovi arrivi, e ci vuole un piccolo assaggio per valutare la merce!

I cinque uomini rumoreggiando, alcuni ancora bevendo da bot­tiglie di whisky, vengono avanti lungo la strada. 

Dietro, staccato di dieci me­tri, un uomo vestito di scuro, allampanato, segue il gruppo suonando una musichetta triste di intonazione western da una armonica a bocca, I suoi occhi sono vigili e porta una Colt sulla coscia. E’ Fred Hilvers.

Una donna cammina radente le case, avvolta in uno scialle,

 Gli uomini la avvistano e su­bito si stringono interno a lei, impedendole di avanzare.

 CROSS

Ehi, Fred! Smettila con quel la nenia! Vieni a vedere cos’ho trovato!

 Ride e con una mano strappa lo scialle della donna, lacerandole anche la camicetta e quel che si intravede eccita ancora di più gli uomini ubriachi.

La donna grida

 DONNA

Lasciatemi!

 e cerca di fuggire, tornando verso la piazza,

 Gli uomini la tengono in mez­zo, ridendo della sua paura. Qualcuno le mette le mani ad­dosso e la camicetta scompare a brandelli.

La donna resta con un rozzo reggiseno di tela legato sopra le spalle con due fibbie d’osso.

 Fred Hilvers stacca l’armonica dalla bocca per dire

 HILVERS

Fatevi in là.

 non ha parlato forte, la sua voce è bassa ma tesa, imperiosa. Tutti si spostano e zittiscono. Helmer Cross guarda la donna addossata spaurita al muro e poi Fred Hilvers che ha ripreso a suonare e la guarda. 

CROSS  

E’ un buon boccone, no?

 CROSS    (continua, indicando la donna)

Promette bene. Vale la pena di vedere il resto...

 Ma non si muove perché Hilvers continua a suonare e a fissare la donna che si schiaccia di più contro il muro sotto quelle sguardo.

 Poi, fulmineo, senza smettere di suonare l’armonica che tiene con la sinistra, Hilvers estrae la pistola di destro e spara due colpi facendo battere il cane contro la mano che tiene all’altezza della bocca. Due note un po’ stonate fanno da eco ai due colpi.

Le due fibbie che tengono il reggiseno della donna salta­no via di netto. Il reggise­no cade e la donna con un grido si porta le mani a co­prirsi il seno.

Una vece scoppia fortissima

 VOCE NIGEL

Fermi! O v’impiombo tutti!

Gli uomini si voltano. Cross dice

 CROSS

Ma guarda! Allora c’è anche un marshal a Clifton!

 Hjlvers continua a suonare. Dal fondo della strada avan­za Nigei con un fucile puntato.

La donna ne approfitta per correre verso il marshal. Grida: 

DONNA

Signor Nigel, siate benedet­te! Mi hanno sparato! Mi hanno… 

Nigel fissa le fibbie del reggiseno che la donna si preme al petto, poi guarda il gruppo degli uomini davanti a lui. Chiede

 NIGEL

Chi ha sparato?

Nessuno risponde e Fred Hilvers continua a suonare. Nigel ri­pete:

 NIGEL

Voglio sapere chi di voi è in grado di spezzare a col­pi di pistola una fibbia senza ferire chi la porta.

 Fred Hilvers estrae e spara: così in fretta e subito rifodera che Nigel non ha tempo di reagire: la fondina della pistola gli si ribalta sulla coscia.  Il cinturone è stato tagliato al netto dal colpo di Hilvers,

Nigel guarda il cinturone. E’ calmo. Gli altri sono te­si. Nigel guarda Hilvers che suona e annuisce: 

NIGEL

Come ti chiami? 

Fred Hilvers stacca l’armoni­ca della bocca e dice:

 HILVERS

Fred Hilvers, perché? E’ proibito suonare?

 NIGEL

No, Anzi. Mi piacerebbe che suonassi per me. Vieni,

 Hilvers suona di nuovo e non si muove. Nigel si volta e dice

 NIGEL

Per cinquanta dollari.

 Hilvers stavolta si muove e segue Nigel. Gli altri resta­no fermi, ma Cross si incammi­na dietro a Hilvers,

 La donna guarda Nigel stupita e poi corre via sparendo oltre una porta.

 ZOOM su una finestra buia al primo piano del saloon Gila. Dietro i vetri, c’è Talby. Ha visto tutto. Ha in mano una bottiglia di whisky. La stappa coi denti e poi ne versa il contenuto sul pavimento.

 In questo strano gesto, lo perdiamo perché si sposta verso i’interno buio.

  

SCENA   41

SALOON GILA — (Interno Notte)

 Dal DETTAGLIO dei whisky che piove sugli scalini della sca la di legno che scende nel saloon, a Talby che scende innaffiando la scala con due bottiglie.

Talby scende nel saloon, get­ta le bottiglie e va ad apri­re le spine delle botti incastrate dietro al bancone

L’alcool scorre sui pavimen­to a riveli bagnando l’assito, ii piede dei bancone e alla­gando il saloon,

Talby si ferma a guardare. Accende un fiammifero e lo alza.

Un grido

 VOCE MURRAY

No!

 Talby alza la testa e al som­me della scala è apparso in camicia Able Murray. Tiene una lampada accesa in mano e scende gridando

 MURRAY

No! Vi prego! Non rovinatemi! Non sono staoe io! Io  non volevo,..

 Talby calmo si accende un sigaro e poi spegne la fiamma del fiammifero fra pollice e indice, gettandolo via già spento.

 Murray intanto è giunto in basso e fissa allibite il whisky che corre sul pavimento.

Corre dietro il banco e si butta verso i barili. Il getto di whisky lo bagna abbondantemen­te prima che riesca a chiudere le spine.

 MURRAY

Faccio quello che volete!

 Talby lo guarda e poi guarda il locale e dice con aria pensosa

 TALBY

Sai, Murray, questo locale è sporco...

 Murray annuisce vigorosamente, pronto ad approvare qualunque cosa e Talby continua:

 ... vecchio e puzzolente... non vale la pena di buttar­ci dei soldi. . . Presto inauguro il mio nuovo saloon, sai come lo chiamerò?

Il “45  ”, in onore di questa...

 e si batte una manata sulla pistola.

Murray continua ad annuire e Talby lo fissa di nuove

 Tu sei un verme, schifoso. Non mi piace essere in società con un verme

 Murray annuisce disperato. 

MURRAY

Sì, si... sono un verme...

TALBY

Rivoglio la mia metà.

 Murray spalanca gli occhi, speranzoso, incredulo.

 MURRAY

I tuoi mille dollari?

TALBY (ironico)

E’ sporco, vecchio, puzzo­lente, ma vale almeno qua­rantamila dollari. Non sono bravo in matematica. Fai il conto tu.

 MURRAY

Ma mi hai dato...

Talby aspira dal sigaro che si è spento e prende un altro fiammifero e lo accende. Murray, co­me vede la fiamma, strilla

 MURRAY

No! No! Come vuoi! Ventimi­la dollari! ma adesso non li ho con me... io...

 Talby sempre tenendo il fiammifero in mano acceso gli porge un foglio

 TALBY

E’ un ordine di pagamento. Firma,

MURRAY

Ma...

TALBY

Se mi fai bruciare le dita dovrò buttarlo. 

e fa ondeggiare il fiammifero già mezzo consunto, Murray si affretta a firmare e Talby ritira il foglio.

 Bravo. La cifra ce la metto dopo!

 Murray apre la bocca stupito e Talby io guarda ritirando­si verso la porta.

 MURRAY

Va via!

TALBY

Forse meritavi di incontra­re uno più buono di me,..

 E getta il fiammifero sul pa­vimento.

Il grido di Murray viene co­perto dal divampare alto del fuoco.

 

Murray si lancia verso le fiamme per spegnerle e queste lo investono. I suoi abiti bagna­ti d’alcool prendono fuoco e arde come una torcia urlando disperatamente.

Un uragano di fuoco divampa nel saloon e acceca la CAMERA.

 

SCENA   42

CLIFTON. STRADA PRINCIPALE — (Esterno Notte)

 Il carro rosso dei pompieri corre scampanellando verso il saloon Gila, avvolto da alte fiamme.

Spingono la grossa pompa Ni gel e un gruppo di volontari.

La campana della cappella in piazza suona a martello.

 C’è confusione  per la strada. Gente che corre, gente che grida. Uomini, donne, non completamente vestiti.

 Una ventina di persone stan­no a buona distanza davanti al saloon in fiamme e ia pom­pa scampanella per farsi lar­go.

Nigel, con un casco in testa, acchiappa l’estremità del tubo e corre verso l’incendio.

 NIGEL (urla)

Pompate! 

Al braccio della pompa c’è Ron Miller che subito si dà da fare ma fatica. A lui si unisce Murph Allan: ora il braccio si muove più in fretta e dal tubo di Nigel sgorga l’acqua. Il marshal innaffia le fiamme che divorano la casa.

Scott si apre un varco tra la folla.

 SCOTT

Avete visto il signor Taiby?

 Nessuno gli risponde. 

Scott  corre verso le fiamme ma il dottor Culman lo ferma,

 CULMAN

Non c’è più niente da fare, ragazzo. Dio abbia pietà della sua anima.

 Scott spinge via il medico ma in queste momento una parte della casa crolla tra un nugolo di scintille e Nigel deve fare un salto indietro pur continuando ad annaffiare le travi incendiate.

 Una voce sussurra all’orecchio di Culman:

 VOCE TALBY

Grazie!

Culman si volge e si tro­va viso a viso con Talby che lo fissa con ironia. Il dottore arretra spaventato. Qualcuno ride.

Scott vede Taby e gli corre incontro felice.

SCOTT

Talby! Per qualche terribi­le minuto ho creduto che…

 Non riesce andare avanti per l’emozione e Talby gli sorri­de. Gli mette la sinistra sulla spalla e gli dice con af­fetto

 TALBY

Sei l’unico a cui sarebbe dispiaciuto davvero. Vie­ni, bruciato un saloon se ne fa un altro...

 Talby e Scott si allontanano seguiti dagli sguardi dei cittadini di Clifton.

 Murph Allan sospira e scuote il capo, poi riprende a pom­pare con forza.

  

SCENA   43

UFFICIO  TURNER — (Interno Giorno)

 Dal DETTAGLIO del whisky che gorgoglia dentro due preziose coppe di cristallo al TOTALE dell’ufficio di Turner, a fianco del salone degli sportelli della banca.

 E’ un ufficio sontuoso, dove cuoi e legni pregiati si me­scolano con grande gusto.

 Turner sta versando il whisky nei due bicchieri: davanti a lui sta seduto il giudice Kutscher.

 Il giudice accarezza il bicchiere, fissando i suoi ri­flessi ambrati

GIUDICE

E quell’altro bastardo di Scott! Non so chi dei due sia più pericoloso!

 Turner alza le spalle

 TURNER

Que leccacessi è solo svel­to con la pistola ma Talby ha anche questo!

e si batte un dito sulla fronte, poi si china verso il giudice 

Dobbiamo fare qualcosa! Non voglio finire come il povero Murray! 

Il giudice annuisce e va a guardare fuori dalla finestra

GIUDICE

Per adesso ci tiene in pu­gno, ma ho appena parla­to con Nigel, forse le co­se cambieranno presto.

 TURNER

Presto? Quando presto? Da un momento all’altro posso­no venire qui e farci la pelle!

 Il giudice continua a guarda­re fuori dalla finestra 

GIUDICE

Talby non  ha fretta,  ha programmi a lunga scadenza. Si è fatto costruire un saloon.

  

SCENA   44

PIAZZA CLIFTON — (Esterno Giorno)

 Come visto dal giudice che sta alla finestra dell’ufficio di Turner:

 il nuovo saloon di Talby è ultimato. La facciata della casa è quanto mai ornata e ricca.

La porta a doppi battenti ha dei fregi dorati e si apre sul fondo di una veranda sorretta da colonnine intarsiate.

VOCE GIUDICE

Ho saputo si è fatto dare delle partecipazioni sul commercio dei cavalli da Miller e ha messo la sua zampa sui trasporti di Phoenix. 

Un operaio solleva con una carrucola una insegna smaltata in oro con su scritto:

               “45"

Talby e Scott osservano compiaciuti.  Scott dice qualcosa che non si sente per la distanza e il vetro della finestra, e Talby sorride al ragazzo, annuendo,

Poi Talby esce dal campo visi­vo, allontanandosi verso il centro della piazza.

  

SCENA   45

UFFICIO TURNER — (Interno Giorno) 

Il giudice, senza staccarsi dalla finestra, si volta a guardare Turner

 GIUDICE

Ha rilevato la bottega del povero Corbit, lo sapevi? E sembra che la signora Darton lo abbia accettato come socio all’emporio,,.

TURNER

Ci sa fare. Bisogna convenire che da quando è ar­rivato quell’uomo si fanno buoni affari a Clifton…  io stesso ho triplicato il gi­ro.

GIUDICE

Anche il cassamortaro però..

 guarda di nuovo fuori pensieroso

Talby vuole diventare il pa­drone di tutta la città,  e ci riuscirà se non troviamo il modo di isolarlo...

 Si massaggia il naso con l’in­dice, pensieroso. Poi sorride un poco continuando a guardare fuori:

 

SCENA   46

PIAZZA DI CLIFTON — (Esterno Giorno) 

Come visto dalla finestra dell’ufficio di Turner:

 dalla porta dell’emporio della signora Darton esce Jimmy Walker con uno scatolone tra le braccia carico di pacchi che va a caricare su un calessino in sosta davanti al negozio Dietro a lui sono apparsi la signora Darton e Eileen, la bella figlia del giudice.

 Eileen dice qualcosa e saluta la signora Darton.

 Appoggiato alla veranda del saloon ‘45  ’ Scott non leva gli occhi di dosso a Eileen, La ragazza si sente guardata e si volta:

 incontra lo sguardo di Scott, resta un attimo indecisa e poi gli fa un piccolo sorriso men­tre sale a cassetta e allenta le briglie.

 VOCE GIUDICE (pensosa)

…o di isolarlo, già... forse un modo l’ho trovato. 

Scott, confuso, felice, si leva il cappello. Il calesse si allontana e si ricalca in testa il cappello muovendo si a capo chino verso il cen­tro della piazza.

   

SCENA   47

UFFICIO TURNER — (Interno Giorno)

Il giudice si volge a guardare Turner che non capisce. Il volto del giudice è sorridente, come chi ha avuto una buona idea,

 GIUDICE

Coraggio, vecchio! L’abbiamo sempre passata liscia! Andrà anche questa!

 Turner non può ribattere perché la porta alle sue spalle si apre. Si volta di scatto. Si vede quanto sia nervoso.

 E’ la faccia bovina di uno dei suoi impiegati

IMPIEGATO

C’è di là il signor Talby. Vuole parlare personalmen­te con lei, signor Turner.

 Turner guarda spaventato il giudice che fa un cenno col ca­po

 GIUDICE

Vorrà del denaro. Daglielo, Tanto quanto ne vuole. Presto gli chiuderemo il conto.

 Turner ingoia con fatica, poi annuisce, si ricompone e dopo un’ultima occhiata al giudice, esce dall’ufficio.

  

SCENA   48

BANCA TURNER - (Interne Giorno)

 Talby si fa vento con la carta che gli ha firmato Murray prima di morire,

Vede arrivare Turner dal fondo e gli sorride, in quel suo modo gelido

 TALBY

Spero di non averla disturbata, signor Turner,..

 Turner scuote il capo in segno negativo e chiede seccamente

 TURNER

Che c’è? 

Talby lo fissa e poi gli mette sul banco la carta di Murray

 TALBY

Il povero Murray. Le sue ultime volontà, Quello che era suo è mio.

 Turner guarda Talby. La paura gli fa contrarre a tic una narice e il movimento gli si co­munica alla parte inferiore dell’occhio, Le sue mani tremano un poco quando prende la carta e la scorre

 TURNER

Ma qui non c’è la cifra.

TALBY

Mettetegliela voi. Veglio tutto quello che era di Murray.

 Turner prende il foglio e si avvicina a uno schedario. Lo sfoglia con mani tremanti e tira fuori una scheda.

Intanto qualcuno apre la por­ta della banca. Turner guarda e si irrigidisce per un attimo:

è Scott che si appoggia al lo stipite senza dire una pa­rola, fissando un punto nel vuoto.

Turner si avvicina a Talby

TURNER

Diciottomila dollari...

TALBY

Aveva molto di più. Eravate amici per la pelle: lui, voi e il giudice Kutscher,,. Adesso le pelli son rimaste due. Per me Murray vale almeno centomila dollari...

 Turner sgrana gli occhi

 TURNER

Cento…

TALBY (annuendo sarcastico e terminando)

…mila..

 Scott fa eco dalla porta

 SCOTT

…dollari.

 Talby sorride mentre Turner ingoia con difficoltà e il tic aumenta il suo ritmo

 TURNER

Li volete tutti adesso? 

TALBY

Si. La vostra banca non ha più la mia fiducia.,.

Turner si impettisce

 TURNER

La mia banca è solidissima, signor Talby.,.

 Talby, dolcemente

 TALBY

La banca si, ma i banchieri sono uomini come gli altri. oggi ci sono, domani non ci sono più…

 La faccia di Turner impallidisce violentemente e nei suoi occhi brilla una luce di terrore puro. 

 

SCENA   49

PIAZZA DI CLIFTON — (Esterno Giorno) 

DETTAGLIO: le mani di un uomo stanno fissando contro una bacheca di legno un grosso cartello, usando un calcio di pi stola come martello e pestando sui chiodi ai quattro angoli.

Sul cartello si legge: 

SI CERCANO QUATTRO DEPUTY PER MANTENERE LA TRANQUILLITA’ E L’ORDINE DI QUESTA

CITTA’. I CANDIDATI SI PRESENTINO NELL’UFFICIO DEL MARSHAL.

 

                                      Jim Nigel, Marshal del Comune.

 

Nigel termina di battere i chiodi e si sposta per lascia­re leggere un capannello di curiosi che si sta ammassando.

Nigel si allontana senza dire nulla dalla bacheca, posta a fianco della porta della cap­pella.

Tra i curiosi c’è Jimmy Waiker che legge attentamente, ccmpitando con le labbra, un po’ in difficoltà.

Provenendo dal fondo della piazza con la giacca gettata sulle spalle a coprire una fasciatura. Scott si avvicina vedendo la gente assembrata davanti al cartello.

 Scott si avvicina e la gente gli fa subito posto. Comincia a leggere mentre dal gruppo dei curiosi sbuca Bill il Cieco che sorride a Scott.

 BILL

Che ne dici, Scott? Nigel cerca rinforzi!

e ridacchia mentre Scott ri­sponde a voce ben alta, per­ché tutti lo sentano.

 SCO TT

 Il becchino dovrà far credito ai quattro pazzi che si presenteranno. Coi cinquanta dollari al mese che il comune paga a un deputy non avranno nemmeno il tempo per risparmiare per la propria ba­ra! 

Qualcuno ride, gli altri preferiscono allontanarsi lenta­mente senza rispondere.

Solo Jimmy Walker, tutto rosso paonazzo, dice timidamente.

JIMMY

Non devi parlare così di chi difende la legge!

 Scott guarda Jimmy, poi con rabbia strappa il cartello dicendogli.

 SCOTT

Parlo come mi pare! 

Dall’emporio, la signora Darton strilla.

 DARTON

Jimmy! Sfaticato, pelandrone, mangiapane a tradimento! Vai a spasso invece di lavorare?!

 Jimmy corre verso l’emporio mentre la Darton agita una scopa. 

DARTON

Ti devo venire a prendere con questa? 

e gli affibbia una scopata mentre Jimmy ripara nel ne­gozio. Scott non può tratte nere una risata.

 Termina di stracciare il car­tello.

  

SCENA   50

STALLA DA NOLEGGIO — (Interno Notte)

 Sulla porta della stalla appare Scott. L’interno è in penombra. Tutti i box sono occupati da cavalli che ruminano con la testa infilata nelle mangiatoie

 Non si vede nessuno.

 Scott si guarda intorno, come chi terna in un posto dopo tanto tempo.

 Vede su un trave la sua pistola di legno. Sorride e si avvicina, allunga una mano per prenderla.

 Alle sue spalle si ode un “clic”, come di pistola che arma il cane. 

Scott si ferma per un attimo ma poi continua il gesto e sfiora la pistola di legno.

Una mano, nell’ombra di un box regge una pistola col cane al­zato. Il dito preme il grilletto. Il cane si abbassa:”clic”!

Scott si getta di lato ed estrae fulmineo. Non spara perché nell’ombra di un box, seminascosto da uno degli steccati, ha vi­sto.

 Murph che ha rialzate il cane della pistola, aperto il tamburo e ci soffia dentro 

MURPH (cupo a Scott)

Lasciami vivere ancora un paio di giorni. Voglio vedere cosa diventa questa città.

Soffia ancora nel tamburo e comincia a caricare. 

Scott guarda la faccia del vecchio che porta ancora ben visi Bill i segni dei suoi pugni e si sente a disagio. Rimette via la pistola e chiede.

 SCOTT

Dove l’hai presa quella pistola?

 Murph esce dall’ombra.

 MURPH

Questa? Oh, me l’ha data il marshal.

 uscendo dall’ombra si vede, seminascosta dal bordo del panciotto, una stella a cin­que punte appuntata sulla camicia del vecchio. 

SCOTT

Ah! Ora ti chiami di nuovo Murph Allan Short o resti semplicemente Murph? 

MURPH (alza le spalle)

 Un giorno ho fatto una scel­ta. Non si può tornare indietro.

 Scott ha un gesto di affetto verso il vecchio. Si avvicina e gli dice :

 SCOTT

Murph, perché fai così? A Talby non vai a genio ma credo che ti lascerà stare.

 e mette la pistola nel fodero. Murph lo porta all’altezza giusta, un po’ in avanti. Il vecchio si erge sulla persona: ora non ha più nulla dell’ubriacone. E’ pettinato, vestito di pulito, non trema più e il suo sguardo è limpido. Fissa Scott e poi scuo­te il capo.

 MURPH

Prima o poi avrai una brutta delusione, figliolo. Conosco bene questo genere di uomini. Talby è un demonio se si tratta di approfittare di un’occasione e qui a Clifton ha bisogno di te.

SCOTT

Sì, ha bisogno di me . Non capisci? E’ il primo uomo sulla terra che ha avuto bisogno di me.

 Murph fissa Scott con grande tristezza e dolcezza. La sua voce si incrina appena quando dice

 MURPH

Davvero le credi? A chi l’avrebbe raccontate le sue favole quel vecchio ubriacone che stava in questa stalla... se non c’era un ragazzo che l’a­scoltava a bocca aperta...

SCOTT

Murph, Talby non va per il sottile. Ma è dalla parte giusta.

MURPH(alza le spalle)

Talby è un demonio per coglie­re le buone occasioni. Ma tu devi stare attento. In giro si dice che sei più svelto di lui. Non ti fidare. Con la mano e l’occhio sei più svelto ma per sopravvivere ci vuole un’altra cosa: il cervello.

SCOTT

Non tentare di aizzarmi contro di lui.

 Murph annuisce e si siede su un mucchio di paglia.

 MURPH

Talby avrà più o meno  45  anni. E’ una brutta età per un pistolero.

 Murph apre e chiude una mano rugosa guardandosela e si sen­te che nelle sue parole c’è molto di autobiografico.

 ogni giorno senti che di­venti più lente, i muscoli scattano ancera, ma i rifles­si seno sempre meno pronti...

 Murph nasconde la mano e si scuote. Rialza gli occhi su Scott

 Talby  ha fatto come molti al­tri prima di lui alla sua età si è preso un aiutante, un giovane, uno che crede in lui, che giuri per lui, ma soprat­tutto che spari per lui se le cose diventano troppo difficili...

SCOTT

Non ti credo.  Ma an­che se fosse ver,o ebbene, che male c’è?

 Murph si rialza.

MURPH

Verrà il momento in cui gli darai troppa ombra. Lui ti ha insegnato tante cose, ma i suoi trucchi no,  e gli basteranno quando verrà il momento! Questa qui è la sua ultima città, il suo grande tentativo: o si sistema per sempre e ci lascia la pelle. Talby lo sa benissimo e non può permettersi di sbagliare. L’altra strada per un uomo che vive della sua pistola è quella che ho scelto io. Quella di spari­re, nascondersi, annullarsi. Vale tanto poco come l’al­tra...

SCOTT

Non hai perso l’abitudine di raccontare favole, nè io di ascoltarle, vecchio...

 Scott si volta per andarse­ne. Murph lo guarda dispera­to. Si torce le mani poi si illumina ed esclama

 MURPH

Un cane accarezzato è più do­cile di uno schiaffeggiato!

 Scott si ferma di colpo  Si volta e guarda Murph.

 SCOTT

L’ho già sentito da Talby . Che vuol dire?

Murph sorride raggiante

 MURPH

L’hai mai visto estrarre?

 Scott ci pensa su e poi scuo­te il capo.

 SCOTT

Bene mai, adesso che ci pen­so.

 Murph estrae di scatto la sua Colt: è ancora molte veloce tanto che Scott sorride a sua volta.

 SCOTT

Ehi, niente male Murph!

 Il vecchio gongola ma non lo vuol dare a vedere e stringe con la sinistra la canna men­tre col pollice sfiora il cane.

 MURPH

E’ uno dei suoi trucchi. Tu spari così…

esegue senza sparare, solo il gesto di “schiaffeggiare il cane”

 lui invece spara così…

 esegue il gesto di “accarez­zare il cane”

 Naturalmente per questo ha modificto il profilo del cane. Talby può sparare sei colpi nel tempo in cui tu ne spari tre e con maggior precisione..

Scott sembra scosso e Murph eccitato continua.

 MURPH

E la pistola?! Te l’ha scelta lui la pistola!

 Scott estrae la sua Cclt con rapidità.

 SCOTT

Sì. Perché? E’ un’arma magni­fica,,,

MURFH

Magnifica... ma con una canna lunga sette pollici...

SCOTT

Esattamente giusto per me...

MURPH

Non esattamente. Hai mai vi­sto la pistola di Talby? 

Scott aggrotta le sopracci­glia.

 SCOTT

Sì,  è come la mia... no, non ha il mirino...

MURPH

Esatto! Non ha il mirino per­ché Talby ha segato la canna! Tu hai un pollice di canna in più, ragazzo! Un pollice in più da sfoderare! Lo sai che significa?

 

Scott guarda la propria pi­stola, poi di scatto con rabbia la rimette nel fodero.

 SCOTT

Significa che mi hai rotto le scatole! Ma cosa preten­di? ! Davvero credi che mi metta contro Talby sole per­ché ha una pistola più cor­ta della mia?

 Scott fa un gesto di rabbia e va verso la porta. Murph gli grida dietro.

 MURPH

Pensa a me il giorno in cui dovrai opporti a Talby!

 Scott esce dalla porta, in strada.

SCOTT

Piantala!

Murph raggiunge la soglia e afferra Scott per una manica gli dice con occhi accesi.

 MURPH

Se mi dovesse succedere qualcosa, là, nella cassa dove tenevi i soldi, ho nascosto un pacco...

 Scott fa il gesto di liberarsi di Murph ma il vecchio resta attaccato disperatamente a lui e lo strattone di Scott le trascina fuori.

  

SCENA  51

STRADA TRASVERSALE. CLIFTON — (Esterno Notte)

 Murph barcolla setto la forza delle strattone di Scott ma resta attaccato a lui e gli soffia sul viso.

MURPH

Prendile, se pensi a me... ma lascialo stare se mi crederai ancora un vecchio pazzo!

 

Scott con uno strattone più violento manda il vecchio a sbattere con la schiena con­tro lo stipite della porta della stalla.

SCOTT

Buttalo via! 

e si allontana, infuriato, forse più con se stesse che con il vecchio.

 Dalla veranda della casa del giudice si stacca un uomo: è Talby. Ha assistito alla scena finale tra Murph e Scott.

 Scott vedendosi Talby davan­ti, trasale, poi guarda verso la casa buia del giudice.

 SCOTT

Dal giudice?

TALBY (amichevole)

Diventiamo persone importanti. Qualche parola col giudice è indispensabile.

 poi guarda verso Murph che lo fissa. Il vecchio rientra nel la stalla a capo chino. Talby prosegue in tono leggero, indicando verso la stalla con un piccolo cenno della testa.

 TALBY

Vi siete scambiati i vostri ricordi di gioventù?

SCOTT (annuendo)

In un certo senso.

 Si volta anche lui a guardare la stalla e dice senza guardare Talby.

 E’ diventato deputy. Un uo­mo vecchio con una stella nuova. L’ha fatto per i cinquanta dollari, così potrà pagarsi da bere,

 Talby sorride freddo.

 TALBY

Tu lo consideri davvero un vecchio e basta? Uno che se ne sta al sole ed è contento se la gente che passa gli dice “buongiorno”?

 Scott non risponde e Talby continua a voce più tesa

 TALBY

Un giorno avremo una gatta da pelare con lui,

Talby si incammina e Scott gli si mette a fianco.

   .

SCENA  52

STRADA PRINCIPALE. CLIFTON — (Esterno Nette)

 Dal fondo della strada viene il suono triste dell’armoni­ca di Fred Hilvers. E’ buio e non si vede da dove.

Talby e Scott svoltano dalla strada trasversale e si dirigono verso la piazza.

 SCOTT

Lo senti? Per adesso suona lui, presto gliele suone­remo noi.

TALBY

Sei in gamba Scott, ma non credere che il marshal sia stupido solo perché è lento come un cavallo stanco. Se spari su un deputy, stai dalla parte sbagliata. A meno che non sia lui a minacciarti.

SCOTT

Allora per adesso non se fa niente.

 e indica su uno scalino Fred Hilvers che appoggiato a uno steccato suona il suo stru­mento con aria assorta.

P.P.P del volto di Hilvers, i suoi occhi spenti e sbiaditi, le sue labbra che si muovono su e giù lungo l’armonica,

 

SCENA   53

PIAZZA DI CLIFTCN — (Esterno Giorno)

 Scott cammina in mezzo alla piazza diretto al saloon.

Da sotto la veranda si stacca Helmer Cross: il suo atteggiamento sornione è molto so­spetto.

Scott rallenta il passo facendosi attento.

Vede sbucare da dietro lango lo della cappella Jiminy Walker col pistolone in pugno. Lo tiene puntato verso terra, ma si ferma a guardare Scott, Dalla spalle di Scott la voce di Nigel.

 VOCE NIGEL

Ti abbiamo beccato Scott, in fuoco incrociato.

Scott volge il capo di pochi centimetri senza perdere di vista Cross che gli sta di fronte con la mano a ciondoloni sopra il calcio della pistola.

 Anche Nigel ha la mano sul calcio della pistola che però tiene nella fondina.

 SCOTT

Può essere la vostra croce,  Nigel...

NIGEL

Slaccia il cinturone. Non hai nessuna possbilità. 

Scott è tutto teso, le sue mani sono immobili lungo i fianchi,

Jimmy continua a tenere la pistola puntata verso il basso e Crcss è immobile pronto al­lo scatto.

 SCOTT

Okay, marshal...

 porta le mani verso la fibbia del cinturone ma invece con mossa fulminea estrae la pi­stola e la spiana contro Nigel, dando le spalle a Cross, di tre quarti.

 …andremo insieme all’inferno. Ma il mie viaggio sarà piacevole perché avrò voi come battistrada! 

Nigel ansima, stringe il cal­cio della Colt senza estrarre. Suda, poi balbetta.

 NIGEL

Siamo in tre, non dimenticarlo!

SCOTT

Tre bastardi! Non lo dimenticherò mai! E adesso via! Via tutti!

e si sposta un poco in modo da dare il fianco a Cross, tenendo sempre la pistola spianta contro Nigel.

 Cross non ha nemmeno tentato di estrarre e obbedisce subito, incamminandosi pigramente su n lato della piazza.

Nigel arretra verso la chiesa.

 Jimmy resta immobile a guardare Nigel che, arretrando, è finito quasi addosso a due uomini a cavallo coperti dalla polvere del deserto. Uno è lungo e magro, l’altro ha i capelli rossi da irlandese.

Il primo, Slim, chiede a Nigel, ignorando la pistola di Scott

 SLIM

Dove possiamo trovare Frank Talby?

 Nigel guarda meglio i due, le loro armi, i loro vestiti da pistoleri e chiede

 NIGEL

Perché lo cercate?

IAN

Lavoriamo per lui.

 Nigel ci resta male. Scott abbassa la pistola mentre Hilvers si appoggia alla veranda, suona col suo solito sguardo scialbo perduto dietro le note.

DETTAGLIO: la bocca che soffia nell’armonica.

  

SCENA   54

SALOON “  45”  (Interno Notte) 

DETTAGLIO: due mani maschili corrono veloci sulla tastiera di un pianoforte Steinweg verticale ricavandone una musichetta allegra e ballabile.

 Chi suona è un uomo di mezza età molto elegante, in frack e panciotto lustrinato, con cilindro in testa e baffi appuntiti.

 Sul fondo del saloon c'è un piccolo palco, appena una pedana rialzata dal pavimento di un metro e con una cornice dorata  Dietro la pedana un enorme specchio che riflette sia il locale affollato di gente e pieno di fumo, sia la parte posteriore del bel cor­po  di Gwen Satcher che, in guepiere scintillante, sta cantando una canzone e sgambettando alcuni passi di ballo.

CANZONE D’EPOCA

 Il locale è pieno zeppo. Tre baristi servono al banco i clienti, riempiono i bicchieri, e altre tre donne servono fra i tavoli.

C’è la solita allegria un po’ paesana e volgare, tipica dei saloon.

 Qualcuno allunga qualche manata sulle cosce delle kellerine compiacenti, qualche altro si fa sotto al palco per ammirare meglio le gambe di Gwen.  

Tra la gente che beve al bancone c’è Scott con Jan e Slim.

 Da una porta sul fondo appare Talby che fa un cenno al pianista che subito smette.

 L’interrompersi della musica attira l’attenzione di tutti su Talby che sale sul palco accanto a Gwen e dice:

 TALBY

Gente di Clifton, io ho fat­to del mio meglio...

 e indica con ampio gesto il locale.

 posso dirvi solo questo: spero che vi divertiate di più che dal povero Able Murray.

 Scott applaude per primo e gli altri fanno eco.

Talby fa un cenno a due delle ragazze che servono, che subito accorrono verso una parete da cui spuntano due grosse maniglie ornamentali. Si attac­cano ad esse e tirano: la parete si apre scoprendo una nuova sala dalla moquette tutta verde.

 Un’esclamazione di stupore si leva da tutti e Talby sorride soddisfatto. Si avvia per primo verso la sala e dice:

TALBY

Per giocare in santa pace 

di nuovo la gente applaude mentre i primi si dirigono timidamente verso la sala verde 

Anche Scott, Jan e Slim vanno da quella parte,

 Sul palco Gwen guarda la gente che la ignora e fa una boccaccia a tutti. Si mette un mantello sulle spalle e si di­rige verso l’uscita.

 Spinge la porta a due battenti ma si ferma a guardare.

  

SCENA   55

PIAZZA DI CLIFTON — (Esterno Notte)

 Come visto da Gwen dalla por­ta del saloon “45  ”: 

a venti passi dal nuovo saloon, subito dopo l’emporio della signora Darton, Nigel sta confabulando con Cross e Jimmy. Nigel ha il fucile.

Cross annuisce e si nasconde in una zona d’ombra.

Nigel e Jimmy si allontanano di qualche passo e si volta­no a guardare verso il saloon.

Gwen si abbassa in modo da essere nascosta quasi completamente dai battenti dell’uscio.

 Nigel indica a Jimmy la casa di Vivian Skull, di fronte al saboon e Jimmy ci si affretta, col pistolone che gli balla sulle gambe.

 Nigel guarda verso la cappella e sembra soddisfatto. Si allontana verso la strada principale,

 Gwen fissa nel buio della facciata della cappella che ha un piccolo padiglione.

Non vede nulla. Sta per ritrarsi quando davanti alla cappella si accende una fiammella vividissima.

E’ Murph che ha acceso un fiammifero e ora si appiccia un sigaro con calma. 

Gwen si ritrae di scatto.

 Murph spegne il fiammifero fissando verso il saloon con uno strano sorriso sulle labbra.

  

SCENA   56

SAIJOON “45  ” — (Interno Notte)

  

Gwen si fa largo verso la sala da gioco dove si affollano quasi tutti gli uomini

 Talby si è già seduto a un tavolo e davanti a lui han preso posto alcuni uomini. Un croupier sta dando le carte per un giro di poker. Altri tavoli si stanno formando.

 Scott si aggira fra i tavoli. Da un gruppo di uomini sbuca Bill il Cieco con una pipa accesa in mano e tira Scott per una manica.

 SCOTT

Ehi, Bill, come va? Qualcuno ti ha mancato di rispetto?

 Bill scuote il capo con forza ma non parla, mugugna come se avesse la bocca piena d’acqua. Si indica la bocca e poi il pavimento.

 SCOTT

Sei diventato pure muto?

 Bill scuote il capo e indica la pipa, la bocca, e il pa­vimento.

 SCOTT

Ma che vuoi?! Parla!

 Bill si gonfia di rabbia poi sputa fragorosamente sulla moquette. Liberatesi esclama:

BILL

Dove porco si sputa in una stanza foderata di stoffa?i

 Scott ride:

 SCOTT

Ormai hai sputato no?

 Bill sbuffa come un tricheco.

 BILL

Se non fossi il mio più caro amico... mmh!

e stringe i pugni, ma subito sorride strizzando l’occhio.

 Gwen afferra Scott per un braccio

 GWE N

Scott!

 e gli bisbiglia qualcosa in un orecchio, Scott diventa serio.

 SCOTT

Avranno quello che cercano. Grazie Gwen. .

 E Scott si avvicina a Talby. Si piega verso di lui e gli sussurra qualcosa in un oreccchio. Talby annuisce e poi dice a bassa voce

 TALBY

Slim alla finestra. Tu fai il giro da dietro, da dove sono entrato io... stai attento, Cross e Hilvers non sono i cowboys di Perkins...

 Scott annuisce e Talby conti­nua:

 TALBY

Gli arriverai sul fianco de­stro. Al primo colpo io salto fuori e li prendo da sinistra,

 Scott annuisce di nuovo e fa un cenno a Slim,

 Slim annuisce e Scott gli in dica la finestra con un piccolo cenno del capo. Slim annuisce di nuovo e va a porsi in posizione senza dare nell’occhio.

 Talby raccoglie la vincita del la mano e dice al croupier, calmissimo:

 TALBY

Carte...

 il croupier ricomincia a di­stribuire le carte mentre Scott esce dalla porta in fondo.

  

SCENA   57

CLIFTON. VICOLI SUL RETRO — (Esterno Notte)

 Scott esce guardingo da una porticina sul retro della nuova costruzione di Talty. 

Si inoltra in un piccolo orto. Tutto è buio e silenzio. Si sentono solo i grilli. 

Scott resta un attimo immobile nel buio.

Sta per riprendere ad avanzare quando una musica poco lontana lo blocca: è la nenia del l’armonica di Hilvers.

 Scott si addossa allo stecca­to. La musica cessa di colpo.

 Scott lentamente, aggira lo steccato, pronto a sparare.

 Un fruscio fra le foglie di zucca dell’orto confinante lo fa trasalire, si butta di la­to ed estrae fulmineo: dalle foglie esce un gatto che scompare nel vicolo fra le case.

 Scott sospira e rimette la colt nel fodero. Non ha ancora lasciato l’arma che la nenia con l’armonica riprende più lontano: ora sembra veni re oltre le case, verso la piazza.

Scott avanza nel vicolo buio, badando a non far rumore. 

La nenia continua per un po’ e poi cessa di colpo.

 Scott si ferma, esitando. Quel la musica triste lo deprime come un brutto presagio.

 Si passa il dorso di una mano sulle labbra secche e ripren­de a camminare.

 Giunge a un incrocio con un passaggio divisorio fra le case.

 Scott si addossa allo spigolo e si affaccia: il passaggio è come un tunnel buio, però in fondo c’è la luce di una lan­terna.

 La luce illumina le rovine carbonizzate del saloon Gila, sulla strada principale.

 Tutto è immobilità e silen­zio. Solo il suono di qual­che risata che viene forse dal nuovo salo ori rompe la quiete della notte.

Poi due uomini passano al ga­loppo lungo la strada princi­pale e li vediamo con gli oc­chi di Scott balenare per un attimo nello spiraglio luminoso in cui sfocia lo stretto passaggio fra le case.

 Scott avanza nello stretto passaggio, badando a dove mette i piedi.

 Il passaggio è ingombro infatti di assi spezzate, un roto­lo di filo spinato e altre co se rotte e abbandonate,

 Scott avanza senza far rumore. E’ quasi giunto sulla strada principale, all’altezza del fu saloon Gila quando la mus­ca di Hilvers riprende improv­visamente. Viene, sembra, da non più di trenta passi da lui.

 Scott trasale a quel suono e poi muove un altro passo, cauto.

Materializzandosi dal buio, una colt si pianta in mezzo alla schiena di Scott.

 VOCE MURPH

(ride piano)

Scott si è immobilizzato con entrambe le mani all’altezza delle anche; poi riconosce Murph dal ridacchiare  e volge la testa,

 Dietro a lui c’è Murph con la pistola spianata e piantata contro di lui.

 SCOTT (rauco)

Cosa vuoi?

 Murph scuote il capo e rimette la pistola nella fondina,

 MURPH

Tu vai a farti ammazzare, figliolo. Oggi Nigel ti ha affrontato solo per mostrare a Hilvers come estraevi. Adesso lo sa ed è nascosto.Ma se Talby uscisse a tempo dal saloon prendereste Cross tra due fuochi e costringereste Hilvers a mostrarsi... Ma Ta by non uscirà a tempo... non ha nessuna voglia di rischiare la pelle... adesso ha te per questo!

SCOTT

Piantala! Non ci credo...

MURFH

Chi vivrà, vedrà! Uscirà dal saloon un attimo troppo tardi per essere ancora in pericolo.  

La nenia di Hilvers che ha fatto da sottofondo a tutta la scena, cessa. E Scott sente questo silenzio: i suoi ner­vi sono tesi. Scatta.

Scott guarda Murph, poi si volta e si affaccia nella strada principale.

Murph lo segue lentamente.

SCOTT

Adesso basta, vecchio. Ho un lavoro da fare.

MURPH

Alle spalle non ti sparerà nessuno. Voglio che tu lo sappia.

  

SCENA   58

STRADA PRINCIPALE. CLIFTON — (Esterno Notte)

 Scott sbuca sulla strada principale e si sposta spavalda­mente in mezzo alla strada.

Avanza con le mani immobili lungo i fianchi. Giunge all’angolo della piaz­za:

 Helmer Cross se ne sta appoggiato all’angolo del­la casa dopo quella dell’emporio

 Scott dà un’occhiata intorno: non vede nessuno.

 Dall’angolo da dove è sbucato Scott, Murph guarda senza mostrarsi.

 Scott muove un poco le dita, per scaldarsele. Sente den­tro una grande rabbia, quasi un desiderio di distruggersi. Per questo avanza dritto ver­so Cross,

Si ferma a venti passi da lui, quando vede l’ombra di Cross muoversi. E’ troppo buio perché Scott possa vederlo bene ma non abbastanza perché non intuisca i suoi movimenti. Scott lo interpella, beffardo, ad alta voce

 SCOTT

Salve Cross! Aspetti qualcu­no?

 Cross non risponde, resta im­mobile. La tensione è quasi palpabile,

Scott guarda Cross ma nello stesso tempo controlla con la coda dell’occhio tutta la piazza. Non si vede nessuno.

 SCOTT

Allora! Vogliamo lasciar la parola alle pistole? Comincia tu, Crossl

CROSS

Io sono un deputy! Io sono la legge!

 Scott si rilassa un poco e gri­da

 SCOTT

Tu sei una merda! Un qualunque pistolero del Texas pagato per uccidermi! Comincia, Cross, spara!

 Cross è pronto ad estrarre, ma il suo sguardo si alza per un attimo al balcone della casa d’angolo.

Dall’alto viene il piccolo barbaglio dell’armonica di Hilvers.

 

Scott non lo vede, ma dal fondo della strada echeggia uno sparo.

 Scott d’istinto si getta a terra: dal balcone avvampa lo sparo di Hilvers.

Scott spara contro la vampa prima ancora di toccare il suolo. Qualcosa di nero crolla contro la ringhiera del balcone.

 Cross estrae e spara, ma Scott rotola su se stesso, mezzo giro appena e il colpo scava la terra. Scott spara subito e Cross barcolla, viene avanti d’un passo e crol­la nella polvere.

 Dal balcone penzola un brac­cio inerte: la mano tiene un’armonica. Le dita si tendono lentamente nella morte. L’armonica cade a terra, a due metri da Scott, 

Tutto è stato tremendamente fulmineo. Slim dalla finestra del saloon non ha avuto il tempo di sparare. Grida.

 SLIM

Scott, Tutto bene?

 Talby irrompe dalla porta del saloon e Scott si alza dando­gli appena un’occhiata dal basso e sbattendosi una mano sul vestito per scrollarsi dalla polvere.

 In fondo alla strada, Murph soffia soddisfatto nella canna ancora fumante della sua pistola.

Talby ha la pistola in pugno e Scott mormora senza guardarlo.

 SCOTT

Butta via il tuo sputafuoco,  Talby. Tutto è finito. In questa città non c’è più nessun deputy con la pistola rapida. 

Scott si china a raccogliere l’armonica di Hilvers.

 Talby esita un attimo, poi mette via la pistola ed esclama con falsa gaiezza. 

TALBY

Sapevo che tu sei il migliore.

 Scott dà una soffiata dentro l’armonica traendone poche note a caso.

 SCOTT

Eccettuato te.

 Talby non pare farci caso.

 TALBY

Vieni dentro. Dobbiamo festeggiare.

 Scott dà un’altra soffiata nell’armonica e dice lentamente:

 SCOTT

Suonava triste ma suonava bene. Non suonerà mai più. E io non ho voglia di divertirmi.

 TALBY

Scott Mary, da quando sei sentimentale?

 Scott dice con amarezza.

 SCOTT

Forse da oggi. 

E volta le spalle a Talby andandosene lungo la strada principale.

 Talby resta immobile a fissarlo. Dalla finestra del saloon lo fissa anche Slim, stupito.

 Talby fa un cenno a Slim e si volta per tornare nel saloon.

Da dietro la chiesa sbuca al trotto un calessino. Attraversa la piazza a buona andatura, imboccando la strada principale nella stessa direzione presa da Scott.

 Lo guida una donna ma non si vede bene chi sia.

 Talby, sulla porta del saloon, si infila in bocca un sigaro e segue con uno sguardo stra­no il calesse che si allonta­na. Poi entra.

  

SCENA   59

STRADA FRINCIPALE. CLIFTON — (Esterno Notte) 

Il calesse corre a buona ve­locità lungo la strada principale diretto verso i campi, fuori della cittadina.  

Lungo la linea delle case, a tratti ingoiato da zone d’ombra, a tratti ben visibile sotto la luce gialla di una lanterna, Scott cammina a capo chino immerso in cupi pensieri.

 Il calesse lo sorpassa ed  egli non alza neppure il capo.

 Il calesse continua la sua corsa per dieci metri e poi la donna che lo guida tira le briglie. Il oalesse si ferma,

 Scott continua a camminare senza alzare gli occhi dalla punta delle sue scarpe.

 Raggiunge il calesse fermo in mezzo alla strada e passerebbe oltre se una voce di donna non pronunciasse il suo nome con una dolcezza tutta speciale.

 VOCE EILEEN

Scott Mary.

 Scott si immobilizza, poi al­za la testa lentamente: 

la bella Eileen, la figlia del giudice, gli sorride da sopra il calesse, tenendo fra le ma ni le briglie dei cavalli. Eileen sorride invitante a Scott.

  EILEE N

Altri guai? Ho sentito degli spari...

 Scott si passa la punta del­la lingua sulle labbra secche e tenta di mantenere un atteggiamento virile e indifferen­te.

 SCOTT

Chi li cerca i guai, li trova...

 Eileen continua a fissarlo sorridendo e Scott non sa più che dire. E’ a disagio. Eileen sussurra:

EILEEN

Vieni qui, Scott... ho da dirti una cosa...

Scott si avvicina al calesse e Eileen si china su di lui e gli sfiora la mano che lui ha appoggiato sulla spallie­ra del sedile.

Dovresti venire con me. Papà vuole parlarti, subito.

Scott risponde cercando le parole, perduto negli occhi del la donna.

 SCOTT

L’ultima volta mi ha caccia­to via...

EILEEN

Lo so. Ma adesso è tutto diverso. Vieni!

Scott guarda la donna, annuisce e poi sale al suo fianco. Eileen gli è così vicina da inebriarlo. La donna se ne accorge e sorride

 Ci aspettano al vecchio mulino.

 e allenta le briglie. I cavalli ripartono al trotto e il calesse si allontana nel la notte.

  

SCENA   60

PRATERIA — (Esterno Notte)

 Il calesse guidato da Eileen e con Scott seduto accanto al la donna, corre nella notte sulla grande strada in terra battuta che si snoda in mez­zo ai campi, fuori dall’abi­tato.

Eileen guida con eleganza i cavalli e Scott accanto a lei tace, tutto preso dalla sua vicinanza.

 Gli scossoni del calesse mandano di tanto in tanto Eileen addosso a Scott e la donna gli sorride ogni volta.

Ora il calesse corre in mezzo a uno sconfinato susseguir si di prati, illuminato dal­la luce di una pallida luna.

  

SCENA   61

ZONA VECCHIO MULINO — (Esterno Notte) 

Il calesse corre ora lungo il greto del fiume Gila. In fondo l’ombra cupa di un vecchio mulino semidiroccato. Si vede il grande cerchio della ruota a pale immobile sulla corren­te.

 Eileen tira le briglie e il calesse si ferma a trenta passi dalla costruzione buia.

 EILEEN

Scott... se farai quello che mio padre vuole, non si metterà più fra noi due.. 

Scott mormora con voce arrochita.

 SCO TT

Cosa vuole?

EILEEN

Non lo so. Ma tu lo farai per me...

 Scott ansima per la vicinanza di Eileen che di scatto lo bacia rapidamente sulle labbra. Scott fa per abbracciarla ma Eileen si libera.

 EILEEN

No... ti aspetto vicino al fiume... dopo, adesso va...

Scott esita un attimo, poi scende dal calesse e si av­via verso il mulino sotto lo sguardo di Eileen.

 Scott, ancora stordito, emozionato, si avvia verso il mulino.

Arriva davanti la grossa porta di legno e la spinge con forza.

Quello che vede lo fa trasalire.

  

SCENA   62

STANZONE MULINO — (Interno Notte)

 Come visto dalla porta:

Seduti intorno a una grossa mo la di pietra che funge da tavolo, alla luce di un lume a pe­trolio ci sono il giudice Kutscher, Turner, Nigel e Murph.

Sono armati ma nelle loro mani ci sono solo bicchieri pieni di whisky. Solo Murph non beve.

 Si voltano di scatto all’aprirsi della porta e Soott balza di lato estraendo la pistola

 SCOTT

Mani in alto! Tutti quanti!

Kutscher guarda Scott sorridendo

 KUTSCHER

Sei venuto per parlare. Nes­suno ti farà niente!

SCOTT (sogghignando)

Nessuno ci riuscirebbe.  Murph, chiudi la porta, tenendo bene in vista le mani.

 Murph sorride e si alza 

MURPH

Io la mia parte l’ho già fatta stanotte.

 Va a chiudere la porta e Scott dice

SCOTT

Grazie... per lo sparo. Se no Hilvers m’avrebbe beccato.

Murph strizza l’occhio a Scott e risponde con falso stupore

 MURPH

Di che diavolo di sparo par­li?

SCOTT (a Nigel)

Marshal, getti la pistola per terra.

NIGEL

       Perché solo io?

      SCOTT

      Perché siete nervoso.

       Kutscher sorride

 KUTSCHER 

Vuoi fumare?

       SCOTT

No, voglio sentire quello che avete da dirmi e andar­mene

KUTSCHER

Senti, Scott, noi ti proponiamo di passare dalla nostra parte per riportare l’ordine a Clifton.

 Scott fissa il giudice e poi risponde con amaro disprezzo

 SCOTT

Il vostro ordine l’ho provato per vent’anni. Perdete il vostro tempo.

MURPH (avvicinandosi a Scott, con forza)

Hai ragione. Tu però ci conosci bene e ti dovrebbe far riflettere il fatto che io sono da questa parte. C’è in gioco qualcosa di più importante degli sporchi interessi di Kutscher  e  di Turner...

 il   giudice si gonfia di falsa indignazione ed esclama

 KUTSCHER

Cosa diavolo volete insinuare?

 Murph si volta verso il giudice con rabbia

 MURPH

State zitto! E’ la gente cono voi che fa nascere quelli come Talby! Con la vo stia ipocrisia i vostri raggiri, la vostra falsa rispettabilità...oh sì! Ccntro di voi non c’è altra arma che la violenza!

Nigel ascolta allibito. Turner si alza e batte un pugno sul tavolo

 TURNER

Un momento Murph! Siete con noi o con Talby?

MURPH

Sarei con Talby cento volte se si trattasse soltanto di liberare Clifton da una carogna come te!

 Turner boccheggia. Nigel grida

 NIGEL

Spiegati Murph!! Se c’è qualcosa che non va sono ancora il marshall qui!

MURPH

Ha certo! Il marshal! Quanti anni sono che portate a spasso la vostra pancia stellata per le strade della nostra bella città? Dieci? Venti? Sempre tutto bene,vero? Nessuno sparava, nessuno svaligiava la banca e assaltava la  diligenza..  Bongiorno signor giudice, signor banchiere... ma c’è anche un altro tipo di violenza, più sottile, nascosta.. .quella che costringe un ragazzo come lui  a farsi strada con la pistola.

 KUTSCHER

E’ pazzo! Adesso é colpa nostra se un. .  un... 

non gli viene la parola e Murph gliela suggerisce

MURPH

Un bastardo, signor Kutscher?

Il giudice si morde le labbra e guarda Scott che lo fissa freddamente con la pistola in pugno. 

NIGEL

Se hai delle accuse precise da rivolgere con­tro il giudice e Turner sono pronto ad ascoltarti.

MURPH

Accuse precise! Prave, magari! Caro Nigel que­sta gente é molto più furba di me e di voi quando si tratta imbrogliare il prossimo! 

Scott esclama

 SCOTT

Talby ha le prove! D’accordo con un bandito hanno organizzato un colpo contro un treno che trasportava oro. Loro hanno tenuto

il bottino e hanno mandato in galera Wild Jack!

 Nigel  guarda il giudice e Turner.

Turner suda ma il giudice riesce a domi­narsi e sorride

 KUTSCHER

Che fantasia...!

NIGEL

Domani parlerò con Talby...

MURPH

E’ inutile Nigel.  Talby é come loro.   Si  serve di quelle prove per prendere il loro posto a Clifton... (si volge a Scott) Capisci adesso Scott? Quando Talby sarà il padrone di tutto sarà ancora peggio di prima! Lui non dovrà neppure tener conto della for­ma!

SCOTT(turbato)

Se ci deve essere un padrone meglio Talby che quei due vigliacchi! MURPH

Non è   detto che si debba sempre avere un padrone. Talby adesso é il pericolo peggiore, eliminato lui potremo pensare al resto...

SCOTT

No, Murph. Finora Talby ha fatto solo giusti­zia. Se ha ucciso qualcun altro è  stato per­ché si   messo in mezzo...

MURPH

Uccide chiunque si metta fra lui e i suoi scopi: buoni e cattivi.. ma lo caccerò da Clifton come vent’annj fa  l’ho cacciato da Abilene

Scott,non veglio vedere il  giorno in cui noi due staremo uno di fronte all’altro...

SCOTT

Allora lascia stare Talby!

 ed esce sbattendo la porta. Murph lo richiama invano

MURPH

Scott!

 la porta resta chiusa e il vecchio scrolla il capo sospirando.

 Nigel è   rima sto sconvolto da quanto è  stato detto e muove un passo verso iL vecchio Murph.

 Non si avvede che il giudice si china a prendere la pistola di Nigel. La alza e la spiana contro la schiena di Murph. Nei suoi occhi c’è   una luce di odio omicida.

Turner resta immobile a guardare.

Nigel sente un rumore e si volta di scatto, in tempo per afferrare la pistola e deviarla verso l’alto.                 

 NIGEL

Giudice!!

 Il giudice cerca di lottare, paonczzo

   KUTSCHER

Devo ucciderlo quel vecchio ficcanaso!

 ma Nigel lo disarma e gli torce il braccio facendole gemere di dolore.

 MURPH

Visto marshal? Quando quelli. come lui passa­no alla violenza diretta sono goffi e maldestri.

 Il giudice, sempre trattenuto da Niegel, esclama con rabbia  

KUTSCHER

Sputa tutto il tuo veleno! Il bastardo sta per crepare e dopo toccherà a te!

Murph si avventa contro il   giudice

 MURPH

Che vuoi dire? che vuoi dire, carogna!?                       

  

SCENA   63

VECCHIO MULINO — (Esterno Notte)

 Scott arriva al greto del fiume e Eileen lo chiama

EILEEN

Scott!

 La donna sta contro una roccia a dieci passi.

 Scott si avvicina lentamente, Solo quando è a cinque passi si accorge che Eileen non sta guardando lui ma qualcosa che sta alla sua sinistra, 

Scott si volta fulmineo con la mano già sulla colt  ma è troppo tardi. Da dietro un cespuglio viene una gran vampata.

Colpito in pieno Scott crolla in ginocchio e una seconda vampata lo abbatte. 

Da dietro il cespuglio si leva la allampanata figura di Jimmy, tiene un fucile da caccia a due canne in pugno e grida 

JIMMY

Ho ammazzato Scott Mary! L’ho beccato! 

Da terra Scott, sbavando san­gue  estrae lentamente la pi­stola. 

Jimmy esce correndo dal cespuglio e Scott spara due colpi. 

Jimmy colpito in pieno fa una buffa piroetta, molla il fucile e crolla quasi davanti a Eileen. 

Scott sviene.

Eileen fugge verso il mulino.

 La porta del mulino si spalan­ca ed esce Murph che grida

MURPH

Scott! 

Eileen, stravolta indica verso il fiume 

EILEEN

Là . . tutti e due! 

Murph corre verso il fiume mentre dal mulino escono Kutscher e Turner.

 TURNER

E’ crepato il bastardo?

 Eileen annuisce ma non ha tempo di rispondere perché da dietro un albero spunta Talby con la pistola in pugno.

 TALBY

Vai all’inferno. Lo saprai presto!

 E spara. Turner colpito in mezzo agli occhi crolla morto davanti al giudice.

Talby punta l’arma contro il giudice. Eileen grida 

EILEEN

No!

 e si getta davanti al padre abbracciandolo. Il giudice la accarezza sui capelli e guar­da Talby, abbastanza tranquillo

Da dietro il mulino spunta Nigel con il fucile imbracciato e puntato su Talby 

NIGEL

Questa volta non c’è la legittima difesa, Talby! Questo è omicidio! Sono fuori portata dalla vostra colt ma posso ammazzarvi col mio fucile.  Buttate la pistola!

Talby guarda Nigel che sta al coperto col fucile spianato  e lascia cadere tranquillamente la pistola davanti a sé.

 TAL BY

Vedremo che dirà la giuria, marshal! Avete assassinato Scott Mary!

Nigel viene avanti col fuci­le puntato, diffidente e Talby alza un poco le mani. Nigel sorride e dice

 NIGEL                                                                                           

Datemi la pistola, Talby.  Prendendola per la canna.

Talby si china e prende la pi­stola per la canna,

 Intanto alle loro spalle il calesse di Eileen si allontana a tutta velocità:  lo guida Murph che frusta i cavalli.

Accanto a lui si intravede il corpo immobile di Scott,

 Nigel si avvicina col fucile sempre spianato contro Talby e, tenendosi a un paio di metri di distanza fa un gesto con la ma­no, per dire che gli porga la pistola.

 Talby si piega in avanti tendendo il braccio e porgendo a Nigel la propria pistola tenuta per la canna.

Nigel allunga la mano per prenderla: con la rapidità di un prestigiatore Talby esegue il trucco che gli abbiamo già ve­duto fare tempo fa nel saloon Gila: la pistola caprioleggia fra le dita di Talby, prende la sua posizione normale e spara. Il tutto alla velocità del lampo. Tanto in fretta che Nigel non ha tempo di premere il grilletto del suo fucile, 

Colpito in mezzo agli occhi, Nigel assume un’espressione di grande stupore che la morte gli gela sul volto: crolla a terra pesante­mente,

 Talby torna a puntare la pistola sul giudice Kutscher,  che, accarezzando sempre i capelli della figlia, che sta abbracciata a lui, dice in tono insinuante

 KUTSCHER

Avete vinto, Talby. E’ giusto. siete il più bravo, ma for­se mai come adesso avete avu­to bisogno di un amico giudi­ce…

 Talby fissa il giudice e poi sorride

 TALBY

Quello che si può fare dentro la legge dura di più di quello che si fa fuori dalla legge

KUTSCHER

Siete anche il più furbo, Talby. Per quella faccenda di Wild Jack…

 Talby mette via la pistola

 TALBY

Beh, per adesso non c’è più neanche un marshal che possa ascoltare le mie accuse. Di­ciamo che vi costerà cinquantamila dollari. 

Eileen si stacca dal padre che sorride a Talby

 KUTSCHER

Un prezzo equo. Ma la nostra alleanza ci renderà almeno il doppio ogni mese... 

Talby sorride e dice ad Eileen

 TALBY

Posso avere il piacere di accompagnarvi a casa dal momen­to che qualcuno ha preso il vostro calesse?

 Eileen guarda il giudice che annuisce leggermente

 EILEEN

Ne sarò onorata, signor Talby. Non c’è migliore scorta in tutta la contea. 

 

SCENA   64

STANZA GWEN — (Interno Giorno)

 Un grosso tampone insanguinato fa da MASCHERINO DI APERTURA scoprendo la faccia di Culman che osserva preoccupato il torace insanguinato di Scott che giace steso su un letto, in pieno delirio. Il suo volto è pallido e grondante su­dore, Rantola e ad ogni respiro un filo di sangue si ingrossa all’angolo della bocca.

 Dietro a Culman che lo sta cu­rando c’è Gwen e Murph, Entrambi tesi e disperati.

 CULMAN

Un brutto colpo. Ha sfiorato il polmone. E l’altro gli ha trapassato il braccio destro. 

Indica Scott

 Se vive forse gli dispiacerà più del secondo che del pri­mo, 

MURPH

Non potrà più tirare con la pistola? 

Culman fissa Murph

 CULMAN

Spero proprio di no, ma la ferita non gli impedirà di tornare alla sua scopa e forse anche Clifton tornerà quella di prima. 

Murph guarda Scott e scuote il capo

 MURPH

Soott era l’unico che pote­va tener testa a Talby. Adesso Clifton non tornerà mai più come prima,,.

 Gwen si inginocchia al capez­zale di Scott e gli asciuga  il sudore.

Gli sussurra

 GWEN

Guarirai, Scott: guarirai.  

 

SCENA   65

SALOON”45”— (Interno Giorno)

 Intorno a un tavolo da poker nella parte più interna del saloon siedono con le carte in mano Slim,  Jan e altri quattro uomini dalle facce dure e cotte dal sole, vesti ti e armati come pistoleri di professione.

 Sono le nuove guardie del corpo di Talby, venute da va ne parti dell’Arizona: si chiamano Sean, Bob, Rick e Ga ry.

Sean ha i capelli color rosso fuoco e la faccia piena di lentiggini. Sputa senza alcun riguardo sulla moquette del pavimento che ha perduto qua­si ovunque il suo bel colore verde per cambiarsi in qualcosa di quasi marrone, tranne che sotto i tavoli e nei pun­ti meno raggiungibile dalle scarpe della gente.

 Sean scarta due carte e dice al croupier.

 SEAN

Due.

 al centro del tavolo ci sono pochi dollari, non c’è tensione nel gioco.

 SEAN (a Slim)

E tu mi vuoi far credere che quel tipo sia passato dalla scopa alla pistola, così, da un giorno all’al­tro?

 SLIM

Precisamente! E ti assicuro che quando sparava Scott Mary era un tale spettacolo che anche quelli che bucava dovevano applaudire! 

Sean e gli altri ridono e Bob, un gigante bruno e ricciutissimo con una cicatrice fine su una guancia così scura da tra­dire la sua origine di sangue misto, esclama.

 BOB

Soott Mary il fenomeno! Son tre settimane che non esce dal casino....

 e ride runiorosamente. Jan ribatte.

 JAN

Sembra che se la cavi. Però il dottor Culman ha detto in giro che per estrargli la pallottola dal braccio destro gli ha inciso un mu­scolo.

 Rick scarta quattro carte e dice:

 RICK (al croupier)

Quattro, porcaccia miseria… (e agli altri)

Alla fine dovremo anche reggergli il bicchiere a questo grandissimo pistolero!

 di nuovo tutti ridono mentre Sean che dà le spalle all’ingresso del saloon si stringe nelle spalle e commenta infilandosi un sigaro in bocca

 SEAN

Se ne raccontano di balle! Quando uno crepa o non può più sparare diventa il più grande tiratore del West!

 Gary è un tipo allampanato, secco, sulla quarantina.

 GARY

Già, come Doc Holliday per esempio... morto lui è di­ventata leggendaria la sua pistola!

 tira fuori di tasca un fiammifero con una bella capocchia rossa e ghigna.

 SEAN

Se questo Scott Mary reste­rà paralizzato Slim e Jan cominceranno a dire che era in grado di accendere un fiammifero da dieci passi di distanza!

 gli altri ridono ma si ode il rombo di uno sparo e il fiammifero, che Sean stava abbassando per fregarlo contro la suola di un suo stivale, si accende.

 Tutti si voltano di scatto a guardare da dove è venuto il colpo, con le mani già sui calci delle pistole.

 In fondo al saloon è apparso Scott Mary.

Tiene ancora in pugno la pistola, E’ vestito come prima, pallido e con il bordo di una fa­scia che ancora gli spunta dal colletto. Però già ben saldo sulle gambe.

Scott si avvicina al tavolo da poker intor­no a cui siedono i pistoleri contando la distanza a passi ampi e misurati,

 SCOTT

…. quattro, cinque, sei, sette, otto, nove e dieci!

 Sean lo guarda allibito e il fiammifero gli brucia le dita, lo molla di scatto mentre Slim e Jan si alzano e da dietro suona la voce di Talby: una voce festosa, lieta

 TALBY

Scott! Neanche il diavolo ti vuole Scott Mary!

Talby va incontro a Scott a braccia tese e gli stringe le spalle fra le mani dicendogli e guardandolo.

 Come stai? Mi sei mancato, sai! 

Scott è un po’ a disagio, felice di vedere contentezza in Talby, 

SCOTT

Sono ancora in gamba. Guarda… 

estrae e mette via la pistola a grande velocità, però fa una smorfia di dolore, Talby la nota ma sorride.

TALBY

Sei più rapido di prima. 

SCOTT

Mi sono esercitato appena ho potuto mettere i piedi giù dal letto. Quell’asino di Culman mi ha segato mezzo muscolo.

 e muove le dita, articolandole. Talby ordina al barista die­tro il bancone

 TALBY

Champagne! Bisogna festeg­giare.,.

 e tira Scott verso il banco dicendogli: 

Sei diventato infernalmente bravo. Ho visto il cor­po di Johnny Walker. L’hai beccato in mezzo agli occhi.

 Scott si oscura in volto e mugugna.

 SCOTT

Non voglio parlare di Johnny.

 Talby versa dlelo champagne in due flute

 TALBY

Al tuo ritorno, Scott Mary....

 Scott prende il bicchiere e ne beve un sorso.

 SCOTT

Chi ha preso la stella di Nigel  ? 

Talby china la testa, poi sussurra:

 TALBY

Murph Allan.

SCOTT

Perché avete scelto lui?

 TALBY

Non l’ho scelto io!

SCOTT

A questa città non devo nulla ma a Murph devo parecchio… Anche a te devo parecchio e… non vorrei trovarmi tra due fuoci, capisci?

TALBY

Lo capisco.    

Talby fissa Scott coi suoi ccchi gelidi. Scott leva  la mano dal braccio destro di Talby che continua a fissarlo per diversi secondi. Fa il gesto di riempire di nuovo il bicchiere di Scott ma questi lo capovolge. Talby scandisce lentamente.

 TALBY

C’è una differenza tra noi due: io non mi lascio guastare il gioco da te... non esiterei nemmeno un secondo a spararti... ma forse tu esiteresti se fossi io il tuo bersaglio.

 SCOTT (con lo stesso tono di Talby)

Se fai qualcosa contro Murph, la fai contro di me...

 

SCENA   66

PIAZZA CLIFTON — (Esterno Giorno) 

Un cartello avverte

 DA OGGI E’ VIETATO CIRCOLARE PER LE STRADE DELLA CITTA’ CON PISTOLE ALLA CINTURA, CHIUNQUE VENGA TROVATO IN POSSESSO DI ARMI SARA’ ARRESTATO.

Murph Allan Short, Marshal di Clifton.

 Alcuni curiosi si fermano a leggere e Murph, uscendo dall’ufficio dello sceriffo, dice a due di es­si che sono armati.

 MURPH

Andate a casa e posate l’artiglieria o vi sbatto al fresco. 

Murph si avvia all’emporio si affaccia la signora Darton

 DARTON

Ah, voi? Che volete?

MURPH

Da questo momento è vieta­ta la vendita delle armi, signora Darton.

DARTON

Vietata? Ma io ho appena ordinato trenta nuove pisto­le e…

MURPH

Ricordatevi di Johnny e ri­mandate indietro le pistole.

 Murph va verso il saloon e chiama:

 MURPH

Talby! Talby!

 Talby esce lentamente, dietro a lui c’è Scott. Si af­facciano sulla porta Jan e Slim che si appoggiano agli stipiti.

 TALBY

Che volete?  

Murph sta ben ritto con le gambe leggermente divaricate e la destra sulla pistola,  pronto a sparare.

 MURPH

In questa città da oggi è proibito portare armi da fuoco.

 Un uomo di Murph coglie di sorpresa Scott spianandogli contro la pistola. Ma tutto il gioco è tra Murph e Talby.

 MURPH

Levati il cinturone e buttalo!

TALBY

Vienitelo a prendere!

MURPH

Certo che vengo. Non sono più veloce come ad Abilene quando ti scacciai dalla città, ma anche stavolta perderai per causa mia, Talby.

Talby sorride, tutta­via il suo sguardo è sempre freddo e tranquillo.

Si slaccia il cinturone e porge la pistola a Murph che gli fa il gesto di buttargliela.  Talby sembra obbedire e invece  preme il grilletto della pistola centrando in pieno petto Murph che stramazza al suolo. Scott scappa urlando:

 SCOTT

Noooo!

 Escono dal saloon i pistoleri di Talby che ordina, indicando Scott:

TALBY

Prendetelo.

SCOTT(scappando)

Ti avevo avvisato, Talby! Ora ti ucciderò!

 Scott corre via mentre Talby rientra nel saloon, a pistola spianata, camminando all’indietro.

 

SCENA   67

STALLA DA NOLEGGIO — (Interno Giorno)

 La pistola di legno con cui ha imparato a sparare Scott è posata sulla cassa del fieno, quella in cui Scott tiene va nascosti i suoi otto dol­lari. 

La mano di Scott si tende a sfiorare la pistola di legno, poi affonda con rabbia nella paglia della cassa. Scott fruga con ansia nella paglia con entrambe le mani. Finalmente trova qualcosa e lo tira fuori: è un pacco av­volto in carta oleata, Scott comincia a svolgerlo e gli cade in mano un biglietto arro­tolato. Lo svolge e lo legge: è scritto a matita, con grafia un po’ incerta, puntigliosa. Si legge:

 Caro Scott, quando leggerai questo io forse sarà morto.  

Scott legge commosso mentre si sente la voce di Murph che idealmente parla per l’ultima volta al ragazzo.

Scott scarta la pistola: è una Colt a canna tagliata e come la impugna si equilibra da sola intorno al dito della mano di Scott.

E’ lucida d’olio e il tambu­ro è carico coi sei colpi e ruota rapidissimo come la ruota di una roulette, senza al­cun attrito.

Scott getta la sua pistola sulla paglia e infila nel fodero la pistola di Murph. Prova ad estrarre: la pistola sembra balzare fuori come spinta da una molla. Scott la fa ruotare sul dito

VOCE MURPH

L’unica cosa che ti posso lasciare è questa pistola. E’ un’arma vecchia ma è quella di Doc Holliday. E’ stata anche la mia e adesso è la tua. Dentro ci sono tutti i trucchi di tre genera­zioni di pistoleri. E’ equi­librata con la precisione di un capello e il percussore del grilletto è stato limate in modo che hai solo da pensare di sparare che scat­ta subito, E’ calibrata per venti passi di distanza. Adesso hai quella pistola Scott, usala bene.

 

Scott è commosso. Da fuori si ode il rumore di un uomo che corre.

Scott si fa sulla soglia, schiacciandosi contro uno stipite.

Il passo si avvicina: è un suono strano,irregolare. Appare, trafelato con l'unico occhio sbarrato per la paura, Bill il Cieco..

 BILL

Scott, dove sei? Scott?

SCOTT (uscendo da dietro lo stipite)

Sono qui.

 Bill si avvicina a Scott ansando

 BILL

Ti stanno cercando, casa per casa, tra poco saranno qui!

 Scott annuisce e va verso la porta. Bill si raccomanda:

 BILL

Fai attenzione Scott!

SCOTT

Va bene. Grazie, Bill.

 Scott gli sorride ed esce dalla porta della stalla.

 

SCENA   68

STRADA TRASVERSALE. CLIFTON — (Esterno Giorno)

 Scott attraversa la strada e si va a nascondere sull’altro lato, dietro un steccato.

Tira fuori la pistola.

Dieci metri più su spunta la testa di Gary, vede la stra­da deserta e si volta verso Bob che lo segue da vicino.

 GARY (a bassa voce a Bob)

C’è una finestra da dietro... appostati là...

Bob annuisce e scivola via. 

Scott non ha potuto sentire ma ha visto i gesti.

Gary viene verso la stalla, con la pistola in pugno. Si piazza a sei metri dalla por­ta, ben protetto contro un trave.

Scott potrebbe ucciderlo poiché Gary non guarda neppure dalla sua parte. Ma attende immobile.

Si sente dal retro della stalla provenire un fischio d’in­tesa. Gary sorride e grida.

 GARY

Scott Mary! Talby ti vuol par­lare!  

 

SCENA   69

STALLA A NOLEGGIO — (Interno Giorno)

 Bill il Cieco si rintana nella paglia coprendosi tutto tranne il grande occhio sbarrato che fissa intorno ruotando come quello di una cernia in tana. Vede

 Spuntare oltre il quadro del­la finestra sui fondo, priva di vetri e di inferriata, la canna di una colt e dopo un attimo un pezzo della faccia di Bob che lancia dentro una rapida occhiata,

 VOCE GARY (da fuori)

C’è stato un malinteso, Scott Mary!

  

SCENA   70

STRADA TRASVERSALE. CLIFTON - (Esterne Giorno)

 Scott guarda Gary senza mo­strarsi: lo vede benissimo.

Gary sogghigna malvagiamente e alza il cane della pistola, pronta a sparare mentre con veloce dolce esclama, rivol­to alla porta della stalla.

 GARY

Ti prego, Soott, vieni fuori!

Scott spara quasi senza alza­re la pistola: un colpo solo, tenendo il braccio disteso. Spara dal basso verso l’alto e centra Gary in mezzo agli occhi. Gary crolla stecchito senza neppure capire quello che è accaduto, Scott esce dai nascondiglio e si avvicina al morto mormorando fra sé.

 SCOTT

Non pregare mai un altro uomo: è la prima cosa che insegna Talby. 

si mette al posto di Gary e grida.

SCOTT

Ehi, Bob! L’ho fatto secco al primo colpo!

  

SCENA   71

STALLA A NOLEGGIO — (Interno Giorno)

 L’occhio di Bill il Cieco luccica tra la paglia e vede:

Bob che agilmente salta dentro la stalla e corre verso la porta esclamando.

 BOB

Per essere un grande tiratore era anche…

 sulla soglia si interrompe facendo il gesto di estrarre e Bill sente il tuono di uno sparo.

  

SCENA   72

STRADA TRASVERSALE, CLIFTON - (Esterno Giorno)

 Scott mette via la Colt.

Bob con la faccia sporca di sangue stramazza in avanti, ai suoi piedi.

 SCOTT

Non ti fidare mai di nessuno.  Questa è la seconda lezione.

 Scott si guarda intorno: non si sentono altri rumori. Gira intorno la stalla e scompare.

 Dalla soglia della stalla appare la faccia curiosa di Bill il Cieco.

Guarda la strada deserta e poi i cadaveri di Bob e di Gary. Sogghigna e saltella soddisfatto intorno a Bob, chinandosi a rubare le pallottole che porta infilate nel cinturone. Le fa saltare giulivo tra le mani e poi cerca qualcosa con il suo unico occhio. Vede:

 cinque metri più in là il cadavere di Gary che tiene in pugno la Colt con la canna rivolta per aria.

Bill si umetta le labbra e spingendo la lingua fuori di lato, come chi si impegna in un compito particolarmente gravoso, fa schizzare in aria una delle pallottole rubate a Bob.

 La pallottola compie un perfetto arco e si infila dritta dritta nella oanna della Colt.

 Bill il Cieco scopre i denti giallastri in un grande sorriso di soddisfazione.

  

SCENA  73

PIAZZA CLIFTON — (Esterno Giorno)

 Scott si affaccia un poco oltre l’angolo della casa di Vivian Skull e guarda la piazza: c’è ancora il cadavere di Murph, così com’è stato ucciso da T alby.

 Soffia un po’ di vento ed è l’unico suono di Clifton: la città sembra disabitata.

 Sean si sporge oltre l’angolo di una casa. Scott lo vede e alza la colt.

Jan corre attraverso la strada pistola in pugno.

Scott spara. 

Jan colpito in pieno fa una piroetta su se stesso e crolla stecchito,

 SCOTT

Mai mettersi tra una pisto­la e il suo bersaglio.

 Sean spara a sua volta verso Scott: ma la pallottola scheg­gia il legno della trave su cui è appoggiato.

 Sean coraggiosamente corre verso Scott continuando a sparare.

 Scott si getta a terra per evitare il secondo colpo e rotola nella polvere per evitare il terzo. Ma ora Sean è a distanza utile:

sta per sparare e Scott resta immobile a terra

Sean ha un ghigno di trionfo e preme il grilletto. Il cane batte a vuoto: Sean ha finito i suoi sei colpi.

 Senza troppa fretta da terra Scott spara: dal basso in al­to. Sean colpito in mezzo agli occhi crolla nella polvere.

 SCOTT (alzandosi)

La pallottola giusta al mo­mento giusto. Talby non ha avuto tempo di addestrarvi bene.

 Infila la pistola nella fondina e si spazzola dalla polvere. Va verso il saloon e grida

 SCOTT

Talby! Tocca a te! Non hai più nessuno che si faccia ammazzare al tuo posto!

 Dall’ombra dell’interno del saloon non viene nessuna risposta né rumore.

Scott avanza fino ai centro della piazza e grida

 SCOTT

Chi non accetta una sfida  ha perduto nel mode peggiore, l’hai detto tu, non ri­cordi?

 Dal saloon non viene altro che un profondo silenzio, ma dalla destra di Scott, la voce profonda, calma, di Talby sussurra

 VOCE TALBY

Certo, Scott Mary

 Scott si volge di scatto, la mano sulla colt, ma si immobilizza.

 Sulla soglia della porta della chiesa c’è Talby che lo guarda, Talby è quelle di sempre: tranquillo ,gelido, elegante,

TALBY

Ho dovuto uccidere Murph. L’ hai visto anche tu, non ho potuto evitarlo.

SCOTT (cupo)

E ora non puoi evitare me.

 Talby fissa coi suoi occhi gelidi Scott che ha il sole in faccia, mentre Talby gode dei favore della luce.

 TALBY

Te l’avevo detto: non ce la farai con me.

SCOTT

Forse.  E’ per questo che sei andato a pregare?

 Talby scuote un poco il capo

 TALBY

Se ti avessi aspettato nel saloon non ti saresti trova­to col sole in faccia.

Infatti Scott deve stare con gli occhi un po’ strizzati per guardare Talby che sta all’om­bra, in linea col sole.

 SCOTT

Vediamo se i tuoi trucchi ti basteranno, Talby...

TALBY

Basteranno. Tu sei svelto, ma hai due centimetri in più di canna e la tua arma è calibrata per dieci passi, la mia per venti.

 Scott resta immobile e Talby continua

 Credo siano giusto venti passi da qui a lì.

Scott si volge un poco in modo da mostrare bene la pistola che tiene al fianco

 SCOTT

E qui che ti sbagli. Contro me ce l’avresti fatta, ma non contro me e Murph. Ora ho una pistola uguale alla tua: canna segata, equilibrio perfetto, calibrata per venti passi.. .come la tua,..

 Talby fissa la pistola che Scott tiene ancora nella fondina e un lampo passa nei suoi occhi.

La mano di Talby è sempre distesa sulla coscia destra però è percorsa per un attimo da un lievissimo tremito. 

Anche la mano di Scott è incol­lata alla sua coscia, ma non trema.

 TALBY

Ultima lezione , ragazzo. Quando un uomo comincia a uccidere non può più smettere. Quando vuoi, Scott.

 Lunghi momenti di immobilità. Le mani dei due pistoleri sono ferme a pochi centimetri dai calci delle pistole.

Poi Talby estrae con estrema rapidità e spara ma Scott è ancora più veloce estrae e spara schiaffeggiando il cane: un colpo e la pistola vola via dalle mani di Talby, un secondo lo centra e lo getta a terra.

TAlby si erge ansimando, appoggiandosi alla mano sana e guarda verso Scott che ora lo sovrasta.

Scott si avvicina e si ferma.

 TALBY (con voce rauca)

Trovami un cavallo ragazzo. Non mi vedrai più.

 Scott scuote la testa e con voce rotta dall’emozione dice

 SCOTT
Sarei un pessimo allievo. Quando spari ad un uomo, devi ucciderlo. O prima o poi lui ucciderà te.

 Si guardano Talby e Scott, a lungo. Poi Scott spara e uccide Talby.

 Scott china la testa, poi guarda il cadavere di Murph e sussurra 

SCOTT

Hai vinto tu, Murph.

 E resta fermo con le braccia a ciondoloni. La pistola gli sfugge di mano.

Si sente svuotato, distrutto.  Bill il Cieco attraversa la piazza e lo prende per mano

 BILL

Vieni, Scott. Vieni.

 I due si incamminano, allontanandosi. La città sembra morta.

 

 

fine

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